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Art Bonus e Crowdfunding: il caso Domus Aurea

30/10/2014

In linea con il Decreto Cultura, che introduce lo strumento dell’Art Bonus, è stata annunciata la sperimentazione di una prima piattaforma di crowdfunding per il restauro di un bene pubblico. L’analisi del delegato Ferpi Cultura, _Elisa Greco._

di Elisa Greco
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha lanciato una campagna di raccolta fondi destinata a tutti coloro che desiderano contribuire alla conservazione della Domus Aurea e ha aperto ai visitatori il cantiere del restauro. In questo modo, scegliendo di condividere con l’opinione pubblica le varie fasi del percorso del restauro , si è voluto rendere consapevole, grazie anche alle visite guidate nei giorni festivi, il pubblico del complesso progetto di consolidamento e manutenzione del palazzo imperiale più noto nella storia dell’antica Roma . Inoltre, la progressione dei lavori sarà documentata in maniera puntuale dal blog www.cantieredomusaurea.it, attraverso il quale sarà possibile effettuare le donazioni e su cui saranno indicate le modalità e descritto il valore dei singoli lavori ai quali è possibile contribuire.
Si tratta della prima sperimentazione di una piattaforma di crowdfunding appositamente dedicata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e dotata di un innovativo motore per la raccolta fondi online. In special modo sono state messe a punto procedure in grado di rispondere ai requisiti normativi che prevedono ampia diffusione, trasparenza nella destinazione delle erogazioni, efficienza gestionale nelle pratiche di pagamento e fiscali. A tale scopo i sistemi sono stati implementati con una serie di funzionalità totalmente nuove quali l’aggiornamento sullo stato delle donazioni, l’applicazione della moneta elettronica, l’automatizzazione delle procedure amministrative di reportistica e di spedizione delle ricevute. Si è data una prima applicazione al recentissimo decreto Art Bonus, lo strumento predisposto dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, prefigurato per tutti quelli che vogliono contribuire, con grandi o piccole donazioni, al recupero del patrimonio italiano e che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici.

Che cos’è l’Art Bonus
L’Art Bonus è un credito d’imposta del 65% per le donazioni a favore di:
a) interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
b) musei, siti archeologici, biblioteche e archivi pubblici;
c) spese di investimento per teatri pubblici e fondazioni lirico-sinfoniche
Il credito d’imposta è riconosciuto:

alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile;
ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui;

Il credito è riconosciuto anche alle donazioni a favore dei concessionari e affidatari di beni culturali pubblici
per la realizzazione di interventi di manutenzione, protezione e restauro.

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