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Il ruolo dell’Italia nella storia delle Rp

22/11/2011

Le Relazioni pubbliche sono una disciplina con una storia recente ma non per questo poco ricca. L’Università di Bornemouth, in cui si è tenuta per due anni la Conferenza internazionale dedicata alla storia delle Rp, ha recentemente reso disponibile un elenco dei documenti acquisiti dall’ _International Public Relations Association._ Il commento di _Toni Muzi Falconi._

di Toni Muzi Falconi
Fra i tanti meriti, il prof. Tom Watson dell’ Università di Bournemouth ha appena pubblicato un elenco dei tanti documenti storici che la sua Università ha recentemente acquisito dall’IPRA. Molte la curiosità, ma ce n’è una almeno che riguarda l’Italia.
Nel 1956 a Parigi l’IPRA decide di non accettare l’iscrizione italiana perché sono due le organizzazioni che la chiedono.
Nel 1957, a Oslo, le associazioni italiane candidate diventano ben tre e alla fine viene selezionata l’AIRP – Associazione Italiana per le Relazioni Pubbliche.
Nelle note si legge che il signor Fife – Clark riferisce al Consiglio che ‘la gran parte dei fondi a sostegno dell’AIRP proviene da grandi imprese italiane che vedono l’investimento come atto anti-comunista’.
Sicuramente gli archivi IPRA, ora consultabili a Bournemouth, contengono molta corrispondenza delle fine anni cinquanta e primi anni sessanta in merito al ruolo avuto dal nostro Guido De Rossi del Lion Nero per la definizione ad Atene del primo codice etico internazionale poi approvato nel 1961 al congresso di Venezia.
Una fonte disponibile per qualche interessante tesi universitaria sul ruolo degli italiani nella storia delle Rp?

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