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Dattoli: un evento deve tenere il passo dei suoi stakeholder

14/09/2015

“Un evento pubblico non deve essere visto solo dal punto di vista del committente, ma anche nell’interesse degli altri soggetti coinvolti, a diverso titolo. E qui si aprono scenari interessanti per le relazioni pubbliche e i professionisti della comunicazione”. Lo sostiene Simone Dattoli, fondatore di Inrete, tra le agenzie che si sono aggiudicate tre dei quattro lotti della gara di Regione Lombardia per l'affidamento della fornitura di servizi di comunicazione e organizzazione di eventi per le amministrazioni aventi sede nel territorio della Lombardia.

Come sono cambiati e come devono essere oggi gli eventi istituzionali?
Ideare, progettare e realizzare eventi di interesse istituzionale è una professione i cui tecnicismi si devono adattare velocemente al cambiamento delle logiche e attitudini degli stakeholders. Oggi un evento per essere attrattivo rispetto al pubblico di riferimento, al committente e ai protagonisti deve offrire una concreta occasione di incontro, informazione e approfondimento, un qualcosa che dia, insomma, un ritorno a chi spende il proprio tempo o le proprie risorse.

Il modificarsi della scena politica ed economica, con il ricambio generazionale e il modificarsi di numerosi centri e dinamiche di potere ha portato a cambiare anche il lavoro di chi organizza questo tipo di appuntamenti?
L’avvento della cosiddetta “generazione dei quarantenni”, iniziata con il Governo Letta e poi consacrata definitivamente dal Governo Renzi, unitamente al Parlamento più giovane della storia ed al rinnovo della quasi totalità dei vertici delle aziende statali e parastatali con un abbassamento generale dell’età media ha portato ad avere un nuovo approccio, che si può riscontrare fondamentalmente in due aspetti: maggior professionalità nel vagliare i progetti e gli inviti, a discapito di un approccio molto più relazionale o di “posizionamento”, e poi una sempre maggior attenzione all’utilizzo di strumenti di comunicazione digitale a supporto di quelli tradizionali (social media, digital PR, streaming, ecc.).

Recentemente l’RTI di cui fa parte anche Inrete, la sua agenzia, si è aggiudicata tre dei quattro lotti della gara di Regione Lombardia per l'affidamento della fornitura di servizi di comunicazione e organizzazione di eventi per le amministrazioni aventi sede nel territorio della Lombardia. Quale approccio è necessario avere nell’organizzazione di un evento per un committente pubblico?
All’interno di uno scenario come quello attuale, di rigorosa attenzione ai conti, le istituzioni pubbliche devono necessariamente organizzare eventi istituzionali sempre ben pensati e realizzati, e Expo2015 in tal senso rappresenta un importante esempio di successo. Lo sforzo e la ragione d’essere del supporto di un’agenzia deve consistere nel saper portare un contributo di novità ed una visione moderna nei progetti in cui viene coinvolta, offrendo il supporto di professionisti seri e preparati nei singoli settori della comunicazione.

Un evento pubblico porta lavoro per chi lo organizza ma anche per i professionisti che supportano partner, sponsor, relatori, vero?
Sì, è proprio così. Un evento pubblico, più o meno strutturato, non deve essere visto solo dal punto di vista del committente, ma anche nell’interesse degli altri soggetti coinvolti, a diverso titolo. E qui si aprono scenari interessanti per le relazioni pubbliche e i professionisti della comunicazione. Questo sia guardandolo dal lato dei soggetti che devono valutare un invito a partecipare come ospiti o relatori ad un evento, che dal lato aziende ed enti che per motivi di rappresentanza o di interessi di sana e lobbying hanno interesse ad approfittare di momenti in cui intercettare i propri stakeholders di riferimento.

Come pensa potrà evolversi questo lavoro in un prossimo futuro?
Credo che in questo mestiere l’elemento umano avrà sempre un ruolo dominante. Passione e preparazione sono gli ingredienti che potranno consentire a chi lavora in questo campo di stare al passo dei cambiamenti economici e sociali che certamente modificheranno i comportamenti di committenti e partecipanti. E poi ci sarà sempre l’esigenza di momenti di incontro, che possano integrare ed agire in sinergia con i nuovi strumenti di contatto a distanza offerti dal web e dai social network amplificandone così l’efficacia.

  




 

 

Simone Dattoli
Nato a Milano il 24 agosto 1977, laureato in Giurisprudenza e specializzato con un master in Marketing e Comunicazione, Simone Dattoli ha fondato nel 2010 Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione, agenzia specializzata nell’organizzazione di eventi istituzionali e nelle attività di comunicazione a supporto della lobbying, di cui attualmente è Amministratore Delegato.

Nel 2012 da vita al ciclo di incontri "Inwork - Relazioni e Istituzioni" contenitore dedicato ad Amministratori Delegati e Direttori Relazioni Esterne e Istituzionali di grandi aziende e multinazionali che hanno l'opportunità di discutere ed approfondire tematiche d'attualità in contesti privilegiati con i massimi esponenti delle istituzioni italiane ed europee.

E’ stato eletto nel 2013 membro supplente nel Direttivo Nazionale Ferpi per il triennio 2013-2016.

 

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