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La capacità di creare valore. La nuova sfida delle imprese

16/06/2023

Daniela Bianchi

Si è tenuto a Roma, lo scorso 8 giugno, un convegno, organizzato dalla Delegazione FERPI Lazio, in collaborazione con IULM e AGOL, sul tema della Corporate Sustainability Reporting Directive, per approfondire gli aspetti della CSRD, l'adozione di standard europei obbligatori per la rendicontazione della sostenibilità delle aziende. Il resoconto della Segretaria Generale FERPI, Daniela Bianchi, a cui sono state affidate le conclusioni.

Il dialogo strutturato con il sistema Universitario è per FERPI, da sempre, alla base della costruzione di conoscenza. E seguire le evoluzioni della società attraverso temi e approfondimenti è parte della missione di un’Associazione.

È in questo solco che va inserita l’iniziativa che si è tenuta lo scorso 8 giugno a Roma, con l'appuntamento: La capacità di creare valore. La nuova sfida delle imprese che FERPI ha organizzato e coordinato in collaborazione con IULM e Agol.

Insieme per fare il punto sulla Corporate Sustainability Reporting Directive e approfondire gli aspetti della CSRD, l'adozione di standard europei obbligatori per la rendicontazione della sostenibilità delle aziende. 

Partendo da una ricerca condotta dalla Professoressa ordinaria di Gestione d’Impresa e Comunicazione Strategica Università IULM, Stefania Romenti e dalla Professoressa associata di Economia Aziendale Università IULM, Federica Arcieri, l’incontro è stato un’ulteriore occasione di discussione che da tempo la nostra Associazione e i nostri Professionisti stanno accompagnando nei processi di elaborazione della grande questione della Sostenibilità.

A me sono state affidate le conclusioni.

È evidente che “amplificare” i temi della rendicontazione della sostenibilità verso un numero sempre maggiore di imprese è un'opportunità per mettere a sistema dinamiche ad oggi ancora pressoché soggettive e non regolamentate, o comunque strutturate solo nelle imprese di grandi dimensioni.

La sfida della CSRD sposta il focus, cambia i parametri, a partire dai numeri. Se ad oggi in Italia le aziende che rendicontano secondo NFRD sono circa 200, con l’obbligo della CSRD il parametro numerico si alza a circa 4.000. Il fatto che il bilancio di sostenibilità diventi parte del bilancio di esercizio, significa riscrivere l’identità sostenibile di un’azienda.

Non si tratterà più di raccontare la sostenibilità, ma il cambiamento necessita di un rafforzamento del principio di materialità, per definire set di standard che impattino sulla intera catena di valore.

Credo che riscriveremo alcune categorie, si ragionerà di mercati di riferimento per le grandi dimensioni, e comunità e territori per le più piccole? Ragioneremo di stakeholders vs communityholders? Ancora una volta il richiamo forte sarà alla Governance, che dovrà decidere che ruolo riconoscere alla Sostenibilità.

La prospettiva inserita dalla CSRD comporterà necessariamente un cambio di mindset, non più solo attività di comunicazione, ma sempre più attività di costruzione di strategie, costruzione di reti di relazioni e condivisione di infrastrutture.

Sarà determinante il tema dell’impatto, e quindi il tema dei dati, la blockchain come strumento per renderli davvero misurabili, e renderne verificabile l’allineamento. Sarà necessario parlare sempre di più di sistemi integrati.

Come ho già avuto modo di scrivere, trasformare la #sostenibilità in azione quotidiana, e quindi generare #ValoreSociale, è forse l'unica grande sfida che abbiamo davanti. Quella alle nostre spalle, di raccontarla e farla entrare nel mantra quotidiano, appare già vinta...

Il tema è come fare il passo decisivo. 

I contributi dei relatori hanno confermato che c’è aria di grande rivoluzione nell'aria, non è ancora chiaro in cosa si stia trasformando tutto questo gran dibattere su sostenibilitá, ma la necessità di #azionigenerative è chiara e forte in questo panorama nebuloso.

Quello da cui bisognerebbe partire, è un approcccio diverso, non più settorizzato, ma un processo che veda la sostenibilità e il valore sociale non solo appannaggio di alcune funzioni o di alcuni attori, ma un #processointegrato in grado di connettere i sistemi di #governanceaziendale con quelli #territoriali, perché la dimensione sostenibile e valoriale di un'azienda, per essere davvero tale non può mai prescindere dalla dimensione territoriale della quale si nutre.

Un po' come chiedersi come le grandi tendenze strutturali – dalla debole crescita salariale all’aumento dell'automazione, fino al cambiamento climatico – incidano sulle potenzialità di crescita.

Si può fare una differenza dimensionale tra piccole e medie imprese e grandi corporate? 

Forse si deve, e non tanto per il dimensionamento dell'impatto proporzionalmente correlato, quanto per la diversa portata delle azioni in grado di incidere la trasformazione.

Può essere utile una regolamentazione, e per di più europea, come la #csrd, che impone dei percorsi obbligati anche e soprattutto per le #PMI, per veicolare una strategia che è prima di tutto figlia di una sedimentazione culturale di essere e sentirsi #Impresa?

Le evidenze emerse nell’iniziativa di Roma, con Michelangelo Suigo 
#minodinoi Veronica Pamio  e con il Consigliere Nazionale Giuseppe De Lucia e la Delegata Lazio Serena Bianchini, ci hanno convinto a chiudere l’incontro dandoci appuntamento a subito dopo la pausa estiva per continuare la discussione.

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