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Il futuro dei giornali di carta: cambiare per non morire

08/03/2007

Giovedì 1 marzo la delegazione Ferpi Liguria ha incontrato Vittorio Sabadin, autore del recentissimo successo editoriale “L'ultima copia del New York Times. Il futuro dei giornali di carta”.

Vittorio Sabadin che ha guidato la redazione de "La Stampa" per circa vent'anni, accompagnandone le trasformazioni tecnologiche e grafiche, ha raccontato in questo suo libro, uscito a fine gennaio 2007 e già in ristampa per la seconda edizione, come i quotidiani italiani europei e americani hanno cercato di reagire, spesso con successo, alla crisi delle vendite e quali sono le opportunità che le tecnologie stanno offrendo a molti di loro per creare un legame più solido e duraturo con i propri lettori.
Un libro attualissimo, un tema di grande interesse, un'occasione di confronto e dibattito che la Delegazione Ligure ha colto al volo inserendo la presentazione del libro nel ciclo Focus sulla comunicazione ed affidando la conduzione dell'incontro a Franco Carlini, giornalista e saggista che da anni segue i problemi delle tecnologie per Corriere della Sera, Manifesto, L'Espresso e per diverse testate radiofoniche e televisive.
Vittorio Sabadin, sollecitato da Franco Carlini, ha sintetizzato con estrema lucidità e chiarezza il frutto di anni di osservazioni del mondo dei media, di partecipazioni ai maggiori convegni internazionali sul tema ma anche di interminabili discussioni con colleghi e manager delle principali testate mondiali.  
Un'analisi completa e profondamente "vissuta" quella di Sabadin: un viaggio  professionale e personale nell'editoria e nel web per cogliere minacce ed opportunità, punti di forza e di debolezza di due mondi che potranno coesistere, di "due entità separate che mal si sopportano a vicenda ma che dovranno trovare il modo di lavorare insieme".
Lenti, costosi da produrre e difficili da consumare, i giornali dovranno abbandonare la visione generalista, puntare sull'analisi, la riflessione e la qualità, cambiare i propri contenuti  rendendoli più moderni e fruibili, salvaguardare il ruolo civico che li ha contraddistinti, capitalizzare il valore e la credibilità del loro marchio, tutelare la loro capacità di influenzare le scelte dei governi e dei cittadini.
Le redazioni, dovranno curare prima l'edizione online e poi quella di carta, ripensare la tradizionale divisione tra estero, interni, economia, spettacoli,  incoraggiare e canalizzare i contributi dei cittadini, governare lo staff di commentatori.
Dovranno abbattere definitivamente le barriere tra redazione, tipografia e area grafica e abbandonare i tradizionali orari 10,30 / 19,30 per sostituirli con un full time informativo tra rete e cartaceo senza soluzione di continuità.
I giornalisti dovranno lavorare in redazioni multimediali, impadronirsi del linguaggio web, essere in grado di selezionare e utilizzare la piattaforma migliore per la distribuzione delle notizie, essere sempre e immediatamente raggiungibili dalla comunità online favorendone la collaborazione e la partecipazione.
I cittadini avranno un ruolo sempre più attivo nella costruzione e nella circolazione delle notizie: sempre più persone saranno disposte a contribuire volontariamente e con serietà utilizzando strumenti sempre più sofisticati per riprendere e trasmettere la realtà ed esprimere istanze ed opinioni, in uno scambio immediato di esperienze e di pareri caratterizzato da un dinamismo intellettuale impensabile in un quotidiano.
Saranno i singoli individui a dominare il mondo dell'informazione, sottraendo ai professionisti il ruolo di mediatori ma il buon giornalismo, in quanto bisogno fondamentale di ogni società democratica e civile, troverà il modo di adattarsi e sopravvivere.
Il giornalismo dovrà necessariamente cambiare per continuare a esistere: il  web e i new media potranno dare nuovo impulso e nuove risorse ai quotidiani se questi sapranno cogliere e far proprie le infinite potenzialità della tecnologia.
Un messaggio di speranza, più che un allarme, quello che Sabadin lancia con il suo libro e ribadisce nel corso dell'incontro organizzato da Ferpi Liguria. Un messaggio ampiamente condiviso da giornalisti e dirigenti delle maggiori testate internazionali, un messaggio che non registra una scomparsa ma anticipa una grande trasformazione.
Vittorio Sabadin e Franco Carlini hanno messo la loro competenza e la loro esperienza al disposizione dei comunicatori liguri, guidandoli verso la comprensione di questa trasformazione ormai in atto nei giornali di tutto il mondo. Un incontro di alto livello che ha suscitato grande interesse nei partecipanti e ha fornito innumerevoli spunti di riflessione a tutti coloro che si occupano di media relations. Le considerazioni  in tema di citizien journalism e le riflessioni sul fenomeno della  free press (sulla sua capacità di intercettare il lettore là dove non sa come impiegare il tempo e di catturarne l'attenzione per un tempo pressoché pari a quello dedicato alla lettura di un giornale tradizionale) ma anche sul rischio di deriva populista legata allo sviluppo della stampa gratuita e soprattutto sul ruolo civico del giornalismo professionista hanno animato il dibattito.
Non pochi spunti di dibattito e confronto sono emersi dall'incontro anche in merito al futuro ruolo e alle mutate competenze della nostra  professione: come inserirsi in un processo che sta cambiando il tradizionale sistema unidirezionale dell'informazione? quali le piattaforme, i canali e gli  strumenti per  informare e influenzare l'opinione pubblica in un sistema informativo che produce notizie a ciclo continuo e nel quale viene meno il ruolo di mediazione del giornalista e del relatore pubblico? Come possiamo governare la comunicazione quando l'80% dei contenuti del web è costituito da miliardi di e-mail che vengono inviate ogni giorno nel mondo e quando vengono prodotti più sms e instant messages dell'equivalente totale di informazioni prodotte da libri dvd e cd messi insieme? Quale sarà il ruolo e il futuro della free press? L'interfaccia di lettura, il ritmo e l'approccio, positivo, essenziale e pratico,  tipici di giornali gratuiti possono in altri contesti, favorire l'interazione con i lettori? Come passare da un passare da comunicazione-a alla comunicazione-con?
Su questi temi saremo chiamati a discutere nei prossimi mesi e ad alcune di queste domande Ferpi, sempre attenta alle trasformazioni della società, sta già cercando di dare una risposta in questi giorni con un ciclo di seminari su relazioni pubbliche e social media. Per capire, per difendersi, per cambiare! a cura di Bruna Zunino  (Ferpi Liguria) pluralia@libero.it

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