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Ferpi Talk: il documento di sintesi

01/03/2013

Ad un mese dall’appuntamento di Bologna, arriva il documento di sintesi delle varie posizioni e proposte emerse dalla campagna di ascolto. Elaborato da _Fabio Bistoncini,_ delegato dal Consiglio Direttivo Nazionale, rappresenta la base per il dibattito sulla revisione del modello associativo.

La community professionale dei relatori pubblici italiani che si riconosce in Ferpi è e deve essere sempre di più un “luogo” dove creare rapporti, dove raccogliere idee e suggerimenti per svolgere meglio e bene il proprio lavoro. Attraverso il networking, innanzitutto, l’interazione tra i soci, la formazione, la tematizzazione professionale.
Questi alcuni degli spunti emersi dal dibattito associativo avviato nei mesi scorsi dal Consiglio Direttivo Nazionale attraverso i media della Federazione (sito, newsletter e magazine) e a Bologna in occasione dell’evento Ferpi Talk, raccolti del Documento Ferpi Talk – Proposte di modifica della governance associativa, elaborato da Fabio Bistoncini, delegato del Consiglio Direttivo Nazionale, raccogliendo delle varie posizioni e proposte emerse nell’ambito del dibattito associativo, con una particolare attenzione all’evento Ferpi Talk di Bologna dello scorso 26 gennaio.
Il programma Ferpi Talk è stato voluto dal Consiglio Direttivo Nazionale di Ferpi come risposta alla necessità di sottoporre a revisione il modello associativo e dunque lo statuto. Un’esigenza dettata dal mutato scenario professionale e dal recente inserimento di Ferpi tra le associazioni più rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate, avvenuto con Decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro per le Politiche Europee, emanato il 7 gennaio scorso.
Lo scenario di riferimento
Da qualche anno che si assiste ad una forte espansione del ruolo e dell’importanza della comunicazione ed in particolare della nostra disciplina (le Relazioni pubbliche). Viviamo nell’epoca della comunicazione che permea comportamenti, atteggiamenti dei singoli, delle organizzazioni complesse, dei partiti politici e dei loro leader, degli Stati e anche di Istituzioni millenarie. La comunicazione dunque non più come variabile, come un’aggiunta a scelte o a politiche definite ma come parte integrante del processo che porta alle decisioni. La comunicazione come asset per affermare o confermare soprattutto valori, simboli.
Questa aumentata consapevolezza della necessità di comunicare ha determinato un forte incremento del mercato, la ricerca di nuove professionalità consulenziali, il consolidamento della figura del comunicatore come elemento rilevante all’interno delle organizzazioni.
Giornalisti e pubblicitari devono reinventarsi il proprio lavoro seguendo delle pratiche che appartengono al nostro patrimonio professionale e culturale. Al tempo stesso, si deve notare ancora una situazione di arretratezza culturale diffusa sul nostro lavoro, la persistenza di alcuni stereotipi (pranzi, ricevimenti, eventi effimeri) che sminuiscono la strategicità che le Rp possono e devono avere nel raggiungimento degli obiettivi organizzativi. Non solo. Ma i fenomeni sopra descritti fanno emergere nuove competenze professionali, soprattutto legate alla comunicazione on line, che se non intercettate rischiano di relegare in secondo piano il valore delle relazioni pubbliche.
In ultimo la perdurante crisi economica con la conseguente riduzione di budget ed investimenti delle imprese, soprattutto le medio piccole, i ritardi nei pagamenti, i tagli che hanno colpito la Pubblica Amministrazione rischiano di indebolire pesantemente l’intero nostro settore e, conseguentemente, i nostri associati. Se il mercato, in alcuni contesti ben definiti, sta premiando la nostra professione è altresì vero che la strada per una sua affermazione identitaria è ancora molto lunga.

Il documento conclusivo
La consultazione che si è avviata all’interno di Ferpi e coinvolgendo anche professionisti non soci, ha toccato alcuni punti che meritano un approfondimento la cui definizione determinerà il nostro futuro.
Ferpi rappresenta sicuramente qualcosa di unico all’interno del patrimonio associativo del nostro Paese: di conoscenze e competenze che hanno raggiunto un livello di reputazione e notorietà importanti. Alcuni dei nostri soci ricoprono infatti dei ruoli apicali nell’ambito di aziende (pubbliche e private), Istituzioni, strutture consulenziali.
Il documento preparatorio alla discussione di Bologna prevedeva quattro aree di discussione:

il patto associativo
il modello organizzativo e la sua governance
il ruolo e la funzione degli organi statutari, le modalità di elezione dei vertici associativi e la loro durata e il ruolo dei territori
l’aggiornamento professionale e la formazione

Tutti gli interventi raccolti nella campagna di ascolto e in occasione di Ferpi Talk su queste quattro aree tematiche sono confluiti nel documento Ferpi Talk – Proposte di modifica della governance associativa, elaborato da Fabio Bistoncini raccogliendo tutti i contributi e le proposte concrete dei soci che rappresenta la nuova base di discussione sul futuro di Ferpi.
Scarica qui il documento.

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