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HR: formazione ed engagement indispensabili per le PMI

06/06/2013

Riconoscere, formare e valorizzare il capitale umano: questo in sintesi quanto è emerso dal workshop, organizzato a Milano da _Imprese di Talento,_ in tema di valorizzazione e motivazione del capitale umano all’interno dei processi organizzativi che ha visto coinvolti importanti rappresentanti del mondo delle imprese e delle università.

La formazione e l’engagement assumono oggi una valenza strategica, soprattutto per le piccole e medie imprese, dove l’imprenditore è spesso l’unico decisore della sua azienda, deve aver una vision manageriale, aprirsi alle innovazioni e allo sviluppo ma deve anche saper riconoscere i valori e le capacità dei suoi dipendenti, premiarli e supportarli nel loro percorso di crescita e di evoluzione professionale. Fiducia, dialogo e senso di appartenenza sono stati più volte citati come colonne portanti nel rapporto tra organizzazione e persone: chiunque inserito in un contesto lavorativo necessita di stimoli e di gratificazioni che passano certamente attraverso politiche di benefit e di incentivi, il cosiddetto welfare aziendale, ma necessariamente devono riguardare anche iniziative di carattere formativo e di valorizzazione delle competenze, elemento questo molto importante in termini di una polivalenza professionale che introduce il concetto di job rotation.
In tutto questo la comunicazione che ruolo ricopre? “A mio avviso – spiega Daniele Salvaggio, owner di Imprese di Talento e organizzatore del workshop – la comunicazione interna è da considerarsi strategica e determinante, anche se non sempre è così, nelle politiche di sviluppo aziendale e di corporate brand identity. All’interno delle aziende vi è ancora molta difficoltà, aggiungerei anche diffidenza, nel comunicare internamente i propri progetti, nel promuovere idee e comportamenti innovativi, spesso si comunica poco e male. E’ importante invece costruire un tessuto comunicativo che prima di tutto informi le persone sulle politiche adottate dalla loro azienda, sul work in progress, sugli obiettivi a medio-lungo termine, questo permetterebbe loro di costruire e/o consolidare una propria vision di carriera e di valorizzazione dei propri talenti. In secondo luogo sarebbe utile, prima di tutto per l’impresa stessa, adottare politiche incentivanti e motivazionali verso i dipendenti attraverso lo sviluppo di spazi creativi e di comunicazione social, per permettere di raccogliere suggerimenti, proposte e progetti pensati ad hoc per lo sviluppo dell’azienda. Le people survey, gli assessment, i team building e i percorsi di engagement & sviluppo più in generale, sono strumenti in grado di riconoscere le evoluzioni professionali dei propri dipendenti e costruire insieme a loro un’organizzazione sempre più in linea con quanto oggi è necessario, anche per il perdurare di una congiuntura negativa, fare in termini di sostenibilità: le proprie persone al centro”.
Per rispondere alla domanda “le persone come spread?” posta all’inizio del workshop si potrebbe affermare che il successo di un progetto, di un’idea, di un servizio, di un prodotto, di un’organizzazione più in generale, è sempre più legato alle persone che ne fanno parte o si sentono parte di esso. Ciò che conta è risvegliare i cuori pulsanti della creatività, volano per produrre idee e profitti e per rafforzare la corporate brand identity. La comunicazione, la formazione, la scoperta di talenti, il fiorire di competenze nascoste o inconsapevoli, la fidelizzazione del proprio capitale umano, contaminano di positività l’ambiente di lavoro, rafforzano il senso di appartenenza e la condivisione dei valori, favoriscono flessibilità e mobilità volontaria e, non ultimo, fanno produrre di più e più volentieri. Questo è quello che crede e vuole trasmettere Imprese di Talento.

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