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La lotta alle fake news, una sfida per i comunicatori

27/04/2020

Angela Tassone

Nell’emergenza, il contrasto alle fake news con informazioni scientificamente validate. Sempre la lotta alla disinformazione. Il punto di Ruben Razzante nell’incontro di Ferpi Lazio.

Lo scorso 24 aprile si è tenuto il webinar organizzato da Ferpi Lazio "Emergenza e fake news: quali strumenti di contrasto alla dis-informazione sul web" in cui il Prof. Ruben Razzante ci ha fatto comprendere – una volta di più – come sia importante, per gli addetti ai lavori, accettare la sfida del contrasto alla diffusione delle notizie basate solo su opinioni o su teorie e non verificate scientificamente. Razzante con il suo intervento ha anche voluto dirci quanto sia ugualmente importante che la stessa sfida debba essere condivisa dagli stessi utenti fruitori del web, piuttosto che dai colossi del web, collaborando al rispetto costante delle linee guida già presentate dalla Commissione Europea dal Settembre 2018.

L’incontro online, organizzato dalla delegazione Ferpi Lazio, ha avuto una valenza nazionale in quanto sia gli ospiti invitati a dare il loro contributo che gli iscritti, erano soci provenienti dalle diverse delegazioni territoriali. Ad introdurre il relatore principale, insieme a Giuseppe De Lucia (Delegato Ferpi Lazio) e alla moderatrice Diana Daneluz (Consigliere regionale), i soci Valentina Lombardo e Ferruccio Di Paolo, con degli spunti relativi alla gestione giuridica e sociologica del dilagante fenomeno delle fake-news, su cui tutti hanno convenuto essere un problema da gestire già prima dell’attuale emergenza Covid-19, e da tenere sotto controllo anche successivamente.

Razzante, che si definisce “osservatore dell’animo umano”, è Professore di Diritto dell'Informazione all'Università Cattolica di Milano, nonchè componente della neonata task force governativa anti-fake news voluta dal Sottosegretario Andrea Martella; esperto in questi temi che tratta quasi quotidianamente dal proprio portale www.dirittodellinformazione.it, nato lo scorso ottobre 2020.

Razzante ha ribadito che nelle intenzioni della neonata Unità di monitoraggio l’obiettivo non è la censura, o la limitazione della libertà d’espressione, ma quello di offrire supporto alle istituzioni e a chi si occupa di comunicazione, per una informazione davvero affidabile, attraverso proposte, analisi, strumenti che facilitino appunto la diffusione di tale informazione: «Non possiamo e non vogliamo fare le pulci a qualsiasi fake-news esista, ma vogliamo focalizzarci su un approccio scientifico elaborando dei criteri pratici utili a tutti, per la tutela del nostro diritto di avere la giusta informazione in rete. Bisogna riconoscere e favorire la divulgazione delle notizie certificate – dice il Prof. Razzante – provenienti da fonti ufficiali e poggiate su evidenze scientifiche comprovate. La lotta alle notizie complottiste, nelle cui trappola molte volte cadono anche i siti di informazione, è forse la più aspra in questo periodo di emergenza sanitaria: arrivano solo a me – ha detto Razzante – circa 1.000 segnalazioni al giorno! Sul Covid-19 circolano tantissimi link che contengono opinioni e ipotesi, non fatti o certezze scientifiche. La distinzione è decisiva!».

È evidente il ruolo centrale assunto dalla comunicazione a partire dalla cd. “Fase 2”, che deve essere affidabile, credibile, ma anche veloce: eh sì, perché sul web la velocità è un’altra delle caratteristiche con la quale le fake-news molte volte superano la divulgazione delle vere notizie. Qui il ruolo del giornalista mostra alcuni nervi scoperti: se prima aveva il tempo di documentarsi, raggiungere i luoghi in cui la notizia si creava, oggi dalla propria scrivania deve avere la capacità di aggiornare costantemente le notizie pubblicate, di utilizzare strumenti nuovi per arrivare alle fonti e verificarle, cercando di non diventare veicolo di disinformazione nella saturazione di notizie del web.

Il ruolo del comunicatore, e del giornalista, deve assumere autorevolezza e credibilità, evitando di diventare megafoni di voci incontrollate, o di veicolare notizie riservate, imprecise, o banalmente, come è successo, di utilizzare immagini di crude della sofferenza alla quale siamo sottoposti, solo per fare scalpore, alla ricerca smodata di like, leva che muove una certa economia.

Nel nostro Paese dove per fortuna non c’è censura, ma libertà di espressione, ognuno si forma la propria opinione sulle informazioni che ha a disposizione; ecco perché Il Prof. Razzante ci tiene a suggerire anche alcuni metodi per capire se una notizia proviene da una fonte ufficiale: notare se la URL del sito coincide con l’ente o la testata giornalistica che si legge nella pagina web; verificare se la notizia alla quale giungiamo si trovi sul sito istituzionale; cercare il curriculum dei personaggi che si fanno portavoce di una notizia per capire se hanno ruoli riconosciuti.

La necessità di contrastare le false informazioni, senza fare leva sulla comunicazione della “paura” non è importante solo per chi si occupa di comunicazione per professione, o alle aziende per tutelare la propria brand reputation, ma serve soprattutto ad ogni singolo individuo per capire chiaramente cosa accade, in una unione di coscienza e menti. Ecco perché è auspicabile la collaborazione anche con altri comitati scientifici e gruppi di lavoro per il contrasto alle fake-news, come quello di AGCOM, cercando di convergere su una metodologia di lavoro unica che porti alla definizione di indicazioni pratiche, derivate dalle attività di studio e ricerca, in favore dei cittadini.

Razzante conclude auspicando in un futuro migliore per il nostro Paese, quando uscirà vittorioso da questa emergenza sanitaria, in cui ci sia più coesione nazionale, speranza costruttiva, maggiore condivisione di responsabilità e l’abbattimento del carico burocratico che contraddistingue negativamente l’Italia nel confronto con altri Paesi, che è una delle zavorre più pesanti e che impedirebbe l’uscita dalla crisi.

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