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La cultura per far crescere l’Italia

15/02/2012

In un momento cruciale per il paese, un appello dal mondo della cultura. Competitività territoriale, politiche di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, possibilità di diffondere le conoscenze si configurano come asset per le tematiche di sviluppo economico e quindi di grande attenzione per il nostro paese rendendo sempre più strategico il ruolo delle Rp.

Si è svolto a Roma, lo scorso 8 febbraio, un incontro sulla situazione della cultura e spettacolo nel nostro paese e sulle scelte per il futuro di un settore che può essere vitale per la crescita economica. Lo ha organizzato Federculture, in collaborazione con FAI e Anci. Un appuntamento che è stato un’occasione per rivolgere al Governo un appello per attuare le riforme indispensabili per valorizzare il settore.
a cura di Elisa Greco
La cultura per far crescere l’Italia è il tema dell’appello lanciato da Federculture – Fai – Anci, sottoscritto da rappresentanti del mondo della cultura e presentato a Roma nella conferenza dello scorso 8 febbraio: nel momento cruciale per le scelte sul futuro del Paese siano attuate le riforme indispensabili per valorizzare un settore vitale e favorire la ripresa.
La cultura, infatti, può dare un formidabile contributo allo sviluppo, perché investire in beni, servizi culturali e nella difesa del paesaggio significa potenziare e ottimizzare un sistema già di per sé esistente e vitale, attivando un processo virtuoso di produzione, benessere e ricchezza, oltre che di creazione di indotto economico sul territorio, occupazione, innovazione e inclusione sociale.
E se per Roberto Grossi, Presidente di Federculture, occorre riconsegnare alla cultura una nuova centralità nelle strategie per lo sviluppo del Paese con gli operatori che sono disposti a fare fino in fondo la loro parte, per Ilaria Borletti Buitoni, Presidente FAI, il mantenimento e la valorizzazione del Patrimonio culturale italiano sono investimenti nello sviluppo del Paese soprattutto in quelle regioni che hanno perso la loro vocazione produttiva, cosi come per Andrea Ranieri, delegato nazionale ANCI per le politiche culturali, ci si deve orientare verso una politica, in un settore come la cultura, che sappia tenere insieme risanamento e sviluppo.
Nel documento presentato sono state numerose e dettagliate le analisi delle criticità attuali cosi come le richieste di interventi che favoriscano la partecipazione dei privati, tra cui la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef anche ai settori della musica e del teatro, oltre che alla conservazione dei beni culturali.
Pertanto, al di là delle singole proposte, è proprio sul ruolo che la cultura può rivestire per la crescita del nostro paese che va posta la nostra attenzione e il vostro impegno di Relatori Pubblici.
Clicca qui per leggere la proposta di Federculture.

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