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La crisi della comunicazione strategica Usa: un rapporto del Dipartimento della Difesa

15/12/2004

Si chiama Report of the Defence Science Board Task Force sulla Comunicazione Strategica, ed è un'accurata analisi della politica della comunicazione del Governo americano dall'11 settembre del 2001. La conclusione? E' necessaria una trasformazione strutturale dei fondamentali strumenti di comunicazione strategica.

Il Defense Science Board, organo di consulenza del Segretario dellaDifesa americano, ha rilasciato un documento sulla Comunicazione Strategica relativamente alla transizione in Iraq.
Il testo, non classificato, è disponibile in formato Pdf a questo indirizzo.Poiché questo sito risulata sovente irraggiungbile, ne mettiamo adisposizione una copia in formato Word.
Il commento di Toni Muzi FalconiIl Dipartimento della Difesa USA ha silenziosamente messo nei giorni scorsi sul proprio sito web, mantenendo un rigoroso riserbo, il Report of the Defence Science Board Task Force sulla Comunicazione Strategica.
Se non l'avesse fatto, dice in un recente articolo Sydney Blumenthal di Salon, attribuendo l'informazione a un anonimo componente della task force che l'ha redatto, il rapporto sarebbe stato comunque diffuso da terzi. Del testo si sono comunque impadroniti sia il New York Times che il Washington Post.
Sono più di 100 pagine di accurata e documentata analisi della politica della comunicazione del Governo dall'11 Settembre del 2001, realizzata a fini interni con il compito di incrementare l'efficacia del Governo.
Nessun ‘birillo impazzito' fra gli esperti che lo hanno compilato: soltanto tecnici delle varie amministrazioni e fidati accademici.
La domanda centrale del rapporto è se:‘sia adeguato per la sicurezza nazionale  degli Stati Uniti che gli investimenti militari siano 400 volte superiori a quelli per la comunicazione strategica in una guerra globale contro il terrorismo che tutti sostengono essere principalmente un conflitto di idee'.
Per comunicazione strategica il Report intende:‘la  varietà di strumenti usati da un Governo per - comprendere le attitudini e le culture globali- ingaggiare dialoghi e scambi di idee fra i cittadini e le istituzioni- consigliare decisori politici, diplomatici e leader militari sulle implicazioni delle scelte politiche sull'opinione pubblica- influenzare le attitudini e i comportamenti attraverso strategie consapevoli di comunicazione.'
Gli strumenti principali della comunicazione strategica di un governo sono quattro:
- la Diplomazia Pubblica (public diplomacy),che tramite lo scambio di idee e di persone costruisce relazioni durature con culture, valori e politiche di una nazione nonché influenza attitudini e mobilita i pubblici a supporto di determinate politiche e di determinati interessi. Si distingue dalla tradizionale diplomazia poiché -in un'epoca caratterizzata da media globali, rivoluzione di Internet, potenti protagonisti non statuali; un'epoca in cui qualsiasi cosa un governo faccia viene interpretata attraverso i filtri intermediati delle notizie, della cultura, della memoria e della lingua- nessuna strategia, nessuna politica, nessuna iniziativa può avere successo senza il sostegno del pubblico.
- gli Affari Pubblici (public affairs), intesi come comunicazione orientata principalmente a informare e influenzare media e cittadini americani. Ogni componente dell'Amministrazione ha il proprio staff di Public Affairs focalizzato su interlocutori domestici, ma con pesanti e inevitabili influenze e impatti su alleati e avversari in tutto il mondo. La distinzione fra public diplomacy e public affairs pervade ancora gli organigrammi, l'allocazione di risorse e la dottrina, ma usano gli stessi metodi e gli stessi strumenti, i loro pubblici sono al tempo stesso globali e locali. I loro confini sono sempre più labili e la distinzione fra i due sempre meno giustificata.
- Servizi di distribuzione internazionalefinanziati dal governo per trasmettere notizie, informazioni, programma di public affairs e di divertimento a pubblici globali via radio, televisione satellitare e sistemi web.
- Operazioni informativeche comprendono campagne di attacchi e difese via computer, guerre elettroniche, iniziative per la sicurezza operativa, inganni militari e PSYOP (attività militari che usano indicatori e informazioni attentamente selezionate per influenzare attitudini e comportamenti di governi, organizzazioni, gruppi e individui stranieri a supporto di obiettivi militari e di sicurezza nazionale).
La conclusione del rapporto è in questi due paragrafi:
1) ‘la public diplomacy americana è in crisi. Mancano una forte leadership, direzione strategica, coordinamento adeguato, risorse sufficienti e cultura della valutazione e della misurazione. Il problema dell'immagine americana è legato alla percezione degli Stati Uniti come arroganti, ipocriti e autocentrati. C'è un generale consenso che la situazione potrebbe sensibilmente cambiare se vi fossero leadership del Presidente, supporto del Congresso, coordinamento inter agenzie governative, partnership con il settore privato e risorse (persone, stumentim, strutture, programmi, fondi).Le soluzioni non si trovano in operazioni di manipolative e di breve durata. I risultati dipendono dalla trasformazione strutturale dei fondamentali strumenti di comunicazione strategica e da un approccio duraturo e responsabile a livello sia di idee che di culture e di valori.
2) la crisi della diplomazia pubblica americana nei confronti dell'islam non dipende tanto da inadeguatezza nella disseminazione dell'informazione e neppure dall'essere o meno riusciti a creare il massaggio ‘giusto'. Piuttosto, è una fondamentale questione di credibilità. Semplicemente non c'è.Oggi, gli Stati Uniti non possiedono alcun un canale di comunicazione sostenibile con la comunità islamica. Inevitabilmente, qualsiasi cosa gli americani facciano o dicano, viene consegnata per l'interpretazione a coloro che possiedono sia il messaggio che il canale: il nemico'.
(tmf)

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