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Internet: la comunicazione ad un giro di boa

11/02/2010

Una panoramica sulla comunicazione italiana, quella che si è svolta a Palazzo Mezzanotte in occasione del primo Forum della Comunicazione Digitale. Con voci autorevoli e uno sguardo orientato al futuro.

di Vittorio Sica
Nel lontano 1456, il tedesco Johann Gutenberg inventò un linguaggio di comunicazione che attraverso un mezzo, la stampa a caratteri mobili, ha permesso di esprimere contenuto in un modo, la stampa, che dura fino ai giorni nostri.
Da questa oggettiva considerazione storica Giuliano Noci, docente di Marketing del Mip, Politecnico di Milano, ha preso spunto per dimostrare scientificamente la tesi secondo la quale, oggi, con l’avvento della rete Internet il mondo della comunicazione si trova davanti ad un fondamentale giro di boa.
Una rivoluzione, analoga come impatto sulla società, a quella dell’invenzione della stampa a caratteri mobili di 500 anni fa, che cambierà completamente il panorama della comunicazione.
Tanto per dare i numeri: oltre 100 milioni di persone sono oggi presenti sui social network di tutto il mondo, una percentuale sempre maggiore di lettori si informa e legge i blog, e dal canto delle imprese gli investimenti pubblicitari sulla rete sono cresciuti dell’8% andando a rappresentare una percentuale complessiva di investimenti pubblicitari digitali del 15% togliendo mercato ai mezzi tradizionali.
Numeri in rapida e costante ascesa; giorno dopo giorno. Assistendo alla conferenza, sarebbe il caso di affermare che ormai esiste una seconda realtà di relazione, comprendente tutti i campi di interesse, sulla rete Internet.
A ragione di ciò bisogna imparare bene come comunicare in questo momento di rivoluzione della comunicazione che vede aprirsi nuovi scenari ed opportunità. Si assiste alla nascita di un vero e proprio linguaggio su una seconda dimensione di senso agito da consumatori e produttore di comunicazione di varia natura e format, come di informazione specifica. In più, oggi, il confine tra l’emittente istituzionale di contenuto ed i pubblici destinatari e talmente labile che risulta, molte volte, inesistente.
Tutti, democraticamente a costo zero, hanno la possibilità di produrre comunicazione ed informazione sulla rete. Dal punto di vista delle imprese e del marketing le imprese devono imparare a relazionarsi con questo nuovo mezzo ed usare efficacemente gli strumenti. E’ emerso un unico concetto chiave sul quale ruota il senso della comunicazione propagandistica digitale: Emozione.
Paradossale ma altrettanto vero che in un era in cui la tecnologia permette di vivere una seconda
realtà di relazioni in rete la spinta maggiore che spinge l’individuo ad agire e relazionarsi è, ancora,
la capacità di sentire e suscitare Emozione. Pulsione trainante e mastice della relazione con il
consumatore, nel caso delle imprese, che l’azienda deve avere come obiettivo.
Tramite l’*Engagement* del consumatore.
Comunicazione di tipo Pull, che privilegia l’”attracco del consumatore”, letteralmente, servendosi dell’emozione per conquistarlo e creare una relazione stabile con esso.
Un vademecum utile per operare sul web è dato dalle 4C (Contenuto, Contesto, Canale e Conversazione).
Infine sostanziale è traslare i vecchi modelli di business delle organizzazioni, nuove ed operanti sui
diversi mercati, in concezioni di business che abbiano come elemento strutturale la comunicazione di prodotto e di marca in format e linguaggio digitale.
Qui il ruolo del Relatore Pubblico, come figura professionale riconosciuta, è fondamentale solo se possiede buone capacità di dialogo interattivo, capacità di rispondere tempestivamente in una relazione ed una cultura d’azione digitale.
In sinergia con i mezzi tradizionali, il professionista di RP deve necessariamente focalizzare il suo
interesse e la sua azione, anche, sul web; avendo come target tutti i diversi pubblici di interesse esistenti ed impiegando tutte le categorie di comunicazione.
La primaria esigenza, come ancora emerso dal dibattito, è nel prossimo futuro riuscire a dare una
prima regolamentazione, con beneficio di inventario, a questo nuovo palcoscenico. Eliminare cioè anomalie strutturali come quella del prezzo in quanto è sbilanciato il rapporto che vede l’ammontare di 3 milioni di dollari per uno spot del superbowl , che prima concentrava l’attenzione del mondo dell’advertising e che ormai non è più così, con i 100.000 euro per un messaggio pubblicitario su mezzi tradizionali e gli sbilanciati 12.000 euro per un passaggio settimanale di banner su un sito della rete.
Questi come prime basi di dialogo e confronto per l’interpretazione di un prossimo futuro che è già
presente.

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