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First ladies, notorietà e reputazione

05/08/2009

Come la visibilità mediatica di Michelle Obama, Sarah Brown, Carla Sarkozy e Veronica Lario impatta sulla reputazione dei loro mariti? Una ricerca di Prmoment realizzata da Echo Sonar ha analizzato la copertura globale on line delle quattro mogli dei capi di Stato.

Sarah Brown, Michelle Obama, Carla Bruni-Sarkozy e Veronica Lario hanno avuto ampia copertura mediatica, ma non sempre con un riflesso positivo sui loro coniugi. Gordon Brown non vincerà mai una gara di simpatia, mentre Sarah Brown ha sulla stampa un’immagine assai positiva. Prmoment analizza la copertura della Signora Brown e di altre prime-donne internazionali: Michelle Obama, Carla Bruni-Sarkozy e Veronica Lario.


La ricerca, commissionata da Prmoment, e che mette a confronto la copertura on line di queste quattro first ladies, dimostra che la moglie di Obama fa la parte del leone con il 47% di storie su di lei, mentre a Sarah Brown tocca solo il 5%. Anche la Bruni-Sarkozy si piazza bene con un 35%, mentre la moglie di Berlusconi è citata soltanto nel 13% delle storie.


(Nell’immagine in alto: ‘Share of voice dell’altra metà del cielo’ – Totale: 14.785 citazioni – 12 maggio-20 giugno 2009 – Fonte: Global Online Media; per gentile concessione di Echo Sonar. Clicca sull’immagine per ingrandirla)


Ovviamente, la maggior parte delle storie dedicate a Veronica Lario tratta della sua separazione da Berlusconi, mentre per la Obama è il suo ruolo di prima donna che cattura l’interesse dei giornalisti. Per esempio, il 3 giugno in un pezzo uscita su NBCChicago.com si dice: “Lady Michelle Obama è la prima donna più elegante di sempre alla Casa Bianca. Persino il suo cane prediletto è più grazioso”. Per la Brown è interessante notare come la maggioranza delle storie sia incentrata sugli aggiornamenti che lei mette su Twitter.


La Brown ha anche dato spunto a molti articoli a suo favore perché è la madrina dell’associazione benefica Wellbeing of Women, con la quale ha collaborato recentemente anche con un numero speciale di Fabolous magazine dedicato a Wellbeing of Women Charity e offerto gratuitamente con News of the World.


Un portavoce dell’associazione ha dichiarato che Sarah e Gordon Brown sono da sempre sostenitori delle loro cause e che l’associazione è comprensibilmente gratificata dalla copertura mediatica conseguente all’impegno dei coniugi Brown. La Brown, nei suoi frequenti aggiornamenti su Twitter, parla spesso di salute femminile: “Grazie allo screening che in Gran Bretagna viene condotto sul tumore al seno si salvano ogni anno 1.400 vite (un terzo di tutti i tumori al seno rilevati con lo screening) – pensate alla salute”.


(Nell’immagine in basso: ‘I principali temi dedicati alle first ladies sono: Divorzio, uguaglianza, prima donna, famiglia, Twitter’. Clicca sull’immagine per ingrandirla)


Michelle Obama è spesso sui giornali femminili grazie alla sua eleganza (cosa che non succede tanto spesso per la Brown) e, naturalmente, per le sue braccia toniche – ma è anche regolarmente ricordata per le sue attività benefiche, soprattutto nel settore salute. Un articolo del New York Times del 19 luglio la definisce “uno dei supplenti più visibili dell’amministrazione Obama sul tema della salute”.


La Obama avrà più spazio della Brown nelle pagine dedicate alla moda, ma il premio di icona della moda va alla Bruni-Sarkozy. Precedentemente top model e attualmente cantante, la moglie di Sarkozy ha il passato più fascinoso e a questo si fa sempre riferimento. Per esempio, in una storia su guardian.co.uk del 19 luglio scorso a proposito di Carlà che cantava in occasione delle celebrazioni per il 91° compleanno di Nelson Mandela, viene detto: la Bruni-Sarkozy, 41 anni, già fidanzata di Mick Jagger, aveva promesso di non dare concerti finché suo marito fosse in carica, anche se poi ha partecipato a numerosi show televisivi.”
C’è da dire però, che il lavoro della Bruni in beneficenza si riflette in modo positivo sia su di lei sia su suo marito. Nella stessa storia si racconta: “Gli organizzatori del concerto per il Mandela Day hanno detto che [la Bruni-Sarkozy] era stata persuasa a prendervi parte perché vi erano coinvolte organizzazioni benefiche che si occupano di AIDS. E il fratello di Carlà, Virginio, è morto di AIDS nel 2006”.


La moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario, che ha reso pubblica la sua separazione dal marito, genera, invece, una visibilità di tipo molto diverso. Adriana Di Liberto, professoressa associata di economia all’Università di Cagliari, analizza come viene dipinta dai media italiani: “In Italia i mezzi di comunicazione non sono quasi mai obiettivi e imparziali quando si tratta di Silvio Berlusconi. Ne consegue che, dopo la decisione della Lario di divorziare, tendono a dipingerla o come una opportunistica ex-presentatrice televisiva e un burattino nelle mani dell’opposizione di centro-sinistra (questa è la versione dei mezzi pro-Berlusconi) o, al contrario, come una brava e riservata madre di famiglia, che ha avuto il coraggio di ribellarsi all’uomo più potente d’Italia (la versione dei media anti-Berlusconi, i pochissimi rimasti, per la verità!).


Per alcuni è addirittura diventata una specie di icona dei diritti delle donne in uno dei paesi sviluppati più sciovinisti al mondo”.
La Di Liberto considera la storia della Lario opportunista assai inverosimile. Dice, “Veronica è una donna che ha dedicato la vita ai suoi tre figli. Ma sarebbe una strana icona femminista ed una ancora più strana rappresentante dell’opposizione di governo, visto che se è oggi è quella che è lo deve, al cento per cento, al matrimonio con Silvio Berlusconi. E allora, dove sta la verità? Difficile da dire, come spesso succede con i fatti italiani”.



Metodologia
Prmoment ha richiesto ad Echo Sonar di analizzare la copertura globale on line di Sarah Brown, Michelle Obama, Carla Bruni-Sarkozy e Veronica Lario. La ricerca è stata condotta tra il 12 maggio e il 20 luglio 2009. Le rilevazioni hanno considerato la share of voice e gli argomenti trattati.


(traduzione F.C.)

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