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Il ruolo dei media nella nuova agenda politica

09/05/2012

Dopo la caduta del governo Berlusconi, l’agenda politica, dominata dalla figura dell’ex premier per diciassette anni, sembra essere fuori controllo. Partendo dal caso dei suicidi causati dalla crisi, _Toni Muzi Falconi_ analizza quale sia il ruolo dei media in questo nuovo modello comunicativo.

di Toni Muzi Falconi
Interessante come i risultati elettorali (peraltro ampiamente previsti da tutti) abbiano, da un lato, scatenato le furie della destra del PDL contro Monti e dall’altro consentito a Monti di comportarsi come il vice presidente Biden (Sometimes I say what I mean…) e, per una volta, attribuire a chi di dovere la maggiore responsabilità del continuo decadimento del Paese, salvo poi obbligare la povera Bini a stilare tre diverse versioni di smentita per poi approvare quella meno “smentente”.
Nelle stesse ore (o prima?) Il Post di Luca Sofri ha pubblicato un’interessante analisi di Daniela Cipolloni in cui argomenta con dati convincenti che quella dei suicidi crescenti per la crisi economica, pur con tutto il rispetto dovuto per le vittime, è una montatura mediatica che ormai è entrata nel pieno dell’agenda politica.
Sto in questi giorni completando la preparazione di un paper per la conferenza internazionale di Bournemouth di luglio sulla storia della relazioni pubbliche dal tema The rise and fall of the Berlusconi cuckoo model of public relations, in cui tra l’altro scrivo:
Apart from Berlusconi and Dell’Utri’s thorough knowledge of the communication industry and how mass media impact opinions and behaviors of publics, over the years the two had also mastered the art of continued and daily (!) public opinion polling, comparing results from different vendors through the formulation of slightly different questions to better capture the electorate’s gut-feelings in that very moment. This allowed Berlusconi, more than anyone else in Italian society – thus leading to a populist, vocally antiparty and anticommunist political agenda aligned with that gut feeling- to interpret and give voice, before it became formed opinion, and succeeded in consolidating the latter with his own personal narrative and an unprecedented direct access to mass media that lasted for a full seventeen years…
Se quanto scrivo è verosimile, se ne può dedurre che l’agenda politica, per un verso o per l’altro, è stata dominata da Berlusconi per diciassette anni.
Ora lui non c’è più e l’agenda appare impazzita e senza controllo.
E’ così che nasce, grazie ai media e a chi li usa come una clava, una tematizzazione forte come quella dell’incremento dei suicidi economici?
Che ne pensate?
E se è proprio così (come temo), che dire della narrativa di tutti quei soggetti economici nazionali e locali che questa tematizzazione hanno sfruttato per ottenere di più dalle esangui casse dello Stato? Responsabilità sociale? Sostenibilità?

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