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Come saranno i giornali tra vent'anni (se esisteranno ancora)?

19/09/2005

Un'inchiesta di BBC News dopo gli ultimi radicali provvedimenti per arrestare il declino delle vendite.

L'ultimo in ordine di tempo a effettuare un radicale cambiamento per provare ad arginare il declino di vendite è stato il Guardian, passato al formato Berliner. In questo momento nemmeno il più savio dei saggi potrebbe predire con certezza quale forma i giornali adotteranno in futuro ma si può tentare l'analisi di alcuni determinati indicatori che sembrano essere ragionevoli.In primo luogo il fatto dell'esistenza stessa dei giornali, la cui morte è stata da lungo tempo predetta. Anche solo dieci anni fa, le cassandre dicevano che i siti web e le continue notizie tv avrebbero significato la fine della vecchia, ingombrante, sbavata stampa. E così, come le bombette erano scomparse dalla City, i giornali, passati per le armi, le avrebbero seguite nell'oblio.Dal tempo di questa profezia, la minaccia è stata messa in atto da blog, motori di ricerca, telefonia mobile, PDA e persino giornali elettronici. Anche se i giornali finora hanno sfidato le più fosche previsioni, stanno prendendo decisioni radicali per rispondere alla concorrenza. Il Guardian è il terzo quotidiano di grande formato ad adottare una misura più compatta e altri lo seguiranno. Malgrado questi cambiamenti, il formato non è cambiato granchè dalla nascita del primo quotidiano di lingua inglese, il Corante, pubblicato a Londra nel 1621. Oggi le vendite globali dei giornali sono salite del 2,1% nel 2004 ma non nel Regno Unito dove sono scese del 4,4% dal 2003: questo è molto sorprendente, data la concorrenza. L'appetito per i siti di notizie e per i motori di ricerca che riuniscono notizie è salito alle stelle. Sempre più persone accedono alle news attraverso altre piattaforme quali i telefoni cellulari, mentre i blog offrono una ricezione di notizie più personalizzata. E altre innovazioni tecniche, come i fogli elettronici che possono visualizzare testi ed essere riscritti, sono all'orizzonte. Un'occhiata su quel che sarà possibile in futuro l'ha data il film Minority Report nella scena dove un uomo legge qualcosa di simile ad un giornale con le pagine che cambiano elettronicamente. "I giornali inglesi non moriranno - sostiene il commentatore Vince Graff - perché sono portatili, facili usare e a buon mercato. Il loro contenuto è cambiato per rispondere alla concorrenza delle notizie 24 ore su 24, contengono più intrattenimento, lifestyle e analisi. Ma il formato cartaceo sopravvivrà"."Persino tra cinquant'anni ci saranno i giornali di carta, magari solo come prodotti di nicchia, un po'come oggi sono i dischi in vinile" afferma. "Il formato di carta è terribilmente comodo: moltissimi lettori, infatti, lo leggono in bagno! Però, sfortunatamente, il grande formato sembra già vecchio, molto fuori moda"."Sempre più persone useranno i giornali online" dice Caroline Bassett, conferenziera al dipartimento di media e film dell'Università del Sussex. "Bisogna immaginare i giornali come dati che possono essere inviati a molti tipi di schermi elettronici. Così ognuno potrebbe prendersi il suo dal dispositivo portatile che usa quale esso sia, telefono mobile o laptop. Ad un'altra estremità del mercato potrebbero esserci i giornali riportati su schermi pubblici nelle stazioni, ad esempio. Ma i giornali come siamo abituati a conoscerli sopravvivranno comunque perché preferiti da molti lettori che li trovano più semplici da leggere e più piacevoli da tenere"."Proprio come la radio ha resistito all'avvento della televisione e il teatro a quello del cinema, i giornali tradizionali potrebbero resistere in una forma a noi riconoscibile" conclude Caroline Bassett.N.C.

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