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Democrazia e connessioni di potere

21/01/2011

Le dinamiche di relazione con il processo decisionale pubblico sono sempre più centrali nell'attività di comunicazione delle organizzazioni complesse e riguardano in prima persona ogni cittadino. Un libro di _Santo Primavera_ fa il punto su lobby e democrazia.

Sempre più spesso, anche sulle pagine di questo sito, si parla di lobbying. Un’attività poco conosciuta e malvista soprattutto in Italia perché interpretata come qualcosa di occulto. Un’attività che soffre anche della difficoltà di inquadramento in modello unico che non vari da paese a paese, di terminologie complesse e argomenti talvolta ritenuti tabù.
A fare chiarezza, grazie ad una scrupolosa analisi e all’esperienza politica-amministrativa maturata negli anni, arriva Lobbying.net. Connessioni di Potere, il nuovo libro di Santo Primavera.
Chi è il lobbista? In quali settori, con quali linguaggi e attraverso quali canali opera? Questa figura, tanto importante quanto celata, che mansioni svolge nella nostra società e chi è il suo “cliente” ideale? Il chiaro sistema triadico, lobbying, networking e trading, che costituisce la struttura del manuale si presta ad una comprensione diretta, agevolata dai numerosi esempi forniti che mostrano una società diversa, in continuo movimento, che si basa su nuove dinamiche sociali e di mercato.
I social netwok, le reti, la mass communication della network society rappresentano una nuova morfologia sociale che facilita l’acquisizione delle informazioni utili e pertinenti alle attività e agli interessi delle aziende che si rivolgono a consulenti di comunicazione e lobbisti, per affermarsi in questo nuovo contesto.
Gli stessi cittadini hanno assistito alla rivalutazione del loro ruolo dal punto di vista sia di consumatori sia di opinionisti che di elettori: il consumatore infatti, nell’era del Capitalismo 2.0, non subisce le regole del mercato ma le determina ponendosi come un deus ex machina, il cosiddetto prosumer; l’opinionista del nuovo millennio, il cosiddetto “blogger” instaura rapporti privilegiati con le stesse aziende che, per rilanciare la loro immagine, si servono della sua opinione e dell’influenza che essa può avere; l’elettore orienta in modo sempre più incisivo la politica poiché nel mercato globalizzato, egli partecipa da consumatore consapevole e da forma a una nuova costituency elettorale. L’agire politico, quindi, non è solo condizionato ma anche oggetto di continua analisi da parte delle imprese che vogliono affermarsi.
Insomma una materia indubbiamente complessa ma interessantissima perché fondamentalmente vede tutti protagonisti, spesso passivi ed inconsapevoli, ma attraverso le cui scelte passa il potere.

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