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Creators: Identikit e Rapporto con la Generazione Z

#TaccuinoDigitale

10/06/2021

Valentina Citati

Chi sono i Creators? Che caratteristiche hanno? Su quali piattaforme operano? Valentina Citati analizza i dati dell’ultimo Report Onim e li legge alla luce del loro ruolo crescente nei processi di acquisto dei più giovani.

Il primo dato che emerge dal Report dell’Osservatorio Onim è anagrafico: i Creators sono prevalentemente giovani e giovane è la loro attività. Infatti il 38,3% risulta Under 20, cifra che tocca quota 60% se si considera il cluster Under 30, inoltre il 58,5% dichiara di operare come creator da meno di un anno, mentre le figure “storiche” operano da 4 anni. 

(descrizione)

Rispetto alle piattaforme maggiormente utilizzate non sorprende come la maggioranza sia attiva su Instagram, il social che fin dall’inizio è emerso ed è cresciuto grazie alla figura degli influencers. Oltre la metà degli intervistati (53,2%) dichiara infatti di essere fortemente attivo su tale piattaforma. Segue, anche se ben distanziato, Facebook (18,5%), social di “base” a cui difficilmente si rinuncia. Manca qui, ed è da inserire certamente nelle prime posizioni, il social TikTok che ultimamente ha dato filo da torcere alla galassia Zuckerberg grazie alla sua crescente rilevanza tra i giovanissimi con i suoi video spontanei ed amatoriali attirando numerosi (nuovi e non) influencers e creators.

La creazione dei contenuti per i brand resta la forma di collaborazione preferita dagli influencer, seguita dalla partecipazione agli eventi (meno considerata, ma sempre d’appeal) e dai progetti di ambassadoring che permettono agli influencer maggiore stabilità economica e la possibilità di essere più coinvolti nel progetto. Ma il dato rilevante e che fa riflettere, dimostrando come nella maggior parte dei casi non si possa ancora parlare di attività professionale, è che la maggioranza (83%) non riesce a mantenersi con le attività da creator

Ma quale è il loro ruolo rispetto alla cosiddetta Generazione Z sempre più importante per Brand e Marketers ma che sfugge ad una identificazione chiara e netta?

Qualche dato interessante viene da un’indagine sugli stili di vita e i comportamenti di acquisto della Gen Z italiana condotta di recente da Buzzoole. Le interviste sono state effettuate ad un campione di 2.000 18-24enni, rappresentativi della popolazione italiana per sesso, età, area geografica ed ampiezza dei centri abitati. Seppure forse limitata numericamente l’indagine fornisce alcuni interessanti spunti consentendo di individuare i principali trend in atto.

Ciò che emerge è che la Gen Z ama e segue gli influencer a cui si affida per i propri acquisti e per scoprire nuovi brand e nuovi prodotti (il 67% degli intervistati afferma di affidarsi agli influencers per i propri acquisti). Ovviamente i pari rappresentano la prima e più importante fonte di informazioni attraverso recensioni, passaparola da persone della propria cerchia, foto e opinioni di consumatori. Subito dopo il passaparola si collocano gli influencer, in qualità di “esperti del prodotto” e blogger o con una più generale funzione di ispirazione agli acquisti tanto da superare i siti e social della marca e la stessa pubblicità televisiva per rilevanza nel processo di acquisto.

Interessante poi il dato per cui se Internet è il primo media usato nel tempo libero (per il 70% degli intervistati), le app di messaggistica vengano subito dopo superando gli stessi social ma anche media generalisti come la Tv sono ancora molto presenti, in primis la Tv seguita da libri e cinema:

(La dieta mediatica del tempo libero della Gen Z)

Tra i social utilizzati, Instagram è saldamente in testa, utilizzato da più di 1 ragazzo su 2 ed è il social che mantiene il miglior rapporto tra social utilizzati e social scaricati. Molto apprezzato anche Youtube, al secondo posto per usership, e solo al terzo posto troviamo Facebook. Rispetto alla frequenza di utilizzo non sorprende come la maggioranza (44% tra i ragazzi sensibili all’influencer marketing) risulta essere heavy user, esponendosi più volte in un’ora.

Infine la comunicazione ideale per questi giovani non a caso è multimediale (immagini o video), rilassante, con base musicale e in lingua italiana. In altre parole cercano intrattenimento e svago rispetto a contenuti seri, tensivi e maggiormente impegnativi.

Quindi bene usare gli influencer per raggiungere e coinvolgere questi utenti ma altrettanto importante studiare il segmento a cui ci si vuole rivolgere dal momento che ci troviamo davanti ad una generazione tutt’altro che omogenea ma stratificata al proprio interno con sensibili differenze.

Alla prossima settimana!

 

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