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Facebook: arriva il flag antibufale

16/12/2016

Dalle polemiche per la campagna presidenziale americana alle più nostrane false dichiarazioni di Gentiloni, il tema delle fake news è di grande attualità al punto che il fondatore di Facebook annuncia il piano per arginare le notizie false che circolano sul social network.

"Basta ipocrisie, sono tutti finti poveri e io sono già scocciato di questo piagnisteo, rimboccarsi le maniche per il futuro del paese, qualche sacrificio non ha mai ammazzato nessuno, solo così l’Italia tornerà a primeggiare in Europa”. Sono le parole che avrebbe detto immediatamente dopo il suo insediamento, il nuovo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Peccato si tratti di una bufala, lanciata pochi minuti dopo il giuramento dei ministri, dal sito satirico “Libero Giornale”. Ripresa da moltissimi utenti, ha raggiunto in brevissimo tempo le 14.000 condivisioni su Facebook.

Il tema della diffusione delle notizie false sui social è sempre più di attualità, al punto che lo stesso fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, con un lungo post sul suo profilo personale ha condiviso con gli utenti il piano per arginare le notizie false che circolano sul social network che oggi conta 1,8 miliardi di utenti.

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"Pugno duro" (le parole sono testuali) contro le bufale. "Un paio di settimane fa - scrive - ho esposto alcuni progetti su cui stiamo lavorando per costruire una comunità più informata e per combattere la disinformazione. Oggi voglio condividere parte del lavoro che abbiamo inziato a fare".

  • La nuova funzione
    Il social battezza una funzione che penalizza le notizie poco attendibili: “Crediamo fortemente che la nostra community possa aiutarci per individuare notizie false”, afferma Adam Mosseri, vicepresidente di Facebook con la responsabilità del News Feed.


 

  • Come segnalare la bufala
    Gli utenti potranno indicare, grazie a un nuovo bottone, le storie sospette. Sarà il social a fare una prima scrematura, per poi inoltrare le segnalazioni a un comitato di giornalisti specializzati che si rifà ai principi del l'International Fact Checking Code of Principle stilato dal Poynter Institute. Se la notizia verrà riconosciuta come falsa, sarà etichettata come “disputet”, cioè contestata.

  • Niente censure
    Facebook, quindi, non chiude i rubinetti alla fonte: niente censura ma, spiega Mosseri, “nuovi elementi che possano aiutare le persone a decidere a cosa credere”. I post bollati resteranno in bacheca, anche se saranno penalizzati dall'algoritmo del News Feed. Sullo schermo degli utenti che vorranno comunque condividere la notizia, apparirà un messaggio. Che suona più o meno così: “L'accuratezza di questa storia è stata ritenuta discutibile da un gruppo di analisti terzi”. Sarà quindi chiesto di tornare indietro (“cancel”) o confermare la scelta (“continue”).

  • Lo spam paga pegno
    Facebook indica anche un'altra novità anti-bufale. Afferma che “sarà penalizzato dal punto di vista finanziario” chi userà lo spam per aumentare gli accessi al proprio sito. E che “sta analizzando gli editori per capire se sono necessari nuovi interventi”. Su questo punto, però, il social resta in superficie: niente dettagli.


 

"Abbiamo la responsabilità di assicurarci che Facebook abbia il miglior impatto possibile sul mondo, questo aggiornamento è solo uno di tanti passi avanti", scrive Zuckerberg. "Facebook è un genere di piattaforma diversa da qualunque cosa l'abbia preceduta. È sì una compagnia tecnologica ma riconosco che abbiamo una responsabilità maggiore della semplice fornitura della tecnologia attraverso la quale scorre l'informazione, sebbene non scriviamo le notizie che leggete e condividete, riconosciamo che siamo qualcosa di più di un semplice distributore di notizie".

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