Redazione
A Torino, lunedì 27 aprile alle 16:30, un incontro multidisciplinare, dal titolo “Quanto vale la buona reputazione?”, approfondisce il ruolo strategico della reputazione tra AI, crisi e opinione pubblica. Con il patrocinio di FERPI.
La reputazione è il primo e più importante asset per qualunque organizzazione, tanto che per tutelarla i brand impiegano risorse crescenti, e nonostante l’arretramento generale sui temi ESG dovuto ai balzo indietro del mercato USA sotto la Presidenza Trump, secondo dati Deloitte Insights ancora il 92% dei cittadini ripone ancora maggior fiducia in brand socialmente o ambientalmente responsabili, con un 55% degli utenti disposto a pagare anche un prezzo più alto per prodotti di brand “eco-friendly”.
Sempre lato reputation, la AI contribuisce all’emersione di nuove preoccupazioni: ad esempio, con l'aumento dei deepfake, che l’anno scorso hanno colpito con frodi circa il 60% delle aziende globali (Gartner Report 2025), la capacità di comunicare in modo onesto l'uso dell'intelligenza artificiale è diventata un nuovo pilastro reputazionale, come anche è diventato sensibilissimo il tema della reputazione del CEO e del top management, che è in grado di influire drasticamente sulla percezione del brand, rappresentando un rischio sotto il profilo della coerenza interna.
Infine, più del tribunale vero e proprio si rivela determinante il cosiddetto “tribunale dell’opinione pubblica”: gli shitstorm online e le campagne di critica e di disaffezione verso un brand possono determinarne la crisi, del tutto a prescindere dalle vicende e dagli strumenti giudiziari, che nei fatti risultano fortemente depotenziati – specie a causa dei tempi lunghi della giustizia, incapaci di stare al passo con le tempistiche brucianti dei Social – nella loro capacità di stabilire o riaffermare la verità.
“Il problema vero – afferma Luca Poma, professore di Reputation management all’Università LUMSA di Roma e socio FERPI, uno dei più noti esperti di ingegneria reputazionale in Italia – è che il sistema Italia è ancora purtroppo estremamente arretrato relativamente al tema della difesa del perimetro reputazionale delle aziende: si tende a intervenire a crisi già deflagrata, quanto spesso è troppo tardi, invece che applicare le corrette procedure di crisis communication già in tempo di pace, attrezzandosi per tempo al fine di non permettere la distruzione di valore”
Di queste tematiche si discuterà nel pomeriggio del 27 aprile alle 16:30 in un evento organizzato presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino in Via Vela n° 17, prima organizzazione di questo genere in Italia, che celebra nel 2026 i 140 anni dalla sua fondazione, con speaker di prim’ordine, che interverranno sul palco garantendo ognuno un punto di vista peculiare e specifico sull’argomento.
I relatori
Barbara Cimmino, Vice Presidente nazionale Confindustria; Marinella De Simone, Presidente Complexity Institute; Andrea Malaguti, Direttore quotidiano La Stampa; Licia Mattioli, Founder Mattioli S.p.a.; Nicola Menardo, Avvocato specializzato in diritto penale d’impresa, Studio Weigmann; Filippo Nani, Presidente FERPI; Alberto Pirni, Professore di Filosofia Morale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa; Luca Poma, Professore di Reputation management all’Università LUMSA di Roma; Riccardo Rossotto, Avvocato, founder Studio RPLT TaxLegal; Carmine Rotondaro, CEO Philipp Plein, già Tax e Real Estate Director worldwide gruppo Kering; Paolo Vernero, Coordinatore Commissione Governance & Finanza ESG CNDCEC.
L’evento, che sarà moderato da Filomena Greco, Giornalista IlSole24Ore, con i saluti introduttivi di Marco Gay, Presidente Unione Industriali Torino, gode del patrocinio di FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.
L’appuntamento è previsto alle 16:30 presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino. La partecipazione è gratuita, previa registrazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/quanto-vale-la-buona-reputazione-tickets-1982498780219?aff=oddtdtcreator.
Per l’iniziativa sono riconosciuti 25 crediti ai soci FERPI.