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Comunicare e proteggere la reputazione

05/05/2017

Il valore della reputazione: come costruirlo, misurarlo e proteggerlo. È questo il tema del corso che Ferpi ha programmato per il 16 giugno a Milano. Una giornata dedicata a quello che è l’obiettivo ultimo di una campagna di comunicazione e marketing che punti a consolidare il patto di fedeltà tra pubblico e impresa.

L’avvento del web e le successive innovazioni tecnologiche hanno messo a disposizione delle persone piattaforme sempre più sofisticate per raccontare e condividere gusti e passioni. L’abbondanza degli strumenti di interazione ha scompaginato la struttura di quello che una volta veniva definita immagine di un brand. Nel passato le tecniche di comunicazione erano in larga misura formali: l’advertising, la sponsorship, il personal selling avevano come obiettivo principale quello di vendere il prodotto al consumatore e di restituirgli la percezione di un brand dalla struttura preimpostata, la cui patina brillante poneva una distanza tra pubblico e impresa. Oggi tutto è cambiato: il consumatore partecipa proattivamente alla costruzione del brand e, in tal modo, impone un lavoro più sedimentato e, soprattutto, meno autoreferenziale di ripensamento dell’identità della marca.

Per capire come si crea e come si gestisce una materia così delicata, Ferpi ha organizzato il corso “Il valore della reputazione: come costruirlo, misurarlo e proteggerlo”, in collaborazione con Reputation Institute. Il 16 giugno a Milano, dalle 9.00 alle 18.00 presso l’Hotel Ascot (Via Lentasio, 3), manager e professionisti del settore forniranno una panoramica aggiornata sulle diverse manifestazioni della reputazione, anche nelle situazioni di crisi e, più in generale, di change management. Il Corso è a cura di Simonetta Pattuglia, Professore di Marketing e Comunicazione all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente CASP-FERPI, Fabio Ventoruzzo, Consulting Director Reputation Institute e Pier Donato Vercellone, Presidente Federazione Italiana Relazioni Pubbliche. Verranno analizzati case study di Fastweb, Unipol, Ferrero e Costa Concordia, quest’ultimo caso esemplare di regaining trust & confidence dopo una perdita di reputazione “epocale” affrontata dall’azienda in seguito al naufragio subìto nel gennaio 2012 presso l’Isola del Giglio.

La reputazione oggi si forma infatti nelle “interazioni”, in quanto mira a sviluppare un legame emotivo tra l’azienda e i clienti al punto da non poter prescindere dalle risposte che questi ultimi restituiscono nei confronti della marca. Nell’ambiente on e offline il giudizio sull’azienda viene elaborato, modificato, comunicato sulla base dei comportamenti, delle intenzioni personali, delle interpretazioni che si generano nella comunità sui messaggi lanciati dall’impresa, su quanto essa sia socialmente accettata e consona ai valori condivisibili dalla maggior parte delle persone.

La reputazione diventa quindi frutto di una costruzione sociale, fondata su un’aspettativa soddisfatta che spinge i clienti a legittimare e a diffondere ulteriormente tutto l’insieme di credenze, valutazioni e percezioni di un’azienda. È per questi motivi che l’attenzione sulla reputazione è diventata così forte: senza di essa, nessuna campagna di comunicazione e marketing può assumere credibilità, ne dall’alto dei vertici aziendali né dal “basso” del potenziale consumatore, detentore di quel megafono così potente che è la Rete.

Il corso, aperto a tutti, soci e non soci, dà diritto al riconoscimento di 100 crediti ai soci Ferpi ai fini della qualificazione necessaria all’aggiornamento professionale interno.

Per esigenze di natura organizzativa e logistica, il corso si svolge solo al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Per ulteriori informazioni e iscrizioni: casp@ferpi.it

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