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Cultura e Turismo, un binomio strategico per il Paese

21/11/2013

In tempi di tagli alla cultura, dalla Campania una controtendenza: il successo della _Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico,_ quest’anno, per la prima volta, all’interno del sito Unesco di Paestum, mostra come la relazione tra cultura e turismo sia il binomio strategico per lo sviluppo economico italiano.

Relazione tra Cultura e Turismo è il binomio da sedici anni celebrato dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che quest’anno, per la prima volta si è tenuta all’interno del sito Unesco di Paestum, tra il Parco Archeologico, il Museo Nazionale e la Basilica Paleocristiana, è stato definito dal Sottosegretario al Turismo Simonetta Giordani, intervenuta all’inaugurazione della Borsa, un “binomio strategico” per lo sviluppo futuro.
La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, promossa da Comune di Capaccio, Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, Regione Campania Assessorato al Turismo e Beni Culturali e Provincia di Salerno, ideata e organizzata da Leader srl, con la direzione di Ugo Picarelli, con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è stata riconosciuta “modello” del nuovo impulso da dare allo sviluppo e alla crescita del Turismo.
Circa 10 mila i visitatori distribuiti nelle quattro giornate dell’evento, 3000 mq di Salone espositivo, 963.526 accessi al sito, oltre 3.000 Like su Facebook e 1.752 tweet di #BMTA2013. Paese Ospite è stato il Venezuela, oltre 50 gli archeoincontri, dibattiti e conferenze, 250 i relatori,100 i giornalisti accreditati. Presenti, tra gli altri, il Sottosegretario al Turismo Simonetta Giordani, il Sottosegretario al MiBACT Ilaria Borletti Buitoni, il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo Taleb Rifai, il Consigliere Speciale del Direttore Generale UNESCO Mounir Bouchenaki, e ancora Emanuele Greco, Paolo Matthiae, Franco Iseppi, Vittorio Cogliati Dezza, Viviano Domenici, Armando Massarenti, Valerio Massimo Manfredi, Alberto Angela, Syusy Blady e Patrizio Roversi, Mario Tozzi, Eva Cantarella.
Ospiti d’eccellenza per un evento che è stato in grado di mostrare le bellezze artistiche italiane come ha sottolineato Ugo Picarelli, Direttore della Borsa e socio Ferpi: “C’è stato un grande lavoro di organizzazione e nonostante ciò, dopo questa prima volta nella nuova location, a pochi metri dal Parco Archeologico, dalle vestigia che si ergono in modo da fare invidia a tanti altri siti del mondo, accanto al Tempio di Cerere, straordinario monumento della Magna Grecia, nel Museo Archeologico Nazionale e nella Basilica Paleocristiana, dobbiamo pensare ad una prossima edizione superlativa, rispettando il fatto di essere unico appuntamento al mondo, per rafforzare a livello internazionale visibilità, contenuti e qualità delle proposte. Ciò rende estremamente significativa questa edizione ma soprattutto dà un valore aggiunto all’intuizione che dal 1998 si rinnova grazie alla Provincia di Salerno che quest’anno è stata affiancata quali enti promotori per la prima volta dal Comune di Capaccio Paestum e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici con il sostegno economico della Regione Campania. Tanto pubblico per l’incontro con i protagonisti, una delle numerose sezioni che compongono questo ricco programma. Non a caso lo slogan della Borsa è “tanti eventi in un unico grande evento”. I noti divulgatori televisivi e non, davvero grandi amici che vengono ogni anno, ci fanno capire che, nonostante la bellezza e il fascino, la Basilica, con i suoi 250 posti, è piccola per ospitare queste iniziative che fanno registrare grande affluenza di giovani, addetti ai lavori e operatori. Questo patrimonio inestimabile non può che essere location definitiva, quale protagonista delle prossime edizioni”.
