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Business Diplomacy: dal Brasile il sostegno alle PMI italiane

25/11/2014

Filomena Furlan

Un incontro, organizzato nell’ambito del Festival della Diplomazia 2014 lo scorso ottobre a Roma, in cui si è parlato di collaborazione, cooperazione e di eccellenza Made in Italy. Importanti aziende italiane al tavolo dell’Ambasciatore del Brasile in Italia, Ricardo Neiva Tavares, hanno condiviso la propria esperienza internazionale. Il resoconto di Filomena Furlan.

Nella splendida cornice di Palazzo Pamphilj, che ospita l’Ambasciata del Brasile a Roma, si è tenuto il 28 ottobre un incontro del Festival della Diplomazia 2014 intitolato Modelli di Business. Al tavolo, insieme all’Ambasciatore del Brasile in Italia, Ricardo Neiva Tavares, rappresentanti di aziende che raccontano la propria esperienza imprenditoriale nel Paese che ospiterà le Olimpiadi del 2016: Massimo d’Aiuto, amministratore delegato di Simest; Marco Alberti, in rappresentanza di Enel; Pietro Maria Brunetti per Ferrero s.p.a.; Fabrizio Properzi, architetto di Andthesign.

Oggetto della discussione, appunto, i diversi modelli di business che le sopra citate aziende hanno avuto modo di sviluppare in un Paese che ha visto il proprio PIL triplicare dal 2000 al 2014. Un Paese che offre eccezionali opportunità e che, come ribadisce più volte S.E. Ambasciatore del Brasile in Italia, Ricardo Neiva Tavares, incoraggia soprattutto l’intervento delle piccole e medie imprese italiane.

A questo proposito, significativo è stato il contributo del Dottor Massimo D’aiuto, il quale spiega come Simest promuove l’internazionalizzazione delle imprese italiane nel mondo, focalizzandosi particolarmente sul Brasile. Assecondando la tendenza alla cosiddetta glocalizzazione, Simest suggerisce un approccio al Paese che passi attraverso la creazione di joint-venture con realtà locali accuratamente selezionate.

Dello stesso avviso è il Dottor Marco Alberti, di Enel, il quale ricorda come Enrico Mattei vedesse il business in maniera cooperativa, soprattutto trattando con realtà estere. Per questo in Brasile il metodo consolidato Enel si basa sul macrocontesto e vuole escludere a priori la speculazione. Infatti, attraverso la separazione da Endesa, Enel conferma l’intenzione di essere presente nel Paese in maniera chiara con la propria identità; si punta sulla sempre più forte democrazia, che garantisce non solo continuità, ma anche cooperazione. “Il quadro regolatorio brasiliano” dichiara il dottor Alberti “si rivela per certi aspetti non solo più stabile ma addirittura più avanzato del nostro.”

E’ con questa consapevolezza che nel 2006 Enel comincia un percorso di crescita avanzata e strategica, secondo un modello di business che viene sintetizzato Not only in the Country but also with the Country (Non solo nel Paese ma anche con il Paese). I concetti chiave: Back to Industry, che riassume una maggiore concentrazione sul lavoro reale; Small Things vs Big Things, che attraverso la diversificazione della crescita punta su impianti localizzati più piccoli, i quali implicano la scelta di tempistiche a due velocità. Pensando Short Term vs Long Term, infatti, si guarda al 2050 realizzando strutture in tempi ragionevoli per continuare a creare senza speculare.

Anima italiana, con spirito sociale e di famiglia, che in Brasile si è fatta conoscere anche con il marchio Ferrero s.p.a.; Pietro Maria Brunetti racconta come, in piena riservatezza piemontese, nel 1997 è stata aperta la prima fabbrica di Nutella in Brasile e ora l’azienda fattura in questo Paese 90 milioni di Euro. Ferrero si distingue, oltre che per le attività come Kinder+Sport, soprattutto per l’impegno nella sostenibilità ambientale attraverso certificazioni sulle materie prime. Impegno dal valore riconosciuto anche da associazioni severe come Greenpeace. Senza dimenticare che, nei suoi sessantotto anni di storia, l’azienda multinazionale che fonda le sue radici nella piccola cittadina di Alba non ha mai conosciuto né scioperi, né cassa integrazione.

C’è poi chi racconta di avere un’attività veramente piccola, di essere capitato in Brasile per caso, di aver constatato che il tasso di spreco alimentare con valori intorno al 40% preoccupava il governo brasiliano, e di aver investito il tutto per tutto proponendo una soluzione di architettura sostenibile e di certificazione per l’esportazione alimentare. Si tratta dell’architetto Fabrizio Properzi di Andthesign, che racconta come a tutto ciò si aggiunge persino un progetto in collaborazione con Vitrociset, un’altra eccellenza italiana, volto a migliorare la catena logistica del Paese sudamericano che, si sa, subisce le grandi distanze.

Insomma: contributi di collaborazione, cooperazione e soprattutto di eccellenza Made in Italy che in Brasile parlano a gran voce, incoraggiando migliaia di studenti brasiliani a partecipare al programma del governo brasiliano Scienza senza Frontiere per poter studiare in Italia e fare esperienza presso aziende italiane.

Se è vero che “è tempo di prendere consapevolezza che la sinergia tra le professioni ha delle immediate ricadute sull’intero Sistema Italia ed è in grado di contribuire alla sua competitività” come ha dichiarato Amanda Jane Succi durante l’incontro Comunicare il valore, iniziative di condivisione come quella promossa dal Festival della Diplomazia 2014 meritano un applauso che abbia una vasta eco.

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