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La nuova sfida dell’informazione online

30/03/2026

Federica Zar, Consigliera Nazionale con delega alla Comunicazione

Dall’indagine Radar SWG emerge un pubblico attivo che premia contenuti trasparenti, non faziosi e ben documentati.

 

Per gli italiani, informarsi non è solo un gesto quotidiano: è un’abitudine radicata che unisce piacere, curiosità e senso civico. I dati dell’indagine Radar SWG sull’approccio all’informazione online restituiscono un quadro chiaro e, per molti versi, sfidante per chi opera nella comunicazione e nelle relazioni pubbliche.

 

Oltre due italiani su tre si informano più volte al giorno, ritagliandosi momenti dedicati. L’informazione è percepita come un’attività positiva, non come un obbligo gravoso. Questo dato rappresenta una grande opportunità per comunicatori e relatori pubblici: esiste una domanda diffusa e continua di contenuti informativi. Tuttavia, la risposta a questa domanda si muove in un ecosistema sempre più complesso.

 

L’online si conferma il canale principale, apprezzato soprattutto per l’accessibilità e l’immediatezza. La possibilità di accedere facilmente a una molteplicità di fonti è considerata un valore. Ma è proprio questa abbondanza a generare una delle principali criticità: il sovraccarico informativo. Un italiano su due dichiara di sentirsi sopraffatto dalla quantità di contenuti disponibili, con il rischio di disorientamento e affaticamento cognitivo.


A questo si aggiunge un elemento ancora più delicato: la diffidenza. Circa tre italiani su quattro affermano di imbattersi frequentemente in notizie false e di non fidarsi pienamente di ciò che leggono online. Il fenomeno è amplificato dalla percezione di contenuti contraddittori e dall’idea che gli algoritmi personalizzino l’informazione, alimentando bolle informative e sospetti di manipolazione.

 

In questo contesto, la fiducia diventa il vero terreno di gioco per i professionisti della comunicazione. I criteri che definiscono l’autorevolezza sono chiari: trasparenza, verificabilità delle fonti e assenza di faziosità. È significativo che questi elementi pesino più della notorietà della testata o della firma giornalistica.


Per i comunicatori e i relatori pubblici, emerge quindi una responsabilità precisa: costruire contenuti che siano non solo accessibili, ma anche credibili. Significa esplicitare le fonti, distinguere chiaramente tra fatti e opinioni, adottare un linguaggio equilibrato e non polarizzante. Significa, in ultima analisi, contribuire a ridurre il rumore informativo anziché amplificarlo.

 

L’informazione online resta un asset strategico, ma la sua efficacia passa sempre più dalla capacità di generare fiducia. In un contesto di sovraccarico e scetticismo diffuso, la qualità – intesa come chiarezza, trasparenza e affidabilità – non è più un valore aggiunto: è la condizione necessaria per essere ascoltati.

 

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