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Il caso Hoepli e il futuro della conoscenza professionale

17/03/2026

Federica Zar, Consigliera Nazionale con delega alla Comunicazione

La storica casa editrice milanese chiude dopo oltre 150 anni. Un passaggio che interroga anche il mondo delle relazioni pubbliche

 

La decisione di mettere in liquidazione la storica casa editrice Hoepli segna un passaggio simbolico per l’editoria italiana e, più in generale, per il sistema della conoscenza professionale. Fondata a Milano nel 1870, Hoepli è stata per oltre un secolo uno dei principali punti di riferimento della manualistica tecnica e scientifica nel nostro Paese, accompagnando generazioni di studenti, professionisti e operatori della comunicazione.

 

Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, la scelta di avviare la liquidazione della società nasce da una combinazione di fattori: risultati economici negativi, prospettive difficili per il mercato editoriale e tensioni interne tra i soci che hanno reso impossibile individuare una strategia condivisa per il futuro. Un epilogo che riflette le profonde trasformazioni che sta attraversandol’intero settore dell’editoria, come abbiamo letto la scorsa settimana nell’articolo a firma di Sergio Baraldi dedicato ai giornali.

 

Ma la vicenda Hoepli non riguarda soltanto il destino di un marchio storico. Per molti professionisti italiani – e per chi opera nel campo della comunicazione e delle relazioni pubbliche – i manuali Hoepli hanno rappresentato per decenni uno strumento fondamentale di aggiornamento e formazione. Dai primi testi dedicati al marketing e alla comunicazione aziendale fino ai volumi su linguaggi digitali, management e innovazione, il catalogo della casa editrice milanese ha contribuito a costruire una cultura professionale diffusa e accessibile.

 

In questo senso la liquidazione di Hoepli solleva una questione più ampia: il ruolo delle infrastrutture culturali che sostengono lo sviluppo delle professioni. L’editoria tecnica e professionale ha infatti rappresentato a lungo uno dei pilastri della formazione continua, offrendo contenuti autorevoli e sistematici in un contesto oggi sempre più frammentato.
La trasformazione digitale, la crescita delle piattaforme online e il cambiamento delle abitudini di lettura stanno ridisegnando profondamente questo ecosistema. La produzione e la diffusione del sapere professionale si stanno spostando verso nuovi spazi: community digitali, piattaforme di formazione, ecosistemi di contenuti distribuiti.

 

Per il mondo delle relazioni pubbliche e della comunicazione, la vicenda Hoepli diventa dunque anche un’occasione di riflessione. In una professione che vive di competenze in continua evoluzione, la qualità e l’autorevolezza delle fonti di conoscenza restano un fattore decisivo. La sfida dei prossimi anni sarà capire quali nuovi attori – editori, università, piattaforme o comunità professionali – sapranno raccogliere l’eredità di istituzioni culturali che, per oltre un secolo, hanno contribuito a costruire il patrimonio di conoscenze su cui si fonda la nostra professione.

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