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Guido De Rossi Del Lion Nero ci ha lasciati

13/06/2006

La comunità professionale perde uno dei suoi maggiori esponenti, da annoverare tra i padri fondatori delle Relazioni Pubbliche in Italia, e non solo. Raccogliamo il ricordo di amici e colleghi.

Domenica 11 giugno, un immediato "passaparola" tra gli amici ed i colleghi ha condiviso l'annuncio della scomparsa di Guido De Rossi Del Lion Nero, uno dei pionieri, dei "padri fondatori" delle Relazioni Pubbliche come professione in Italia ed in Europa.Giornalista professionista sin dagli anni '40, ha cominciato il suo lavoro professionale nel 1942 come media relation dell'USIS (United States Information Service) a Roma impegnandosi successivamente con responsabilità analoghe dal 1948 al 1952 nell'ambito del Piano Marshall che amministrava e gestiva le risorse e gli investimenti per il nostro Paese.Al 1952 risale la sua iscrizione al PRSA (Public Relation Society of America), associazione professionale che riunisce i professionisti dei relazioni pubbliche negli Stati Uniti.Nel 1954 Guido De Rossi Del Lion Nero è tra i fondatori della prima associazione di rappresentanza professionale delle relazioni pubbliche, l'AIRP (Associazione Italiana di Relazioni Pubbliche) che sotto la guida di Guido De Rossi Del Lion Nero e la presidenza del senatore Giuseppe Caron organizzò a Stresa nel 1956 un primo Congresso in Europa per approfondire le funzioni sociali delle RP e i contenuti base della professione.Sempre sotto la guida dell'AIRP e di Guido De Rossi Del Lion Nero, nel 1961 venne organizzato a Venezia il secondo Congresso mondiale delle Relazioni Pubbliche patrocinato dall'IPRA. Un Congresso che ancora oggi è un punto di riferimento per il mondo professionale perchè al Congresso IPRA di Venezia fu adottato e riconosciuto in tutto il mondo il Codice di Etica CERP che nell'anno precedente era stato deliberato ad Atene nel secondo Congresso CERP, sulla base di un progetto e di un testo elaborato da Guido De Rossi Del Lion Nero e da Lucien Matrat.Ad Orleans in Francia, nel 1959, in rappresentanza dell'AIRP ed assieme ai delegati delle associazioni professionali di Relazioni Pubbliche di Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi, Guido De Rossi Del Lion Nero aveva fondato la CERP (Confederazione Europea di Relazioni Pubbliche) di cui fu poi Presidente per un triennio nei primi anni '60.A Guido De Rossi Del Lion Nero risale anche l'iniziativa presa nel 1958 con Aberto Muller, Domenico Pascarella, Giacomina Lapenna ed Aldo Chiappe di costituire il Sindacato Nazionale dei Professionisti in Relazioni Pubbliche, con l'obiettivo di tutela dei primi studi professionali. Guido aveva infatti fondato nel 1955 a Roma "Relazioni Pubbliche e Informazione", una delle prime agenzie italiane di RP.Negli anni '70 fu tra i protagonisti dell'attività della FERPI di cui è stato Presidente onorario; nello stesso tempo fondatore e Presidente dell'AISSCOM (Associazione Italiana degli Studi di Consulenza di Relazioni Pubbliche).In questo suo impegno per la professione e per le relazioni pubbliche, Guido De Rossi Del Lion Nero ha profuso tempo, energia e risorse per quasi cinquant'anni, con un contributo decisivo nel costruire le basi della nostra identità professionale. Rigoroso ed attento ai temi dell'etica, dei modelli organizzativi e di comportamento, è stato un professionista riconosciuto e stimato in tutt'Europa e nel mondo professionale per le sue molteplici e stimolanti partecipazioni a convegni promossi dalla CERP e dall'IPRA in tutto il mondo.
Proprio per queste ragioni, quattro anni or sono, l'IPR, Organizzazione professionale che riunisce i professionisti delle relazioni pubbliche della Gran Bretagna, lo ha insignito del Premio internazionale Alan Campbell Jones Awards, un grande onore per lui, ma per la FERPI e per tutti i professionisti italiani di RP che oggi possono solo ricordarne la figura e l'esempio di rigore morale e professionale.

