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Da Gorizia una proposta alla Consulta Education

18/10/2004

Tredici docenti di relazioni pubbliche avviano un lavoro comune di condivisione di alcun principi generali globali.

Lo scorso 7 ottobre, a Gorizia, si sono riuniti i docenti della materia relazioni pubbliche che attengono all'omonimo corso di laurea di quella univeristà, che sono:

Renata Kodilja
Piero Martinuzzi
Mariapaola La Caria
Giampietro Vecchiato
Giovanna Digovic
Massimo Panzini
Vladimiro Vodopivec
Fabio Devisintini
Fabio Ventoruzzo
Francesco Pira
Anna Adriani
Francesco Marcolin
Toni Muzi Falconi
La riunione si proponeva di discutere alcune coerenze trasversali e verticali della rispettiva didattica, tema assai difficile e delicato che non può certo essere affrontato in una sola riunione, ma che neppure può sfuggire ad una analisi comparata che nel tempo -e applicando la teoria grunighiana dei principi generali globali e della applicazioni specifiche locali- assicuri agli studenti dei tre anni della laurea breve, dei due anni delle lauree specialistiche e dei master, un minimo di impostazione coerente.Nel corso della riunione sono stati condivisi alcuni principi generali che informino tutta la didattica indipendentemente dall'insegnamento specifico e dal livello di corso. Si è anche ritenuto di offrire questo contributo alla discussione all'interno della Consulta Education di Ferpi.Eccoli:1. DIVERSITA': questo può rappresentare il nuovo paradigma delle relazioni pubbliche che si basa su due evidenze:-  da un lato la maggior efficacia -assiomatica ma profondamente verosimile- individuata nella comunicazione uno-con-uno;-  dall'altro la constatazione - lapalissiana ma forse banalmente trascurata - che ogni essere umano è diverso dall'altro E' evidente quindi che questa concezione estensiva della diversità (non limitata cioè solo a questioni di genere, di razza, di cultura etc.) offre all' interazione quotidiana ambiente-organizzazioni una nuova prospettiva di cui le relazioni pubbliche - e la comunità professionale e accademica - devono prendere consapevolezza se vogliono porsi in maniera rendicontabile e socialmente responsabile.2. ETICA: il tema dell'etica sebbene molto dibattuto è tuttavia ben lungi dall'essere esaurito. Non si tratta di trasferire agli studenti una visione unidirezionale e acritica della tematica. Si tratta semplicemente di stimolare negli stessi un ragionamento di fondo da approfondire di anno in anno per dare consapevolezza di una professione dove la cattiva pratica può recare pregiudizio all'intera professione, soprattutto se, come le rp, continuamene sotto la lente dell'opinione pubblica.3. CRITICITA' DELLE RP: L'attività del relatore pubblico è sempre stata, e sarà sempre, una professione sotto osservazione a causa del ruolo di cerniera che la professione è chiamata a svolgere trovandosi a governare le relazioni tra ambiente economico, politico e mediatico. Si tratta quindi di rendere consapevoli gli studenti:- delle pressioni esistenti sulla professione tanto dal punto di vista delle organizzazioni per le quali i relatori pubblici si trovano ad operare quanto da quello degli stakeholder (rendicontabilità sociale e manageriale),-  e, soprattutto, della mancanza di adesione a standard di comportamento responsabili da una parte consistente degli operatori che minaccia l'intera professione veicolando una percezione non corretta della stessa.4. COMUNICAZIONE E RELAZIONE: è necessario trasferire agli studenti il giusto bagaglio di conoscenze, soprattutto con riferimento alla finalità (ultima) che le rp si propongono. Questa è la creazione ed il governo dei sistemi di relazione tra un'organizzazione - singola, privata, pubblica e sociale - ed i suoi pubblici influenti. Per raggiungere questo scopo si utilizza la comunicazione, che diventa quindi uno strumento-mezzo a supporto di una finalità generale.5. INTERNET: la rete non è solo uno strumento di comunicazione. È anche - e soprattutto - uno straordinario ambiente relazionale che se utilizzato in maniera appropriata può permettere alle organizzazioni di governare i sistemi di relazioni con maggiore efficacia ed economicità. Con Internet si rende possibile il passaggio da una ‘comunicazione a' push e asimmetrica (one-to-many, one-to-few) and una ‘comunicazione con' pull e simmetrica (one-with-one, one-with-few, one-with-many), permettendo inoltre la possibile stimolazione di dinamiche relazionali tra gli stakeholder attivi dell'organizzazione stessa (few-with-few).6. MARKETING E COMUNICAZIONE INTEGRATA: da molto tempo si parla di una possibile convergenza, o contaminazione tra marketing e relazioni pubbliche. Al di là dei meri aspetti semantici c'è da evidenziare - e quindi da trasmettere agli studenti - la consapevolezza che il marketing ha sviluppato una particolare attenzione e sensibilità verso la leva comunicazione. Si parla infatti di IMC (Integrated Marketing Communication) per cercare di enfatizzare al massimo il concetto di integrazione per una maggiore efficacia e concordanza nella scelta dei messaggi, ottenendo così una massima efficacia comunicativa e tenendo anche conto della pervasività crescente del valore attribuito al brand anche a livello corporate. Ecco quindi che ha molto senso parlare di Comunicazione integrata, cercando di integrare gli effetti e gli sforzi delle rp, delle promozioni, del direct marketing, della pubblicità e delle sponsorizzazioni.7. CASI PRATICI DI STUDIO: molti studenti premono ascoltare fin dal primo anno alcune testimonianze sul modo di ‘agire' le rp. E' però utile che le case history siano supportate da un bagaglio di conoscenze pregresse. È per questo che nel primo anno di insegnamento delle relazioni pubbliche si  dovrebbe prestare maggiore attenzione al trasferimento dei casi indirettamente, focalizzando piuttosto le metodologie di come si costruisce un caso (ascolto, progettazione, esecuzione, ascolto), mentre negli anni successivi i casi seguano comunque una analoga scansione.8. INGLESE: è innegabile una predominanza di pubblicazioni scientifiche e professionali in lingua inglese, se non altro a causa della persistente e forte tradizione di matrice anglo-americana. Gli studenti vanno stimolati a consultare ed utilizzare materiali in lingua inglese. Oltre ad essere un ottimo esercizio per arricchire il proprio bagaglio di competenze, è anche un buon motivo per implementare e praticare un linguaggio professionale e specializzato.

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