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Comunicare per vincere

22/12/2010

Sono diversi gli esempi, nella politica nazionale e internazionale, in cui la forza della parola genera consenso. In Italia una delle dimostrazioni è rappresentata dall’ascesa di Nichi Vendola. Se ne è parlato a Bari in un incontro organizzato da Ferpi che ha richiamato oltre 250 studenti.

di Valentino Sgaramella
Vincere comunicando. Si può.
E Nichi Vendola lo ha ben dimostrato, riconquistando la prestigiosa carica di Presidente della Regione Puglia, nella terra di Raffaele Fitto con l’arma della comunicazione, rivelatasi vincente. Comunicare per vincere – il caso Nichi Vendola : di ciò si è discusso a Bari, presso l’auditorium “Michele Dell’Aquila” della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi “Aldo Moro”.
Oggi, la competizione politica si fonda sulla capacità di comunicare in maniera efficace idee e progetti al corpo elettorale. Le strategie vanno scientificamente studiate e pianificate da esperti del settore.
Franco Deramo, giornalista, già responsabile comunicazione Enel per Puglia e Basilicata e attuale delegato FERPi per entrambe le Regioni e docente in Comunicazione Aziendale presso la stessa facoltà, ha introdotto i lavori del seminario di Bari, già tenuto con Amanda Succi (FERPi Sicilia) a Catania il mese scorso, al quale hanno preso parte Maddalena Tulanti, vice Direttore del “Corriere del Mezzogiorno”, Alessandro Tartaglia, giovane docente presso il Politecnico di Bari e Danilo Calabrese, spin doctor della campagna elettorale per le regionali di Nichi Vendola.
“Deve esserci una simbiosi tra emittente e ricevente, tanto da lasciare il segno” – ha sostenuto Deramo, riferendosi al rapporto tra il pubblico, fruitore del messaggio, e il mondo della comunicazione. “Il linguaggio usato da Vendola è stato persuasivo per vari motivi. Leggero, rispetto alla pesantezza del linguaggio della politica, capace di conquistare i cuori e sopratutto voti”.
Le fabbriche di Nichi si sono rivelate uno strumento efficace, “in grado di moltiplicare e ramificare il consenso nel territorio”, ha affermato ancora Deramo. “Hanno rimpiazzato le vecchie sezioni di partito. Un leader orizzontale. Hanno realizzato una molteplicità di contatti con e per la gente”. Vendola realizza “comizi d’amore” ed è in uno “stato di innamoramento permanente sopratutto con i giovani, ponendo al centro i problemi e le esigenze della gente comune”.
Alessandro Tartaglia, per spiegare l’efficacia del metodo comunicativo di Vendola ha fatto qualche paragone con manifesti elettorali apparsi in Bari durante l’ultima campagna elettorale, con i quali indirettamente si dileggiava il mondo femminile. “Le fabbriche di Nichi sono nate con lo scopo di riavvicinare alla politica ed alla res publica, il vasto mondo della disaffezione”, ha detto il docente.
Per tale finalità è nato il concetto di brand, ossia “ciò che gli altri dicono delle fabbriche di Nichi”. Occorrono tattiche e strategie di un certo tipo per rendere positiva questa comunicazione percepita. La narrazione è il nuovo termine introdotto nel linguaggio politico da Vendola. “Esistono 3 aree dell’intelligenza umana: il sogno individuale, l’immaginario condiviso, la finzione”. Bisogna spostare “un oggetto cognitivo” dall’una all’altra di queste 3 aree. Per far questo, è indispensabile un processo di narrazione, indispensabile per la comunicazione visiva, per Tartaglia. E, dunque, “abbiamo creato un manifesto il più possibile vero, reale, caldo e analogico un po’ come si faceva una volta con le cose fatte a mano”. Ovviamente, il messaggio, in questi casi, come ribadito dal docente, per essere riconosciuto come vero dalla gente necessita di programmi telematici ad hoc. Il risultato è inserire l’identità individuale in un immaginario condiviso: la narrazione. Da qui nascono i manifesti vendoliani per la buona politica in Puglia contro le nomine di palazzo, ad esempio. E ripetere, poi, la medesima operazione su singole tematiche, dall’opposizione alla privatizzazione dell’acqua, al no al nucleare e alle piattaforme petrolifere in mare. Tanti messaggi come “isole in una rete che si aggregano per trasformarsi in un unico ammasso critico”. Le cosiddette filastrocche, a cominciare da “La poesia è nei fatti” è uno di quei messaggi definiti “virali”, come per i virus all’interno dei computer o quelli che infettano un organismo umano. In poche parole, il messaggio può essere “modificato nella propria struttura genetica per adattarsi ai corpi che li ospitano, replicarsi, per poi colpire meglio; dunque il messaggio è predisposto per essere replicato, manomesso e replicato”.
Danilo Calabrese, laurea in Scienze politiche e giornalista, è stato il giovane spin doctor della campagna elettorale di Vendola. Fa parte dello staff che ha gestito la comunicazione politica del Presidente della Regione Puglia. “E’ l’uomo ombra del politico”. Il compito, secondo le stesse parole di Calabrese, è quello di far sì che la pubblica opinione percepisca l’aspetto migliore di una decisione politica. Promuove l’immagine del politico e svolge funzioni di pubbliche relazioni. Lo spin doctor aiuta il politico ad “aggiustare il tiro del politico in campagna elettorale”. E ancora: “Deve rendere più dolci le caratteristiche del politico ma non deve mai snaturarlo”. Il politico è sotto osservazione 24 ore al giorno. C’è una relazione a feedback tra il politico e la opinione pubblica, per il tramite di questi spin doctor. Ad esempio, nel caso di “una critica o richiesta a Vendola, se la risposta arrivasse dopo 72 ore, la percezione dell’elettore rispetto al ritardo non sarebbe presa bene”. E questo, in una società in cui le informazioni girano a velocità elevatissime. Ma Vendola è un’anomalia, nel senso che, per Calabrese, “ha la forza e la capacità di comunicare da solo”.
Maddalena Tulanti, vice direttore del Corriere del Mezzogiorno, “un altro tassello del puzzle è il ruolo della carta stampata. I pirati che navigano nel mare aperto di internet, senza le navi non vanno da nessuna parte e i giornali sono le navi”. L’esempio lampante è dato dal clamore dato alle notizie di Wikileaks. La novità di “questo stranissimo personaggio, Vendola, che metteva al centro le debolezze al posto della forza per spiegare sè stesso, noi l’abbiamo intuita subito”. Per Tulanti, la vera forza del Presidente è quella di “affrontare di faccia i problemi, non cercare di aggirarli, anche al rischio di uscirne sconfitti”.
Le scelte coraggiose di Vendola non sempre sono state capite subito dagli stessi media, come la nomina di Petrelli, un Professore no-global alla dirigenza dell’Acquedotto Pugliese. “Le cose pian piano cambiano, sopratutto se questo fenomeno vince per la seconda volta, con i guai giudiziari e con un Pd che spesso gli fa la guerra”. In tal modo, anche il Corriere della sera, giornale del Nord, deve cominciare ad intervistarlo.
Il dibattito, soprattutto tra gli studenti di Scienze della Formazione e Scienze della Comunicazione, è stato ricco di spunti per una tematica che resta all’ordine del giorno.

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