Il nostro saluto si esprime attraverso il ricordo degli amici e colleghi che hanno voluto trasmettere a Guido De Rossi Del Lion Nero il proprio messaggio di affetto.Un ricordo di Attilio Consonni"Nei primi anni '60 (più precisamente nel 1964), con una laurea in Giurisprudenza e nessuna esperienza, fui assunto nella filiale italiana di una grande e conosciuta multinazionale per occuparmi di "Relazioni Pubbliche". Non esistevano testi da cui imparare, non si trovavano scuole o corsi sulla materia e così, attraverso una semplice ricerca sulla guida telefonica, scoprii Guido De Rossi Del Lion Nero e la sua agenzia. Telefonai, sperando in un incontro: l'incontro a Roma fu dopo pochi giorni, una lunga giornata del tempo di Guido, piena di consigli e di suggerimenti, con molta disponibilità ed attenzione. Da qui cominciò il mio percorso, in qualche misura parallelo perchè proprio da Guido ho imparato ad essere attento e disponibile agli altri perchè, mi spiegava, "Tutti credono di saper comunicare, ma pochi o nessuno sa ascoltare". Un principio di base in una professione fondata sul dialogo e sul rispetto degli interessi reciproci, in una sorta di continua ricerca di allineare le posizioni per costruire nel confronto una base comune. Un principio che Guido De Rossi Del Lion Nero ha sempre praticato nel suo lavoro professionale, credo talvolta pagandone un prezzo. Un principio che Guido ha portato nella FERPI sempre, nei diversi ruoli e responsabilità che lui ha avuto via via negli anni: nessuno può dimenticare lo "stile" di Guido nei rapporti personali, nelle lunghe riunioni in cui con pazienza lui sapeva riannodare le fila e ricercare sempre un punto di equilibrio tra posizioni spesso opposte".Attilio Consonni
Guido de Rossi del Lion Nero: una persona davvero speciale "Ho conosciuto Guido il 16 maggio 1970 quando si è costituita la Ferpi, e da allora ho avuto l'onore di arricchirmi con la sua cultura, professionalità e soprattutto di godere della sua amicizia.Guido era una persona speciale, che non si è mai vantata dei suoi successi professionali e dei suoi riconoscimenti internazionali, e che ha saputo portare nel suo lavoro dedizione, serietà, curiosità e capacità di rinnovamento continuo, anche perché ha saputo ascoltare e valorizzare i giovani che via via lo hanno affiancato, e tra questi la figlia Beatrice che ha cresciuto brava professionista.Socio attivo, partecipe, propositivo, Guido ha ricoperto nel corso degli anni diversi incarichi direttivi nella nostra associazione, rivelandosi un insostituibile portatore di competenza, entusiasmo ed energia. Nei Consigli nazionali discuteva spesso, facendo notte fonda, sui programmi e sugli obiettivi della nostra associazione, ma non ricordo mai un suo scatto di nervi o un segno di insofferenza. Il suo tono era sempre pacato, misurato, ma non per questo meno determinato.A lui non può che andare il nostro ringraziamento, anche perché è grazie a persone come Guido che la nostra professione si è affermata in Italia e in Europa, e la Ferpi ha visto riconosciuto il ruolo che le compete nel panorama delle associazioni professionali della comunicazione.Si dice, e io credo che sia vero, che una persona continua a vivere e ad essere presente tra noi fintanto che qualcuno si ricorda di lui e si riconosce nella sua opera. Allora non diciamo addio a Guido de Rossi del Lion Nero perché lui - gentiluomo e professionista d'altri tempi - continuerà ad essere una presenza importante per chiunque fa e farà la nostra professione".Gherarda Guastalla Lucchini
"Guido si è spento e la comunità professionale internazionale è rattristata dalla uscita di scena di uno dei suoi esponenti migliori, mentre quella italiana rimpiange uno dei suoi professionisti più rappresentativi.Era stato lui ad avviare nel primo dopoguerra le relazioni pubbliche nel nostro Paese...Guido fu l'unico italiano a partecipare alla redazione, nel 1961, del codice etico Ipra, il primo codice internazionale accettato da tutti.Nei primi anni di questo secolo a Guido fu attribuito, ancora per la prima volta a un italiano, il premio Cambell Harris, e nel Giugno del 2003 a Roma partecipò attivamente al battesimo del protocollo globale dell'etica delle relazioni pubbliche al Primo Festival Mondiale, erede naturale del suo codice.Ricordo in questi suoi ultimi anni di attività le discussioni con i giovani di Enrico Cogno. Aveva sempre qualcosa da insegnarci.Un grande professionista, una persona generosa, cosmopolita e alla mano. Lo rimpiangiamo e lo salutiamo con grande affetto".Toni Muzi Falconi
"Guido de Rossi, quando cominciavo a bazzicare nel mondo della comunicazione, era un mito. Apparteneva a quelli che nel dopoguerra avevano fatto cose "americane", come suonare jazz, disegnare e fotografare in un certo modo, fare relazioni pubbliche. Che ci avevano indicato strade affascinanti, che poi avremmo percorso. Persone di cui si parlava, e che cercavamo di imitare. Molto più tardi mi ha onorato della sua amicizia, e credo anche un po' della sua stima.Per questo non lo dimenticherò mai". Umberto Santucci
"Con la scomparsa di Guido de Rossi del Lion Nero si allontana dalla scena, ma non certo dal cuore di chi lo ha conosciuto, una grande personalità della nostra professione. Aggiungo tre piccoli ricordi personali ai tanti che gli amici gli vorranno dedicare. Il primo, all'inizio degli anni 70, quando mi intimoriva il pensiero di incontrare uno dei padri della professione che stavo incominciando a fare: lo chiamai e mi sorprese la sua cordialità e soprattutto il suo stile. Davvero un grande signore d'altri tempi.Il secondo ricordo risale al 3 aprile 1985 quando Guido venne insignito del Premio Eccellenza della Comunicazione dal Centrostudi Comunicazione Cogno Associati, quale personalità di impareggiabile valore per l'apporto offerto allo sviluppo del relazioni pubbliche in Italia.Il terzo ricordo è quando, nel 2001, ricevette, su proposta di Toni Muzi Falconi, il prestigioso Alan Campbell Johnson Award: non se la sentiva di andare a Londra per la premiazione e con Toni decidemmo di fare una ripresa televisiva del suo discorso di ringraziamento, che fece scioltamente, a braccio, in inglese, solo un po' impedito dall'operazione alla lingua che gli impediva a volta di articolare bene le parole.Un'ultima segnalazione, a riprova della sua generosità: la sua preziosa biblioteca, ricca di testi relativi alle origini delle relazioni pubbliche in Italia, volle donarla all'Università di Milano. La raccolta è stata destinata alla biblioteca della Facoltà di Economia. L'ultima volta che l'ho sentito telefonicamente era per proprio per aiutare un collega nella preparazione di una tesi universitaria, nella quale la consultazione di questi testi risultava utilissima.Un grande abbraccio, grande Guido de Rossi e alla sua inconsolabile Natasha e alla collega Beatrice un pensiero di affettuoso cordoglio".Enrico Cogno
 
 
 
 
 
 

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