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La rivoluzione dei quartier generali

15/03/2007

Sedi aziendali sempre più mobili per editoria, banche, telefonia, informatica. Vicino agli investitori o vicino ai consumatori? La collocazione delle sedi avrà ancora importanza in futuro?

Se lo chiede l'Economist che cita aziende dai nomi importanti per descrivere una tendenza. Ad esempio, se chiedete ai tifosi della coppa del mondo di cricket - che inizia nelle Indie occidentali l'11 marzo - dove è localizzato il gruppo Wisden, l'editore più noto del suddetto sport, vi risponderanno Londra, perché patrimonio e brand dell'azienda sono la quintessenza del british. Però, se la Gran Bretagna è ancora la fonte dei principali guadagni dell'editore, il futuro aziendale si rivolge a Est.
Infatti i supporter del team indiano di cricket rappresentano il 60% dei contatti del sito web di Wisden Group più noto: Cricinfo. Inoltre pubblicità e sponsorizzazioni in India stanno esplodendo. Per questo motivo Tom Gleeson, direttore esecutivo del gruppo, è stato trasferito a Bangalore dall'agosto 2006. "Se pensiamo che il futuro del nostro business sia in India allora è qui che devo stare" ha dichiarato, ma la sua speranza è di essere sostituito da un successore locale.
Il "caso" Wisden può essere piccolo ma non è il solo esempio di ricollocazione del top management per seguire le mutate necessità del proprio business. Le banche di Wall Street hanno cominciato spedire i senior da New York verso il mercato finanziario crescente di Londra. Invece Nokia, telefonia mobile finlandese, ha mandato i suoi alti ranghi in opposta direzione: 4 degli 11 senior manager, incluso il chief financial officer, sono a New York, nonostante il mercato americano rappresenti solo il 7% del fatturato. I motivi? Perché è un mercato vitale, un hub finanziario (più di 40% degli investitori dell'azienda sono lì) e sede di molte aziende tecnologiche.
In ottobre John Paterson,  chief procurement officer di IBM si è spostato a Shenzhen, in Cina, dove, per la prima volta fuori degli U.S.A, una funzione importante dell'azienda è stata localizzata.
L'Asia rappresenta un terzo dei  40 miliardi di dollari del fatturato IBM e si ritiene che possa aumentare. Wisden, Nokia e IBM credono che altri si muoveranno nella loro direzione. La spartizione delle attività nei luoghi dove meglio vengono eseguite è, dopotutto, l'essenza dell'offshoring. Ma, avverte Gleeson, è troppo facile essere distanti dal proprio mercato e dalla propria gente, e ricorda che un management virtuale non deve significare un management decentralizzato. "La tecnologia permette di poter condurre operazioni globali da ovunque vi troviate nel mondo" aggiunge Paterson di IBM.
Lo status e il potere di alcune sedi prestigiose e le vendite di beni immobiliari destinati a uffici che nel 2006 hanno superato i 55 miliardi di dollari fanno pensare che l'era delle sedi virtuali sia ancora lontana. Le sedi aziendali hanno tre principali funzioni: mansioni amministrative come il pagamento di tasse e di raccolta di capitale; contenere ruoli quali progettazione strategica, trovare il management e preparare accordi; fornire servizi comuni che coprano i commerci. I servizi comuni sono stati progressivamente disconnessi delle sedi nel recente passato, ma per gli altri ruoli sembra essere più difficile il distacco. Secondo Margaret Exley di Mercer Delta, una società di consulenza, ai manager piace stare vicini. E ai capi piace stare vicino agli investitori.
Una ricerca universitaria recente in Gran Bretagna e in Svezia suggerisce che le sedi aziendali stiano diventando più mobili: 23 ditte tra le 500 di Fortune hanno spostato le loro sedi principali da un paese all'altro, più della metà negli ultimi cinque anni e in parte per essere più vicino ai centri finanziari globali.
Ma in alcuni casi l'eredità importa, e molto. Wal-Mart è sinonimo di Bentonville, sua città natale nell'Arkansas, e Hershey prende il nome dalla città in Pensilvania in cui ha sede. Il boss di Heineken ha il suo ufficio nel salone di famiglia dei fondatori dell'azienda. E anche se Gleeson, CEO di Wisden, si è spostato, non altererà troppo la tradizione: il redattore del famoso e tradizionale Wisden's yellow Almanack rimane saldamente ancorato in Gran Bretagna.
N.C.
 

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