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Comunicare non basta più

15/09/2016

Oggi non è più sufficiente comunicare, occorre ingaggiare per ottenere risultati. Ma le imprese che hanno colto l'importanza di un reale coinvolgimento degli stakeholder sono ancora poche. Lo sostiene Rossella Sobrero, parlando del suo nuovo libro “Comunicazione e sostenibilità. 20 tesi per il futuro”, edito da Egea.

Le organizzazioni hanno davvero compreso il valore della sostenibilità?
In questo ultimo periodo è cresciuto in modo significativo il numero di imprese che credono nella sostenibilità, un trend positivo che fa ben sperare. Molte organizzazioni hanno compreso che non è possibile tornare indietro perché sta aumentando in modo esponenziale il numero di persone capaci di criticare le imprese che sfruttano le risorse non rinnovabili, non si preoccupano dei diritti umani, non valorizzano i collaboratori… All’impresa responsabile si chiede di essere attenta al profitto, senza il quale non si genera sviluppo economico e benessere, ma di considerarlo non il fine ultimo quanto il mezzo attraverso cui raggiungere obiettivi strategici.

Cosa significa oggi essere trasparenti, aperti, coerenti?
Essere trasparenti, aperti, coerenti è naturalmente il presupposto necessario per poter parlare di sostenibilità. Nel libro sottolineo, per esempio, come la cultura della relazione, nel senso più profondo del termine, è fondamentale per progettare e gestire strategie che mettono al centro la sostenibilità. E’ necessario confrontarsi con stakeholder diventati attenti, informati, sensibili e sempre meno disponibili ad accettare logiche di sviluppo che non considerano il benessere della collettività.

Quali sono le caratteristiche di una comunicazione della sostenibilità  efficace?
L’impresa che ha adottato comportamenti responsabili e vuole entrare nel modo corretto in un ecosistema complesso deve imparare a coinvolgere le persone non solo a comunicare il proprio impegno. Per far questo la comunicazione ha bisogno di rinnovarsi: meno autoreferenzialità, più passione, meno noia più sorrisi. Sotto questo profilo siamo in ritardo: anche se in aumento, sono ancora relativamente poche le imprese che hanno colto l'importanza di un reale coinvolgimento dei portatori d’interesse. Per ottenere risultati significativi oggi non basta comunicare, occorre ingaggiare.

Cosa sono  le 20 tesi?
Ho pensato di chiedere ad alcuni colleghi (comunicatori che lavorano in impresa, giornalisti, ricercatori, docenti) un aiuto per offrire una visione più ampia sulla comunicazione della sostenibilità. Ognuno ha proposto una riflessione sul futuro portando un punto di vista diverso frutto del proprio percorso professionale ma anche della propria sensibilità. Un grazie quindi a Paolo Anselmi, Laura Cantoni, Ilaria Catastini, Stefano Cianciotta, Emilio Conti, Paolo D’Anselmi, Danilo Devigili, Andrea Di Turi, Giuseppe Mazza, Toni Muzi Falconi, Ivana Pais, Francesca Panzarin, Livia Piermattei, Sebastiano Renna, Stefania Romenti, Massimo Sumberesi,  Roberta Testa, Luca Testoni, Sergio Vazzoler, Elena Zanella.

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