“In un momento in cui gli italiani, in difficoltà per la pessima congiuntura economica, tagliano i consumi per il tempo libero e cinema, teatri e perfino gli stadi registrano un decremento delle presenze, c’è un settore che fa registrare una lieve, ma molto significativa, inversione di tendenza. È quello museale, che negli ultimi dodici mesi ha visto crescere il numero dei visitatori di un 5%. È bastato lanciare la campagna Al Museo di Notte, con l’apertura prorogata fino a mezzanotte l’ultimo sabato di ogni mese”. A rivelarlo, citando dati delle Soprintendenze, è stata la Direttrice Generale per la Valorizzazione del Patrimonio del MIBACT, Anna Maria Buzzi , intervenuta alla tavola rotonda Il Manifesto de Il Sole 24 Ore per la diffusione della cultura. Quale tutela e quale valorizzazione dei beni culturali per lo sviluppo turistico e l’occupazione? Perfino meglio del dato nazionale è quello fatto registrare dal Museo Archeologico Nazionale di Paestum: secondo i dati forniti dalla Soprintendente ai Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, Adele Campanelli, nel sito Unesco dell’ex colonia della Magna Graecia l’aumento di visitatori è stato del 6%. In Campania – ha aggiunto la Campanelli – c’è però un altro sito protagonista di una eccellente performance. È quello di Santa Maria Capua Vetere, dove i visitatori sono cresciuti del 24% in seguito ad una straordinaria e fruttuosa strategia tra pubblico e privato, che ha portato all’apertura di un “ristorante etico”, esempio di “servizio aggiuntivo” che fornisce un aiuto determinante alla promozione di un bene culturale “collettivo”.
Dalla tavola rotonda, coordinata dal responsabile dell’inserto culturale La Domenica de Il Sole 24 Ore, il giornalista Armando Massarenti, sono emersi numerosi spunti di riflessione sullo “stato dell’arte” del Sistema Cultura del nostro Paese, anche in vista della seconda edizione (alla prima, l’anno scorso a Roma, intervenne il Capo dello Stato Giorgio Napolitano) degli Stati generali della Cultura promossi proprio dal quotidiano di Confindustria per giovedì 21 novembre a Milano, alla presenza del Presidente del Consiglio Enrico Letta. “Pubblico e privato – ha affermato la presidente di Confcultura Patrizia Asproni – possono e devono stabilire collaborazioni virtuose. La recente pubblicazione del Country Brand Index, che indica dove si posizioneranno i Paesi nel prossimo futuro, ci dice che l’Italia, per cultura, cibo e turismo, è al 1° posto non per i flussi registrati, ma nella dimensione legata al desiderio. Siamo, insomma, il Paese del sogno: creare una contrapposizione tra il concetto di bene comune e quello di risorsa, riferito al valore cultura, non ha senso”. D’accordo su questa impostazione anche la Direttrice Buzzi, che ha sottolineato come la creazione dei cosiddetti “servizi aggiuntivi” potrebbe portare, secondo uno studio consegnato agli organi politici dalla struttura tecnica del Ministero, “alla nascita di almeno un migliaio di posti di lavoro in più”. Tema, quello della scarsa resa sul piano occupazionale del patrimonio artistico più vasto del mondo, sul quale ha insistito molto nel corso del suo intervento il presidente del Touring Club, Franco Iseppi: “Il settore dà lavoro solamente all’1,1% degli occupati complessivi italiani. Penso che siano cifre ridicole, sulle quali bisognerebbe riflettere, e a lungo”. Ma le contraddizioni che affliggono il settore non si fermano al basso numero di occupati. Recenti studi ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, dimostrano che “ogni euro di valore aggiunto prodotto nel settore dei beni culturali ne attiva 1,7 in altri settori economici”. E d’altronde, che il Sistema Italia sia ad elevatissimo potenziale di redditività è dimostrato dalla recente mostra su Pompei ed Ercolano al British Museum che, pur essendo ad ingresso gratuito, ha generato economie di scala per complessivi 15,6 milioni di sterline. Il presidente di Legambiente Cogliati Dezza ha insistito sulla necessità di una Legge sulla bellezza, per stabilire nuovi criteri di tutela dei sistemi territoriali all’interno dei quali si trovano i beni culturali. Ma la proposta, lanciata all’inizio di questa legislatura, “finora non è stata ancora presa in considerazione perché manca una commissione parlamentare che possa discuterla”.

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