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Disinformatia e censura: la Russia alle prese con l'informazione

28/09/2004
L'informazione in Russia è tutt'altro che libera. Il recente sequestro nella scuola di Beslan ha nuovamente sollevato i problemi, enormi, che impediscono al più grande paese del mondo (per superficie) di essere una democrazia.
Nana Lezhava, giornalista di una emittente televisiva georgiana, dava regolari report di quanto stava accadendo a Beslan, fino a che è stata arrestata dal FSB (Federal'naya Sluzhba Bezopasnosti, i servizi segreti russi, il vecchio KGB per intenderci). Prima dell'interrogatorio le è stato offerto un caffè corretto, a detta dei servizi segreti corretto cognac, a detta dei medici nelle cui mani è finita il giorno dopo l'interrogatorio, il caffè era corretto con droghe pesanti che l'hanno messa fuori gioco per due giorni.Durante l'interrogatorio di Nana, una sua collega in volo da Mosca a Beslan, chiedeva un tè alla hostess: dopo averlo bevuto perdeva conoscenza e si risvegliava il giorno dopo in un letto d'ospedale. "Qualcuno non voleva che arrivassi a Beslan" ha dichiararo appena si è ripresa.
Questi due casi sono esemplificativi della gestione del sequestro di Beslan da parte delle autorità russe che ha del vergognoso. In un report dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa si legge che Beslan ha fatto emergere un triplice problema di credibilità: "Tra il governo e i media, tra i media e i cittadini e tra il governo e i cittadini". Durante quei terribili giorni circolava un documento "semiufficiale" che invitava all'autocensura e intimava ai giornalisti di non dare notizie sulle forze armate usate dal governo, né sui testimoni, né sui parenti degli ostaggi e sugli ostaggi stessi. Da oltre un anno sono bandite le espressioni "operazione speciale", "guerra in Cecenia" e "shahid (martire suicida)".La situazione è così grave che anche l'anchor man di Rossiya Tv, praticamente l'organo di informazione ufficiale del Cremlino, ha protestato riguardo il controllo esercitato sugli organi di informazione da parte del governo.
Ma a Mosca spira un'aria di restaurazione dei vecchi metodi di informazione, assolutamente imbavagliata. Alcuni rappresentanti alla Duma intendono addirittura impedire la circolazione di qualsiasi notizia sulle azioni dei terroristi. Lyubov Sliska, uno dei più radicali in questo senso alla Duma, ha dichiarato "Dobbiamo assicurarci che i mezzi di informazione non facilitino l'attività terroristica e a tal fine tutti i mezzi sono leciti. Non dobbiamo temere la soppressione della libertà di parola, o della democrazia."
Gabriele De Palma - Totem

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