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Il nuovo marketing del vino

#Ferpi2Be

03/06/2020

Simone Bisaggio

L’emergenza attuale, le innovazioni tecnologiche e la propensione al digital dei consumatori hanno favorito lo sviluppo di moderne strategie di marketing, sempre più sofisticate e che possono interessare davvero tutti i settori, compreso quello vitivinicolo. La riflessione di Simone Bisaggio per la rubrica #Ferpi2Be.

Il mercato vitivinicolo è sempre stato uno dei settori trainanti dell’economia italiana, nostro motivo di fama ed orgoglio nel mondo: da ormai quattro anni l’Italia è leader mondiale nella sua produzione ed esportazione, superando stabilmente i competitor francesi, e conquistando una quota di mercato del 19 % (secondo gli ultimi dati registrati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino).

In questo settore i comunicatori possono diventare l’arma che fa la differenza per molte aziende, sia di piccole che di grandi dimensioni: possono aiutarle concretamente a farsi conoscere, a promuovere i propri prodotti, a raggiungere nuovi target e a fronteggiare l’attuale crisi. In molte realtà vitivinicole italiane, le competenze dei professionisti delle relazioni pubbliche sono ormai vitali e stabili, poiché, a differenza del passato, le aziende sono chiamate a confrontarsi con nuove classi di pubblici e target, i quali richiedono la soddisfazione di nuovi bisogni, con esperienze autentiche e voglia di forti emozioni.

Uno di questi bisogni riguarda la fiducia, pilastro fondamentale per il mantenimento delle relazioni tra brand e consumatore, tradotte poi in advocacy. Come afferma Kotler, noto guru del marketing, al giorno d’oggi per stringere buone relazioni e generare fiducia è fondamentale “umanizzare” l’azienda, ovvero metterla sullo stesso piano del consumatore: come farebbero due amici che comunicano tra loro, fidandosi l’uno dell'altro. La fiducia crea un legame.

Nasce quindi l’esigenza di una strategia multicanale, che potrebbe vedere un’integrazione tra la sua presenza offline – per esempio attraverso la cura del suo store e l’organizzazione di degustazioni, eventi, fiere e showcooking – e una costante presenza online, testimoniata dalla cura di un sito web, ma anche dall’utilizzo di social network, sistemi SEO, Tripadvisor e di piattaforme di messaggistica, come ad esempio Whatsapp.

La presenza online, come è stato testimoniato dalle conseguenze economico-sociali determinatesi con l’emergenza Coronavirus, è l’effettivo vantaggio competitivo di un’azienda vitivinicola: basti guardare la case history dell’azienda agricola “Cortese”, del ragusano, che sui suoi canali social offre la possibilità di assistere a delle degustazioni online dei vini, e naturalmente, di acquistare i propri prodotti collegandosi a portali specifici, quali Tannico e Wine delivery.

Per il comunicatore, i potenziali contenuti da veicolare in questo settore non mancano. Una cantina, sia essa di piccole o di grandi dimensioni, ha un’enorme varietà di storie da raccontare: basti pensare al grande potenziale emotivo che può generare il racconto della sua fondazione, spesso legata a vicende bizzarre e a tradizioni familiari, o ad un semplice resoconto delle modalità di lavorazione, delle storie sull’impegno, il sacrificio e la passione impiegata costantemente dai dipendenti per soddisfare le esigenze e i bisogni dei propri clienti.

Il potenziale da veicolare attraverso una strategia di digital storytelling sfruttando semplicemente i social media dell’azienda può essere ulteriormente arricchito parlando dei valori legati al rispetto dell’ambiente, alle misure etiche e persino al connubio vino-arte.

Si può creare così un’esperienza sensoriale unica per il consumatore, che è prima di tutto persona, con emozioni e sentimenti che il relatore pubblico può cercare di coinvolgere e travolgere. Si costruisce così una brand identity unica intorno all’azienda e ai suoi prodotti, che si differenzia nonostante appartenga ad un settore frammentato.

È il caso, ad esempio, di “Perusini”, storica cantina del Collio Friulano, che offre la possibilità di degustare i suoi vini in una splendida cornice artistica, che passa dalla visita della splendida villa seicentesca di proprietà familiare, sino alla visita della torre-cantina e dei suoi affascinanti affreschi.

La comunicazione vitivinicola e i suoi strumenti sono un’opportunità da cogliere, a beneficio di aziende, territorio e professionisti della comunicazione, per raccontare l’Italia del vino: un mix di storie, passione e qualità riconosciuto e stimato globalmente, e che sicuramente, l’emergenza attuale non fermerà.

 

 

 

 

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