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"Comunicare il Positivo": una responsabilità dei comunicatori

28/08/2008

FERPI ha rinnovato la sua presenza al Meeting di Rimini 2008 con la partecipazione del Presidente Gianluca Comin che ha dialogato con Martin Sorrell di WPP nell'incontro “Comunicare il positivo”.

“Non si può essere protagonisti se non si è buoni comunicatori”. Con questa frase Gianluca Comin ha riassunto il tema del suo intervento alla 29a edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli che si tiene in questa settimana a Rimini.


O protagonisti o nessuno è il tema di questa edizione del Meeting, e Comin, insieme a Martin Sorrell – Chief Executive WPP Group – è stato chiamato a intervenire sulla comunicazione come protagonista del cambiamento e come disciplina oggetto di cambiamento, all’interno dell’incontro “Comunicare il positivo”.


“La comunicazione non è più la cenerentola delle professioni.” – ha esordito Comin – “Oggi gli investimenti per le relazioni pubbliche superano quelli destinati alla pubblicità tradizionale e raggiungono il 60% del budget di settore. C’è però bisogno di sempre maggiore professionalità perché non è sufficiente “essere estroversi” per diventare buoni comunicatori. Servono una solida preparazione, un approccio professionale e tecnico, e tanta curiosità, che è la benzina della comunicazione. La curiosità di capire l’interlocutore che abbiamo di fronte e le nuove tendenze della società.”


E proprio le tendenze, le tecnologie e i rapidi cambiamenti del nostro tempo sono stati al centro dell’incontro e dell’intervento di Martin Sorrell, che ha individuato le due grandi forze del cambiamento: quella su basi geografiche verso i cosiddetti nuovi mercati – Cina e India – e quella tecnologica, con le grandi potenzialità del web, ma non solo. Potenzialità alle quali però – ha sottolineato Sorrell – i manager delle grandi aziende fanno fatica ad affidarsi, per paura e poca propensione al cambiamento.


“In Italia infatti siamo un po’ indietro sul tema dei new media, – ha risposto Comin – siamo ancorati al potere commerciale della televisione e dei mezzi di comunicazione tradizionale. I gusti delle persone però stanno cambiando e la pubblicità tradizionale inizia a essere contaminata da una maggiore interazione con il consumatore. Le aziende devono imparare a rapportarsi con il web, sempre più utilizzato dai cittadini come fonte di autodeterminazione.”


Al di là dei mezzi utilizzati, comunque, la sfida della nostra professione è quella – come anticipava il titolo dell’incontro – di comunicare il positivo, supportando le aziende, gli enti e le organizzazioni nella loro responsabilità sociale. “La missione è trasformare il negativo in positivo, gli ostacoli in opportunità. – ha concluso Comin – Per questo serve un tavolo di lavoro con i media, che a volte hanno la tendenza a privilegiare le cattive notizie per richiamare i lettori”.


Andrea Olimpi



Leggi la Rassegna Stampa dell’incontro Comunicare il positivo

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