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I marchi registrati dettano le tendenze del futuro

13/04/2004

Alcuni interessanti spunti dall'analisi dei marchi registrati presso l'Ufficio Marchi e Brevetti statunitense...

Da dodici anni lo studio legale Dechert redige una insolita quanto curiosa lista dei marchi regisrati presso l'Ufficio Marchi e Brevetti statunitense. Per quanto strano possa sembrare questa lista getta luce sulle aspettative che le aziende hanno per l'immediato futuro. Glenn Gundersen, promotore dell'analisi sostiene infatti che "le nuove richieste di registrazione di marchi rappresentano i nuovi potenziali sviluppi di mercato, anticipano i prossimi prodotti in commercio e le prossime campagne pubblicitarie". Fu così negli anni novanta, quelli della crescita Usa, che videro un notevole incremento del numero di marchi registrati e fu così anche durante il boom delle dot-com. Dal 2000 invece si assiste alla contrazione, così come per l'economia anche per le registrazioni di marchi. Nel 2003 si è arrestata la tendenza negativa e le registrazioni hanno ricominciato a crescere complessivamente, ma non nei settori trainanti per l'industria a stelle e strisce (hi-tech, telecomunicazioni, prodotti farmaceutici e servizi finanziari). Il record di registrazioni va al settore alimentare, e il vero e proprio tormentone è stata la parola carboidrati, nella sua abbreviazione CARB, vero e proprio spauracchio dei maniaci della dieta bilanciata: si va da carb helper, carb buster fino ai più incisivi carb killer, o assassin o annihilator. In sorprendente declino invece le registrazioni di marchi per i prodotti farmaceutici, che fino al 2000 compreso erano in aumento e, dopo un biennio di stasi, hanno segnato nel 2003 un preoccupante calo del 15 per cento.
Gabriele De Palma - Totem

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