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Come cambieresti il New York Times?

12/09/2005

Quattro designer specializzati in media rispondono

"Il  New York Times non diventerà mai un tabloid" ha dichiarato Arthur Sulzberger Jr, il suo proprietario, in occasione del congresso dell'Associazione mondiale dei quotidiani a Seul, lo scorso giugno. Non è stato il suo primo schiaffo alle tendenze dei giornali moderni: è andato oltre definendo i tabloid di rapida lettura come Metro, e i giornali per un pubblico giovane come Red Eye e Red Streak boriosi e conta balle.
Nonostante l'ammirazione per le lunghe storie, per la grafica ricercata, per la qualità dell'intrattenimento e la lucidità dell'informazione, per la dimensione dei numeri del week end, la parte di "utente di metropolitana" che è in noi invidia i consumatori di formati più leggeri per la facilità di consultazione. In un'era di comunicazioni wireless, alimentazioni RSS, podcast, tv on demand e altre multiple opzioni di informazione e intrattenimento, ci si domanda quanto ancora sia attuale un quotidiano di grande formato a più dorsi, tanto più quando molti si stanno orientando a leggere il proprio giornale online. Da questo nasce la decisione di Jonah Bloom, executive editor di  Advertising Age, di chiedere a una manciata di brillanti designer la loro opinione su come il New York Times potrebbe meglio adattarsi alle realtà dei nuovi consumatori del ventunesimo secolo.
 Brian Collins, direttore creativo, Ogilvy:"La maggior parte delle notizie che riceviamo passa attraverso il filtro dell'intrattenimento. Abbiamo sviluppato un linguaggio di taglio veloce per digerire a richiesta notizie spensierate compatibili con i nostri deficit e disordini di attenzione. Non ho nulla contro una notizia piccante circa Brad e Angelina incastrata tra storie di altra bella gente, ma quando cerco le mie notizie quotidiane voglio risposte, fatti e approfondimenti. E leggo il New York Times. Molto del suo appeal viene proprio dal suo formato e design centenario, uno dei più user-friendly che conosco& nessun plugin, interfaccia digitale, collegamento, antenna o segnale. Posso portarmelo alla spiaggia, al parco, in taxi o in metropolitana. E leggerlo è un consolidato rituale per la mia famiglia e per me. Ma non è la mia generazione che guiderà l'evoluzione del design, saranno quelle future a cui piace leggere persino su schermi a bassa risoluzione e a cui le interfacce sono chiare come una seconda natura. Detto questo, se ne avessi la possibilità, svilupperei il New York Times sul modello di T Magazine, un patinato full-color, che ho lanciato e che getta un ponte tra la breve attenzione e gli interessi auto-riferiti dei 15- 25enni con il mondo delle notizie e degli eventi. I contenuti e lo stile visivo di T rendono il mondo più piccolo unendo profili, saggi personali e brani del blog a uno stile di cronaca che porta gli individui e le loro esperienze in primo piano, per mostrare più chiaramente un contesto politico o un culturale. T è un ponte tra la cultura di intrattenimento autoriferita e lo stile informativo del New York Times. Entrambi forniscono notizie fortemente vere, ma T punta sulla connessione emozionale con il target giovanile. Accanto al magazine ho lanciato i T Caf's. Sono una catena di coffee-shop in partnership con una major del settore, hanno ambienti progettati per portare i lettori a parlare e a discutere, posti a sedere e computer per collegare le opinioni personali e promuovono il dibattito tra persone e il pensiero critico sui fatti del giorno. Esiste anche  T Online che garantisce i blogs ai lettori per esprimere passioni e preoccupazioni; in più il software T Connections  raggruppa i blogs per temi comuni connettendo le persone perché imparino l'una dall'altra".
