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Integrazione delle diversità e dialogo partecipativo per un'identità europea

11/04/2006

Un commento di Elisabetta Parla, studente Uni>FERPI, si aggiunge a quello pubblicato la scorsa settimana dopo la prima tappa del Road Show sul Libro Bianco della Comunicazione a Catania.

Durante la prima tappa del Road Show dedicato al Libro Bianco sulla Comunicazione - che si è tenuta a Catania sabato 1 aprile - la Delegata di Ferpi Sicilia (nonchè organizzatrice dell'incontro) Amanda Succi, ha invitato gli studenti presenti in sala a dar voce alle loro opinioni sul tema.Così, in calce al commento della tappa catanese pubblicato la scorsa settimana, compariva il primo intervento di Fabio Curto Pelle al quale si aggiunge oggi il contributo di Elisabetta Parla, studentessa di Uni>FERPI:
Salve, cari amici di Uniferpi,un plauso alla scelta logistica della città di Catania come prima tappa della tavola rotonda del Road show nazionale promosso dalla Vostra associazione sul libro Bianco della Comunità europea. Tale scelta è una palese manifestazione di un vostro intento: impostare il dialogo in una dimensione europea, senza particolarismi di sorta. Certo, arduo è l'impegno intrapreso in una fase di riassetto  così particolare come quello che l'Unione Europea, ed in special modo l'Italia sta vivendo. A mio avviso ogni nuovo assetto statuale comporta la ridefinizione di competenze, la rivisitazione di linguaggi, ma soprattutto la creazione unanime e condivisa di una carta di valori. Compito non sicuramente agevole estrapolare tali valori in un panorama così variegato e complesso, con una mescolanza di idiomi, di identità culturali, così fortemente radicate perché intrisi di storia,  qual è appunto il panorama della Comunità europea. Come in un mosaico ogni tessera è differente dalle altre ma ugualmente rilevante per la visione d'insieme, ogni Paese membro è diverso da tutti gli altri ma allo stesso modo fondamentale per il completamento di un progetto: un'Europa unita. Ma per far sì che ciò accada nella maniera più compiuta occorre rimboccarsi le maniche, ed intraprendere un dialogo partecipativo. Solo conoscendo le differenze si può imparare a comprenderle ed apprezzarle, solo interagendo si può trovare una condivisa strada da percorrere.Elisabetta Parla

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