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All'insegna della differenza

01/09/2004

Comunicare con le diversità, per la diversità, nella diversità... In che senso?

Stando alle ultime riunioni dei gruppi dirigenti della Ferpi, pare che le priorità assolute siano l'attività sul territorio e il marketing associativo.Qualcuno avrebbe ben diritto di chiedersi come mai, stando così le cose, la Federazione abbia deciso di buttarsi a capofitto nei lavori preparatori del secondo Festival Mondiale delle Relazioni Pubbliche che affronterà un tema che, a prima vista, centra molto poco con quelle due priorità.
Ma è proprio così?
Proviamo a vedere come l'intero corpo della Ferpi, ogni singolo socio, possa piegare il tema e l'evento a proprio uso e consumo, favorendo al tempo stesso sia le attività sul territorio che il marketing associativo.
1.Abbiamo già detto che la sola assegnazione alla Ferpi del secondo festival è motivo di grande orgoglio per le relazioni pubbliche italiane. Di questi tempi, fare una decente figura internazionale non è frequente. Questo, ogni singolo socio potrà bene utilizzarlo come argomento a sostegno della sua adesione alla federazione. Il fatto poi che il tema prescelto sia quello della comunicazione con le diversità' sta a testimoniare come le relazioni pubbliche, nell'ambito della comunicazione d'impresa, siano la disciplina di gran lunga più flessibile per contribuire a rafforzare lo spostamento in atto in tutto il mondo dal paradigma della comunicazione a, a quello della comunicazione con.
Ecco quindi due argomenti forti che ciascuno di noi potrà usare in ogni occasione utile per valorizzare la propria appartenenza alla Ferpi e per tematizzare una questione emergente che va anche a tutto vantaggio del rafforzamento della professione.
2.Il territorio nel quale ciascuno di noi opera è intriso di diversità.Intendiamoci bene, non soltanto la questione delle diverse etnie, e neppure quella (drammaticamente vergognosa per la nostra collettività) relativa alla repressione dell'immigrazione, ma anche la comunicazione con tutti i tantissimi diversi, dai gay alle lesbiche, dai bambini agli anziani, dai portatori di handicap ai diversamente abili, dai cattolici ai valdesi, insomma con tutti coloro che non rientrano negli schemi mentali di un comunicatore tradizionale quando immagina un pubblico'.
E' chiaro che con ciascuno di questi diversi la comunicazione dovrà essere diversa&questo è il futuro che ci aspetta e nessuno meglio dei relatori pubblici può soddisfare queste nuove esigenze relazionali che emergono da tutte le parti.
Dunque ognuno di noi potrà, anche seguendo questo sito, rifletterci, farsi delle idee, portare queste idee nella propria comunità, stimolare interesse verso il tema e verso il Festival, incontrarsi con altri soci Ferpi del territorio e sviluppare qualche iniziativa locale di confronto con altri comunicatori e/o con rappresentanti di queste diversità.
Tutto questo serve a sviluppare e a fare sentire la presenza della Ferpi e dei suoi soci sul territorio su una tematica di grandissima attualità e sulla quale abbiamo davvero molto da dire (abbiamo appena terminato il road show sulla comunicazione interculturale che ha portato ad un accumulo impressionante di informazioni, di riflessioni, di casi concreti.. .è tutto in questo sito, basta usare bene il motore di ricerca).
3.Naturalmente tutto ciò non potrà non avere effetti positivi anche sul marketing associativo. Quando ciascuno di noi si sforza talvolta di convincere un collega o un amico ad entrare nella Ferpi, non sempre gli vengono le parole giuste e non sempre queste appaiono sufficientemente convincenti. Ecco: questa è una grande occasione per tematizzare una questione che sicuramente ci distingue e ci differenzia dagli altri. Inutile aggiungere che questo è anche una modalità seria per essere e sentirsi soci di una associazione socialmente responsabile.
Che ne dite? Ci date una mano?(tmf)
ps: se intanto volete un assaggio' sul tema:
°la presentazione del nostro socio Giampietro Vecchiato alla tappa padovana del road show sulla comunicazione interculturale
°il rapporto annuale sulla diversità di Citigroup, maggiore gruppo finanziario mondiale: davvero straordinario!

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