 Lucie Lacava, newspaper architect: "Amo i quotidiani di grande formato, sono ancora speciali, ma il futuro prevede di avere più opzioni. Sull'esempio delle scelte offerte dalle tv via cavo dove si trovano canali di cinema, pacchetti di sport e altro, dovrebbe essere possibile scegliere quale sezione ricevere o poter preferire una versione compatta o tabloid del proprio quotidiano. I giornali del futuro avranno opzioni per i single di città come per le famiglie. Lo stesso consumatore che sta usufruendo di opzioni on-demand per tutti gli altri media e per l'intrattenimento è anche un lettore di giornali, così bisogna progettare i giornali perché possano essere acquistati a la carte'. Molti miei clienti in giro per il mondo hanno aggiunto un formato compatto (tabloid), o stanno pensando di farlo. Ciò non deve avere un impatto negativo sull'informazione o sulla pubblicità, ma il prezzo per convertire le macchine tipografiche, almeno negli Stati Uniti, è ancora alto. Inoltre molti editori non credono ci sia una diretta correlazione tra investimenti e ritorni finanziari e hanno paura che gli inserzionisti non siano convinti dei benefici. Un altro problema è che molti quotidiani nord americani di grande formato sono ancora mal progettati. Molti di loro seguono lo stile del New York Times e del Journal. Oggigiorno i consumatori del Times lo comprano per il titolo e non per il look, ma le future generazioni di acquirenti sono cresciute con i media che comunicano fortemente quello che sono. Il Times, invece, comunica poco il senso di quel che c'è dentro e ha bisogno di un menu di copertina migliore perché i giovani lettori sono abituati ai riassunti e ai particolari forniti dal web."
Pelle Anderson, newspaper designer:"Credo molto nei giornali: non si devono ricaricare e possono essere usati per accendere il camino o avvolgerci le trote. Provate a farlo con un palmare! Ma dovremo renderci conto che i giornali di tutto il mondo, New York Times compreso, competono non in un mercato dei giornali e nemmeno in quello dei media bensì in un mercato del tempo. L'idea di core business di ogni giornale (sebbene gli editori e redattori tendano a non ammetterlo) è di veicolare un certo numero di lettori verso gli inserzionisti pubblicitari, o, più precisamente, una certa esposizione degli inserzionisti ad un pubblico specifico. Il tempo che il lettore trascorre con il giornale è il valore che i giornali vendono agli inserzionisti e questo tempo sta stabilmente diminuendo dagli anni '60. Cosa fare? Continuare a produrre secondo un modello che sarà sempre più  irrilevante, come fa il New York Times, non è una buona idea. Le leggi del mercato si applicano anche al NYT e, come si sa, le specie che non si adattano all'ambiente sono destinate a soccombere. Il futuro sta arrivando, e lo fa velocemente. Alcuni dei cambiamenti che prevedo entro 10 anni: il formato si restringerà da grande a tabloid, poi a mezzo Berliner oppure A4; il numero di pagine sarà limitato e le pagine saranno accorpate; lo spazio bianco sarà limitato, non ci saranno elenchi del mercato azionario che saranno visualizzati al telefono in tempo reale; giornali, telefono, PDA, portatili wireless saranno integrati al 100%; le e-mail; gli Sms adeguati ai lettori e sottoscrittori diventeranno molto importanti; i blogger faranno squadra con i giornali e viceversa; i confini tra scrittori professionisti e amatoriali diventeranno per fortuna sempre più vaghi, e i nomi delle testate dei giornali diventeranno meno importanti; le informazioni brevi batteranno le lunghe e i punti di vista personali batteranno l'obiettività. Il futuro sbugiarderà Sulzberger. Il NYT adotterà certamente un formato compatto. Le Monde lo ha sempre avuto, così come lo hanno i giornali importanti europei. Il termine dispregiativo giornalismo da tabloid' ha largamente perso il suo significato nel resto del mondo e lo perderà anche a New York. Il leggendario Louis Silverstein fu l'Ercole che ripulì il giornale 30 anni fa. Facendo fluttuare il suo sigaro grande e puzzolente, ha trasformato un giornale non-progettato in qualcosa che si può leggere senza farsi male agli occhi. Ma quella che era una rivoluzione di design si è trasformata oggi in una noiosa esercitazione e le pagine si sono riempite di molti inserzionisti o di pesanti spazi editoriali. Queste sono per me le 10 cose che il New York Times deve fare oggi per evolversi:

