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Facebook abbatte le barriere

25/11/2008

Il parere di Stefano Mosetti, esperto di web marketing, che in questa intervista sottolinea l’aspetto comunicativo del social network.

di Athena Tomasini


Stefano Mosetti * è uno di quelli che internet lo conoscono bene: sia per lavoro che per passione, è una sfera importante della sua vita. Sa come sfruttarlo, come rendere il web un supporto positivo per i suoi scopi, traendone il meglio ed evitandone le ambiguità.


Lo abbiamo consultato a proposito del fenomeno Facebook.


Qual è il Suo rapporto con Facebook?


Lo seguo per lavoro e anche per piacere. Fra i vari social network è molto usabile, perché combina diversi strumenti. Accelera i processi di comunicazione e abbatte le barriere, rendendo più facile avvicinare le persone: condividi qualcosa con chi incontri solo per il fatto di essere iscritto.


Così è più facile contattare persone che in altri modi non si lascerebbero avvicinare, con effetti positivi sia sul lavoro che sui rapporti umani. Dobbiamo considerare che Barack Obama ha vinto anche grazie al web, con microdonazioni e conferenze trasmesse su You Tube: in un momento di allontanamento della società dalla politica, i social network contribuiscono senz’altro a riavvicinare l’elettorato e ad incrementare la partecipazione politica.


Può essere pericoloso per la privacy, ma molti sembrano non rendersene conto, tanto che alcuni genitori caricano le foto dei propri figli e le rendono visibili a tutti. Che ne pensa?


In questo momento c’è molto voyeurismo e voglia di apparire, basta guardare il successo dei reality show per rendersene conto. Chi si iscrive a Facebook è perfettamente informato di ciò che sta facendo, quindi è libero di farlo. La violazione della privacy avviene quando i dati personali vengono usati senza consenso, è un’altra cosa.


Il bello del web 2.0 è che c’è massima trasparenza, chi fa qualcosa contro le regole viene pizzicato subito e ne deve rispondere. Penso che Facebook sia uno strumento per gente matura, che capisce cosa sta facendo.


Che effetto ha sui rapporti interpersonali nella nostra società?


Ha un effetto positivo, permette di comunicare più velocemente a costo zero. Facilita i rapporti, perché più uno comunica, più conosce gli altri, e più aumenta la fiducia reciproca.


Quindi non crede che possa portare a degenerazioni della capacità di sostenere un rapporto diretto?


Non credo che possa portare a degenerazioni dei rapporti faccia a faccia, soprattutto in un paese come il nostro dove il rapporto diretto conta molto, magari può avvenire in altri Paesi, come quelli del Nord. La tecnologia può aiutare ad umanizzare i rapporti, ma la comunicazione faccia è insostituibile, quella su Facebook è senz’altro più povera. Sono due cose diverse.


Che cosa cerca la gente in Facebook?


Siamo nell’era della comunicazione e Facebook è un prodotto del mondo in cui viviamo: l’uomo ha bisogno di comunicare per vivere, e Facebook è una risposta a questa necessità.


Ci parli della festa che sta organizzando a Trieste.


Non vivendo più a Trieste, ho sentito la necessità di riprendere i contatti con gli amici. Ho avuto l’idea di lanciare il gruppo “Primo Mega Facebook Party Trieste” per rivedere un po’ di gente. In pochissimo tempo siamo arrivati a più di 6000 adesioni! E’ il gruppo più numeroso di triestini su facebook. Dato che il fenomeno recentemente è scoppiato a anche a Trieste, ho pensato di riproporre quello che hanno fatto a Roma.


Purtroppo, essendo inverno, siamo costretti ad organizzare la festa al chiuso: la faremo venerdì 28 novembre al Mandracchio, locale molto conosciuto a Trieste. Assieme al gruppo “Help is coming”, stiamo pensando a musica dal vivo e molte sorprese: non sarà la solita festa in discoteca. Speriamo di riuscire ad organizzare un secondo party in primavera.


tratto da Il Meridiano n°42 novembre 2008



* Nato a Trieste nel 1975, ha studiato Scienze della Comunicazione nella locale Università e nel Regno Unito. Iscritto all’elenco pubblicisti dell’Ordine dei giornalisti, ha iniziato la sua carriera in un’agenzia di comunicazione nel Nordest, dove ha seguito le sponsorizzazioni per la Pallacanestro Trieste (serie A1) ed il free press universitario Il Libretto assieme a Roberto Toffolutti. Ha organizzato quattro edizioni del Meeting Nazionale di Scienze della Comunicazione, dove ha portato nomi come Maurizio Costanzo, Francesco Giorgino, Antonio Ricci e molti altri.
Nel 2001 è entrato in Procter&Gamble Italia, dove ha contribuito a definire la diramazione nel settore digitale della multinazionale. A fine 2001, nella neocostituita Digibrands S.p.a. ricopre il doppio incarico di responsabile clienti e comunicazione. A febbraio 2005 diventa responsabile web marketing e comunicazione della Iperclub S.p.a., azienda leader nel settore del promotion marketing e delle vacanze.



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