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La trasparenza paga

26/02/2008

Secondo uno studio, la trasparenza, oltre che doverosa eticamente, è la chiave per costruire un successo, in termini di produttività, in termini di comunicazione interna e nel rapporto con dipendenti, politici, investitori, consumatori e stakeholder di ogni tipo.

Un atteggiamento limpido come l'acqua è il primo ingrediente per guadagnarsi una buona immagine: ancora una volta emerge con chiarezza da un'indagine quanto paghi "essere buoni" per i grandi e piccoli marchi. Ai buoni valori è legata la percezione comune di una società e in assoluto la virtù più apprezzata è la chiarezza delle scelte e delle informazioni.
“Corporate responsibility and sustainability communications: Who's listening? Who's leading? What matters most?” è il report di Edelman che dice che la trasparenza nella conduzione dei propri affari, negli obiettivi, e nel trattamento dei dipendenti è la chiave nella definizione di azienda socialmente responsabile.
 
L'analisi, realizzata attraverso le interviste a 3.100 opinion leaders, manager, investitori, professionisti dell'informazione e politici, quantifica i risultati di una politica attenta alla limpidezza ed è stata promossa dalla società di rp in collaborazione con il Boston College Center for Corporate Citizenship, il Net Impact e il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD). In sostanza è più importante essere trasparenti che svolgere un'attività filantropica o stipulare accordi con organizzazioni non governative. E' la trasparenza la conditio sine qua non per poter parlare di tutto il resto, secondo Chris Deri, responsabile del settore Corporate Social Responsibility (CSR) & Sustainability Practice per Edelman. Ed è alle politiche cristalline che guardano, più che ad ogni altra cosa, sia gli investitori che gli stakeholder.
 
In generale, è emerso che i comunicatori guardano più di quanto si pensi alla condotta socialmente responsabile, aspettandosi un ruolo di guida da parte delle aziende su temi come il cambiamento climatico, il trattamento dei lavoratori, la sperequazione economica e sociale. Ma meglio una brutta verità di una bugia edulcorata: ci si aspetta dal mondo corporate un'informazione sincera rispetto a tutte le grandi tematiche e questo atteggiamento è considerato dall'opinione pubblica il più importante indicatore della credibilità e della reputazione di una società. La trasparenza paga a tutti i livelli e il 39 per cento degli intervistati, a prescindere dal proprio ruolo, si dichia maggiormente incline ad acquistare prodotti da un'azienda che si comporta in maniera socialmente responsabile e che si fa vedere dal mondo per quello che è e per quello che fa.
 
A una società oggi viene chiesto di essere protagonista di un cambiamento e di promuovere le giuste cause, specie nell'ambito dei diritti umani. Non basta più rimediare ai disastri, come forse accadeva fino a qualche decennio fa. Gli attori del moderno capitalismo devono prevenire i guai, che si tratti di ambiente o di politiche del lavoro, facendosi sponsor di una buona cultura e promuovendo le best practices.
 
Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

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