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CSR: Italia ancora arretrata rispetto alla media europea

26/10/2011

_Telecom Italia, Fiat SpA, Eni_ e _Hera_ sul podio per una comunicazione CSR online dettagliata, aperta e coinvolgente. Complessivamente però ancora inadeguata la qualità della comunicazione della responsabilità sociale in Italia: un terzo delle aziende ancora non offre una rendicontazione degli impatti sociali ed ambientali. Aumenta il divario con l’Europa. Sono alcuni dei dati emersi dall’edizione 2011 del _Lundquist CSR Online Awards._

Solo un numero limitato di aziende italiane ha fatto della responsabilità aziendale parte integrante della propria strategia di comunicazione online. A dirlo il Lundquist CSR Online Awards Italia 2011, giunto alla quarta edizione e pubblicato in collaborazione Il Sole 24 Ore.
Primo posto in classifica a Telecom Italia, salita di 13 punti rispetto allo scorso anno con un punteggio di 82 su 100. Seconda Fiat con 79,5 punti. Ex aequo, con 79 punti, Eni ed Hera, entrambe vincitrici in passato. La migliore performance quella di Intesa Sanpaolo che ha guadagnato 29,5 punti rispetto al 2010 finendo in nona posizione.
Lo studio ha valutato i siti web aziendali delle 50 maggiori società quotate italiane utilizzando un protocollo di 79 criteri, sviluppato con le risposte ottenute da un sondaggio condotto su oltre 300 professionisti della CSR, esperti di sostenibilità e stakeholder rappresentativi provenienti da 37 diversi paesi. Il punteggio medio italiano è rimasto quasi invariato a 35,4 punti. La mancanza di miglioramento non è solo legata alla scarsa importanza data alla comunicazione online dalle maggiori aziende italiane, ma soprattutto al fatto che il 30% delle società valutate mancadi un processo strutturato per raccogliere, gestire e comunicare informazioni non finanziarie.
Condotto annualmente, il CSR Online Awards è una classifica che esamina in che modo Internet è utilizzato per comunicare la CSR, e quest’anno ha analizzato circa 220 aziende. Novità del 2011 è uno studio sulle 100 maggiori imprese europee. La classifica italiana sarà seguita da studi nazionali specifici per l’Austria, la Germania, il Nord Europa, la Svizzera e il Regno Unito.
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