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Come crescono le relazioni

19/05/2015

Rossella Sobrero

Responsabilità, innovazione, sostenibilità, condivisione sono le parole chiave per le organizzazioni che vogliono. Siamo veramente pronti al cambiamento? Quale ruolo può avere chi si occupa di Relazioni Pubbliche per stimolare, accompagnare, governare questa fase di transizione? Alcune considerazioni di Rossella Sobrero.

Responsabilità, innovazione, sostenibilità, condivisione: queste alcune parole chiave per le organizzazioni profit e non profit che vogliono consolidarsi e crescere.

Chi ha compreso la rapida trasformazione in atto sta provando a sperimentare nuovi modelli di organizzazione ma anche di gestione delle relazioni interne. Possiamo dire che spesso è proprio la capacità di gestire in modo nuovo le relazioni che porta l’organizzazione a innovare e a trasformarsi. Se partiamo da questa considerazione è necessario, naturalmente, riflettere sul nostro ruolo di comunicatori.

Alcune considerazioni generali che hanno una ricaduta importante sul nostro lavoro.

1 – Dobbiamo essere convinti – noi per primi – che il mercato è profondamente cambiato ed è necessario adeguare rapidamente le strategie di comunicazione (ma in generale il modo di fare impresa) a una realtà che vede il consumatore-cittadino trasformarsi in consum-attore o, come dice Francesco Morace, in consuma-autore.
2 – La rivoluzione digitale permette un’interazione con gli stakeholder che solo qualche anno fa non potevamo neppure immaginare. Grazie all’utilizzo di piattaforme collaborative sempre più sofisticate ma facili da usare è possibile, per esempio, avviare conversazioni con i diversi portatori di interesse stimolando la partecipazione del consumatore-cittadino. Ma bisogna ricordare che questi strumenti rispondono alle logiche con cui si riuniscono le persone, non a quelle che un’azienda è abituata a utilizzare.
3 – Nella relazioni all’interno delle organizzazioni si evolve anche il ruolo del manager al quale si chiede di affrontare il cambiamento insieme agli altri secondo il principio non del comando bensì del governo. Si chiede quindi, oltre a una maggior leadership, di riscoprire la propria capacità generativa per stimolare i collaboratori ad avviare nuove progettualità.
4 – Cambiano anche i modelli di gestione delle imprese. Un esempio interessante, relativamente nuovo per l’Italia, sono le B Corp, Benefit Corporation, aziende profit che pongono al centro della loro azione imprenditoriale la responsabilità nel generare impatti positivi e misurabili sulla società. Un modo nuovo di fare impresa o di modificare l’organizzazione già esistente: una B Corp infatti persegue obiettivi sociali e ambientali, ha cura della comunità nella quale opera, fino ad arrivare a condividere gli utili con i dipendenti. In America queste imprese hanno un preciso status giuridico che si chiama For Benefit e autorizza i manager a puntare a risultati sociali e ambientali anche se questo comporta una riduzione del profitto. Un modello che ricorda l’impegno delle imprese CSR oriented capaci di coniugare il business con il sociale e l’ambiente.

La domanda è siamo veramente pronti al cambiamento? Quale ruolo può avere chi si occupa di Relazioni Pubbliche per stimolare, accompagnare, governare questa fase di transizione? Io credo nell’importanza del nostro ruolo e del nostro lavoro. E voi?

 

 

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