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Amapola diventa società benefit: il suo Consiglio d’impatto è tutto under 35

09/11/2021

Redazione

L’agenzia inserisce nello statuto una specifica norma di governance, che affida la gestione delle “finalità di beneficio comune” alle nuove generazioni.

Tre under 35 alla guida del Consiglio di impatto: è questa la scelta di Amapola, l’agenzia di comunicazione specializzata in sostenibilità dal 2009, da poco diventata società benefit. Una trasformazione che conferma un percorso iniziato più di 12 anni fa e che si concretizza anche nel rinnovamento dello statuto e delle politiche di governance.

Il Consiglio d’impatto 

«Le decisioni le possono e le devono prendere i più giovani – spiega Luca Valpreda, partner e fondatore dell’agenzia – Sono un late boomer e la mia generazione ha dato ampia prova di irresponsabilità. Ha tradito sul piano del rinnovamento sociale e si è data alla macchia nella salvaguardia dell’ambiente. Quindi in Amapola, sul terreno della sostenibilità, le posizioni, anche gerarchiche, si rovesciano. Il Consiglio d’impatto, per statuto, è riservato agli under 35. La strategia e le decisioni le prendono loro. Noi senior, partner compresi, siamo e saremo al loro servizio».

Elisa De BonisBeatrice Coni Micol Burighel sono i tre nuovi membri del neonato Consiglio d’impatto di Amapola. A loro è affidata la gestione autonoma delle “finalità di beneficio comune” individuate dalla società.

Essere società benefit: l’impegno di Amapola

«Diffusione della cultura della sostenibilità e ambientale, azioni di sensibilizzazione su temi sociali come parità di genere e immigrazione, sostegno ai giovani per l’ingresso nel mondo del lavoro, formazione gratuita sui temi della sostenibilità e supporto alle realtà imprenditoriali del proprio territorio: queste le attività su cui si impegnerà Amapola per contribuire in modo concreto a un cambiamento nella società» raccontano le componenti del Consiglio, che rimarrà in carica per tre anni. Spetterà a loro individuare gli obiettivi e attuare le strategie, nonché attivare il percorso di rendicontazione di sostenibilità interno: il futuro è dei Millennials e della Generazione Z.

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