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Cuore d'azienda: dando i voti alla corporate governance

19/09/2005

Uno studio britannico sulla corporate governance dal titolo “How Global is Good Corporate Governance?” racconta l'esperienza di 24 nazioni a confronto in termini di trasparenza, coinvolgimento, buona comunicazione e autonomia.

La ricerca è di Ethical Investment Research Services e fa i raggi X a 1.600 aziende che intercettano 24 paesi differenti in Nord America, Europa e Asia pacifica. I criteri di giudizio sono molti e fanno riferimento alla separazione dei ruoli tra chief executive e presidente, numero dei direttori indipendenti e numero di donne presenti nel board aziendale per determinare il tasso di efficienza e deontologia professionale della corporate governance.Voti alti alle aziende britanniche e olandesi, mentre Grecia e Giappone sono il fanalino di coda. Per quanto riguarda l'Olanda in particolare c'è stata una spinta cruciale verso una buona corporate governance dal recente codice emesso in materia, il Tabaksblat Code del 2004.
In altri casi di performance eccellenti conta la storia, la cultura di un paese, il livello di democratizzazione, gli scandali che ci sono stati (che inevitabilmente qualcosa insegnano), il livello di attivismo degli azionisti.Inoltre molti tra i fattori che insieme costituiscono una buona corporate governance non sarebbero sufficienti isolatamente, motivo per cui non basta prenderli in prestito da una nazione se non c'è il giusto terreno culturale.Per saperne di più è possibile leggere un articolo di approfondimento.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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