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Il Contastorie

04/05/2011

Un blog appena nato e un “papà” d’eccezione: _Andrea Prandi._ Un’esperienza multiforme nella comunicazione come Direttore comunicazione Edison e past president Ferpi, ma anche come docente e giornalista. Nelle parole dell'autore la presentazione del suo nuovo diario virtuale.

di Andrea Prandi
L’idea di creare un blog oggi non mi pare particolarmente innovativa. Il mondo è pieno di blog, come le biblioteche di libri. Il fatto è che nessuno li legge. Molti scrivono e pochi leggono. Non si sentiva quindi la mancanza di un nuovo blog, il mio. E in effetti mi piace considerare la nascita del “contastorie” un evento provvisorio, un tentativo di mettere un po’ d’ordine nelle cose e nei fatti. “La confusione è alta sotto il cielo, la situazione è eccellente”, come dice Mao Tzetung. Eccellente per provare a indovinare quale è l’ordine delle cose più giusto. Giusto per me, s’intende, e capire se questo ordine è giusto anche per quei “3 o 4” follower (poveretti) che scuso già in partenza se ogni tanto saranno un po’ distratti.
Si tratta di metodo. Mi sono riletto il “Trattato sul metodo” di Cartesio e li ho avuto la conferma che non si può andare avanti solo con un metodo provvisorio, ma mentre si cerca Il Metodo (con la maiuscola) una qualche regola provvisoria, un qualche metodo provvisorio bisognerà pure averlo.
Faccio un blog con questo spirito. Un metodo provvisorio. Finora twitter, facebook e linkedin mi sembravano più che sufficienti. Il blog è un impegno che vale un po’ più di 140 caratteri. Ma alla fine mi sono convinto che il rapporto costi opportunità non è poi completamente negativo se ci si dà un metodo.
Ecco le regole:
1. Parlare solo di argomenti di cui si abbia una certa conoscenza
2. Raccontare esperienze che abbiano una rilevanza o utilità per gli altri
3. Dare spazio alle storie e alle idee degli altri
4. Non pretendere di avere sempre ragione
5. Non pretendere di essere letti
6. Prendere una posizione chiara sui temi trattati
7. Essere pronti a cambiare tutto
8. Non stare lì a guardare continuamente quanti commenti e quante visite avrà questo blog
Rispettando queste regole molto semplici penso di potere raccogliere in modo più ordinato un po’ di storie che mi aiuteranno a capire meglio gli eventi, specialmente se riletti a ritroso nel tempo. La possibilità di archiviare tutto il materiale prodotto e di riutilizzare le informazioni attraverso i motori di ricerca mi sembra un’altra opportunità interessante.
Nel blog si parlerà certamente di comunicazione, di informazione di web, ma anche di molto altro. Il bello è che è uno spazio libero. Bisogna darsi un metodo certo, ma oltre a quello è meglio non darsi troppi confini.
C’è un altro aspetto che mi affascina nei blog. Il desiderio di partecipare. Questo desiderio sta favorendo la rapida circolazione delle idee, che rappresenta una delle basi della democrazia. Forse anche per questo obbiettivo non si sente l’esigenza di un megafono in più, ma se questo strumento darà anche il minimo contributo il tempo speso non sarà sprecato.
Penso che gli italiani abbiano molte energie da mettere a fattor comune. C’è un Paese molto più “smart” di quello che finisce in prima pagina. Cerchiamo di tirarlo fuori.
Tratto da Il Contastorie
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