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Grande successo della tavola rotonda dello scorso 9 maggio su: "Quale futuro per i professionisti di

16/05/2007

L'incontro, organizzato dalle principali associazioni dei professionisti della comunicazione (FERPI, ASSOREL, TP), nasce dall'esigenza di analizzare lo stato dell'arte sulla riforma delle professioni.


L'incontro, organizzato dalle principali associazioni dei professionisti della comunicazione (FERPI, ASSOREL, TP), nasce dall'esigenza di analizzare lo stato dell'arte sulla riforma delle professioni, con particolare riferimento al mondo delle relazioni pubbliche e della pubblicità.
Da tempo, infatti, sono all'esame congiunto delle Commissioni riunite Giustizia e Attività Produttive della Camera una serie di disegni di legge che, oltre a quello firmato dal Ministro Mastella, sono stati presentati da vari parlamentari appartenenti a diversi partiti politici e che verranno illustrati durante l'evento.
Al sottoscritto è toccato l'onere di introdurre i lavori, di moderare la tavola rotonda e di rappresentare la FERPI in sostituzione del Presidente Andrea Prandi, bloccato a Milano da problemi familiari.
Dopo una mia breve introduzione, ha dunque preso la parola la nostra socia, nonchè Onorevole, Sandra Cioffi, che ha focalizzato il suo intervento sull'illustrazione delle tratti salienti del disegno di legge governativo, predisposto dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Non solo ma Sandra ha fatto un pubblico riconoscimento alla FERPI e alla professione che le hanno permesso di costruirsi un bagaglio di conoscenze e competenze che Le sono state utilissime nella sua attività politica.
A seguire in rapida successione la parola ai politici presenti:
l'On. Pierluigi Mantini (Margherita), relatore su provvedimenti che attualmente sono all'esame delle Commissioni Giustizia e Attività Produttive della Camera dei Deputati, che ha incentrato il proprio intervento sui prossimi passi che dovrebbero portare, in tempi rapidi, all'approvazione di un testo unico condiviso all'interno della Commissione;
l'On. Maria Grazia Siliquini (Alleanza Nazionale), membro della Commissione Giustizia, che invece si è soffermata, con un intervento molto sentito, sui punti ancora incerti e poco chiari di un tema complesso, criticando soprattutto il disegno di legge governativo che contiene, a suo dire, troppe deleghe "in bianco";
l'On. Gino Capotosti (UDEUR), che ha sostenuto le ragioni della maggioranza nella cercare di definire una riforma che si protrae da ormai troppi anni.
Ha chiuso questa prima parte dei lavori, l'On. Michele Vietti, ex sottosegretario al Ministero della Giustizia, ed estensore di un progetto di riforma, elaborato nella scorsa legislatura, che rappresenta, a detta di tutti, come il miglior testo prodotto in tutti questi anni. Vietti ha sottolineato non solo il lavoro svolto ma anche i numerosi punti di convergenza tra il disegno di legge governativo e il suo testo. Al tempo stesso ha evidenziato come l'attuale maggioranza dovrà fare alcune modifiche sostanziali se vorrà giungere, come è tra i suoi auspici, a una bozza di riforma su cui possa convergere un consenso bipartisan.
Furio Garbagnati (Assorel) e Giuseppe Ardizzone (TP) hanno ribadito la necessità di arrivare al riconoscimento di professioni che ormai hanno assunto un ruolo di primaria importanza dal punto di vista economico e sociale. Tutti e tre abbiamo ribadito come le nostre associazioni non abbiano mai chiesto di diventare dei "mini ordini" professionali ma che venisse riconosciuto e valorizzato l'insieme di regole (aggiornamento professionale continuo, verifica da parte di organi preposti, rispetto dei codici deontologici) che da anni ci siamo dati.
A me, il convegno, è piaciuto in quanto è riuscito a fornire un chiaro "stato dell'arte" dell'attuale dibattito politico:  da un lato gli Ordini professionali, con le loro prerogative e i privilegi accumulati nel corso degli anni, con il loro potere di veto e, soprattutto, con un congruo numero di eletti, anche in questa legislatura, all'interno del nostro parlamento in grado di condizionare, trasversalmente, le scelte di qualsiasi Governo. Retaggio di un vecchio modo di intendere le professioni intellettuali ma anche di un sistema che bene o male è svolto anche da una funzione di rappresentanza degli interessi e di mediazione sociale.
Dall'altra la pletora delle centinaia di nuove professioni, riunite in associazioni attualmente non riconosciute, che chiedono dallo Stato il loro riconoscimento, chiedono cioè che siano dettate delle regole che fissino i paletti, i cardini per diventare, a tutti gli effetti, interlocutori riconosciuti dal nostro ordinamento.
Ritengo che uno degli aspetti più rilevanti sia stato l'apprezzamento, da parte di tutti i politici presenti, di un atteggiamento sempre costruttivo, mai "urlato" che le tre associazioni professionali hanno tenuto in tutti questi anni.
Il miglior riconoscimento, a mio avviso, di uno stile di management associativo e di gestione dei rapporti istituzionali, che ci ha sempre contraddistinti.
La riforma non è dietro l'angolo.
L'auspicio comunque è che, le nostre associazioni professionali, continuino ad essere presenti nel dibattito politico istituzionale per contribuire al raggiungimento di un risultato che serve a tutti, a noi comunicatori, alle nostre aziende, alle amministrazioni pubbliche e al paese.
 
Un grande grazie in particolare a Fabio Ventoruzzo, socio FERPI, che con grande competenza e professionalità ha curato la realizzazione dell'evento sia negli aspetti contenutistici che in quelli organizzativi; a Giancarlo Panico e Laura Latini per il supporto di comunicazione ed infine alla coordinatrice Ferpi Lazio Celeste Bertolini, per la sua costante vicinanza.
 
Foto di Giancarlo Panico

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