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Infrastrutture, ambiente e consenso: un workshop a Milano

26/09/2013

La realizzazione di infrastrutture di pubblica utilità deve passare attraverso il dialogo con tutti gli stakeholder: sarà il tema dell’incontro organizzato da Ferpi nell’ambito del _Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale_ mercoledì 2 ottobre. Un momento di dibattito e di confronto tra esperti che proseguirà con un programma di riunioni con le delegazioni territoriali della Federazione.

Il tema del difficile rapporto tra infrastrutture, ambiente e consenso è da sempre oggetto di riflessione e pratica da parte di tanti soci Ferpi. Un tema recentemente ripreso dal Presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano, in un’analisi che coinvolge anche l’istituto del “dibattito pubblico” alla luce dei primi passi da parte del governo italiano.
Il prossimo 2 ottobre, nell’ambito del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, ritorneremo a confrontarci sul tema con un appuntamento curato dal socio Emilio Conti che modererà la tavola rotonda Infrastrutture e ambiente,a cui parteciperanno, oltre a Patrizia Rutigliano, il capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente, Massimiliano Atelli, il Sustainability Manager di SEA Aereoporti, Sebastiano Renna e il Direttore dell’Area Tecnica di Amiacque, Paolo Viola.
La realizzazione di infrastrutture di pubblica utilità – impianti per la produzione di energia, per la gestione dei servizi idrici, per il trattamento dei rifiuti, strade, autostrade, ferrovie, etc. – deve necessariamente passare attraverso il dialogo e il confronto con tutti i portatori di interesse dei territori ove vogliono essere realizzati.
“Solo se coinvolgimento e partecipazione vengono garantiti fin dall’inizio, attraverso idonee forme di consultazione – ha recentemente dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando – tutte le aspettative (delle istituzioni, delle comunità locali, ma anche dello stesso privato proponente) si potranno commisurare a ciò che, in una data situazione, risulta davvero realizzabile perché́ “accettato” e, come tale, non è esposto, a posteriori, a conflitti tra livelli di governo, tra amministrazioni, e tra amministrazioni e popolazioni direttamente toccate dalle opere da realizzare. È per queste ragioni che avverto la responsabilità di sottoporre all’esame del Consiglio dei Ministri, la decisione di introdurre nel nostro Paese, senza incidere in modo rilevante sul costo e sui tempi di realizzazione dei progetti, lo strumento del débat public, già da anni utilizzato con successo in Francia (e, su base sperimentale, in alcune regioni d’Italia), attraverso procedure – vigilate da un soggetto pubblico indipendente – di consultazione delle popolazioni locali e dei portatori di interessi diffusi”.
Dare vita a un percorso partecipato condiviso può ridurre le criticità e risolvere molte incomprensioni alla base oggi di contestazioni anche dure. La tavola rotonda vuole essere un momento di dibattito e di confronto tra esperti, aziende e cittadini per valutare nuovi approcci in grado di superare le attuali criticità. Un confronto che proseguirà in Ferpi con un programma di riunioni con le delegazioni territoriali e aperte al mondo delle categorie economiche e sociali più direttamente interessate dal tema. Il programma, coordinato dal socio Sergio Vazzoler, membro della delegazione lombarda, sarà comunicato nelle prossime settimane.
Vai al programma della tavola rotonda.

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