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Considerazioni su un quinquennio Ferpi

21/06/2005

Un commento riepilogativo (e un augurio) di Toni Muzi Falconi.

Premetto - per evitare fastidiosi brontolii che nulla aggiungono al rumore che fanno - che questo intervento è assolutamente personale, e che in nessun modo impegna la Ferpi. Vorrei esprimere qualche considerazione al termine di un quinquennio; anzi per dirla all'universitaria, di un 3+2  di governo della Ferpi.Cominciando dall'esprimere un caloroso e intenso ringraziamento a Sissi Peloso, la prima Presidente donna di una associazione professionale che è per il 70% di genere femminile, per avere sviluppato - in piena coerenza con il triennio precedente e con una fondamentale aggiunta di spirito di mediazione, di cortesia, di gentilezza e di caparbietà di cui si era sentita la mancanza nel triennio precedente - una messe di iniziative di grande qualità che ha indubitabilmente contribuito a fare della Ferpi un benchmark di riferimento fra le associazione professionali in Italia e nel resto del mondo.Fuori dai denti vorrei ricordare che cinque anni fa la Ferpi era in coma e che molti dei suoi fondatori riteneva qualsiasi tentativo di rivitalizzazione un atto di accanimento terapeutico. Due di loro, Gherarda Guastalla Lucchini e Enrico Cogno mi chiesero di lanciare il dado e l'ho fatto, con un programma che è stato interamente attuato, compresa la parte che esplicitamente mi coinvolgeva di meno... quel riconoscimento giuridico, da oggi praticabile in esclusiva per qualunque socio professionista Ferpi che intenda aderire alla straordinaria proposta del CIPR, con in più il vantaggio di avere il riconoscimento di un governo comunque serio, rispettabile e rispettato.Naturalmente senza la passione, l'impegno e la voglia di attuazione di Gherarda, di Enrico e di tanti altri che non menziono solo perché farei sicuramente torto a qualcuno, non sarebbe stato possibile ottenere i risultati che sono incontestabilmente sotto gli occhi di tutti.Parto da quelli che mi hanno coinvolto di meno:°per chi ci tiene alla reputazione e pensa che la visibilità ne sia parte strutturale e costituente:oggi la nostra professione è assai meno bistrattata dai media di quanto non lo fosse (gli attacchi continuano, ma sono spesso giustificati e comunque sono diminuiti di almeno il 50%);°per chi dice che non ci sono nuovi soci:il parco soci si è rinnovato nel quinquennio per oltre il 50%. Per capirci, questo significa che la maggior parte dei soci del 2000 non pagava le quote da oltre due anni oppure non possedeva più le caratteristiche sufficienti per far parte della Federazione;°per chi dice che si è voluto centralizzare le attività:sono stati smantellati incredibili coaguli di mini-potere corporativo sul territorio che avevano ridotto l'organizzazione senza respiro, rivitalizzando la vita associativa nelle principali regioni e mettendo le altre in condizione di ripartire ex novo con nuovi dirigenti;°per chi dice che i servizi ai soci sono scarsi:mai tanti servizi, anche elementari, sono stati disponibili per i soci se solo facessero la sforzo di un clic sulla voce relativa del portale associativo;°per chi dice che le troppe polemiche hanno alienato le relazioni con altre associazioni:sono relazioni che non esistevano da almeno dieci anni e le indubbie polemiche, quando ci sono state, sono (quasi) sempre servite ad una dialettica finalizzata ad obiettivi di crescita culturale.                                                                                       
E poi, tutti sbagliamo e -  diciamola tutta - anch'io ho fatto le mie stupidaggini.Sono invece soprattutto orgoglioso per:°aver contribuito a portare la nostra professione fuori dai confini nazionali;°aver contribuito a portare la nostra federazione nelle aule delle università italiane;°aver contribuito a creare una comunità professionale online almeno dieci volte più numerosa di quella associativa offline;°aver contribuito a portare molti nostri soci a razionalizzare le loro attività, a studiare e a produrre corpo di conoscenze;°aver sostanzialmente contribuito a migliorare la comprensione del nostro lavoro nella parte migliore della classe dirigente del nostro Paese;°aver contribuito a creare una piccola ma coesa e capace comunità di giovani e meno giovani colleghi che si sono dedicati alla crescita delle professione e ad attirare nella federazione alcune delle migliori competenze del sociale, del pubblico e del privato.Ora tocca a loro, anche se (ma non è una minaccia... ) continuerò a fare quel che ho fatto finora: dire sempre quel che penso nella certezza che la libertà di parola e l'autonomia del pensiero non verranno mai più messe in discussione.Formulo i migliori auguri di buon lavoro all'amico Andrea Prandi; a quel Fabio Bistoncini cui mi legano limacciosi sentimenti di affetto, di stima e di amicizia; e a tutti i componenti dei nuovi organi dirigenti della Ferpi.Voi avete più bisogno della Ferpi di quanto essa abbia bisogno di voi... quindi dateci dentro!!Toni Muzi Falconi

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