Chiedere ai lettori che tipo di giornale vogliono e darglielo.
Cambiare il formato in un tabloid o più piccolo.   
Imparare ad usare i media elettronici come complemento alla carta. Sviluppare servizi e-mail su misura come potenziale fonte di grande reddito e per risparmiare carta.  
Cambiare totalmente i caratteri& oggi sembrare vecchi non è un vantaggio, nemmeno se sei l'ultimo arrivato.
Dare una smossa ai photo editor, e far lavorare nuovi fotografi.
Decidere di quante pagine deve essere il giornale. Poi buttare via quel che non sta in quelle pagine. Dimenticare che tutte le notizie sono fatte per essere stampate ' e iniziare a stampare solo quelle che calzano ai suoi lettori.  
Cambiare il ritmo delle pagine per ottenere più spazio all'inizio di ogni sezione, non solo nelle prime pagine.
Dedicare le energie del progettista alle nuove sezioni, non solo a quelle caratteristiche.
Scegliere una carta più adatta alle macchine di stampa 
In alternativa, fare un piano di stampa che tenga conto di come funziona il lavoro.  
Il quotidiano di grande formato sta finendo, in Svezia non ne esistono più e l'anno scorso i maggiori quotidiani nazionali e regionali sono passati al tabloid. In molti attribuiscono l'inizio di questa preferenza a causa del  successo internazionale di Metro ma sono anche le preferenze espresse dai lettori che indicano questa tendenza, che continuerà in futuro. Io sono per il formato semi-Berliner (o micro formato) usato in Svizzera e Austria."
 Seth Banks, direttore global design, GE Healthcare:"Eliminerei la carta ed andrei verso un display flessibile a cristalli liquidi recentemente sviluppato con una pagina di presentazione che potrebbe essere inserita e aggiornata prima di uscire da casa, e la possibilità di scaricare tutto in memoria. Il display potrebbe mostrare tutte le differenti cose scaricate; al lunedì potrei scaricare lo sport del week end e al venerdì i dati di chiusura settimanale delle Borse o altro. Assomiglierebbe a un foglio bianco e farebbe uso di elettronica selettiva e alta tecnologia. I suoi requisiti principali sarebbero spazio bianco per il rilievo visivo, caratteri molto leggibili con opzioni di dimensione per poterlo leggere anche senza occhiali. Bisognerebbe inoltre metter mano alle gerarchie, adesso troppo confuse, che andrebbero anche testate sui lettori. Con questo nuovo di tipo di lettura ci sarebbe bisogno di un nuovo sistema di pagamento, più di una sistema di abbonamento, che permettesse di selezionare più giornali. Si potrebbero richiedere insieme l'editoriale del Times con le colonne centrali del Journal più le chiacchiere sul teatro del Daily News. Se ognuno si costruisse il giornale a questa maniera sarebbe senza pubblicità ma, ovviamente, dovrebbe pagare per averlo. E questa tecnologia permetterebbe anche una grafica animata. Questa ipotesi di giornale sarebbe dinamica  e potrebbe persino venir raccontato da una voce sintetizzata, così da sentirlo in cuffia mentre si va in ufficio. Si potrebbe mantenere la stampa domenicale per qualcosa di piacevole ma sento l'esigenza di qualcosa di più dinamico e facile per la settimana, con un impatto ecologicamente positivo. Quanto è realistico tutto ciò? Totalmente. Tali tecnologie saranno commercialmente possibili più o meno tra cinque anni. Stiamo già vedendo cose simili nelle tecnologie dei display. GE Advanced Materials e molte altre società possiedono già questo genere di cose." 
N.C.

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