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"La variabile economica oggi rischia di essere un condizionatore della politica"

23/07/2008

Per la consueta rubrica settimanale The Magazine Post ci propone l’intervista a Franco Masera, con il quale si è discusso di crisi finanziaria e di macro dinamiche dell’economia internazionale.

The Magazine Post conosciuto con l’acronimo TMP è un progetto editoriale di altissimo spessore contenutistico che rende possibile ascoltare direttamente la voce dei Leader attraverso il web. Le interviste proposte a personaggi di spicco del mondo economico, politico, uomini di aziende, manager ed autori di libri rappresentano un innovativo modo di Informare, Approfondire, Sapere.


Per la consueta rubrica settimanale questa settimana TMP propone l’intervista a Franco Masera, Amministratore Delegato KPMG Advisory Italia, un network globale di società di servizi professionali, che in Italia è rappresentato da diverse entità giuridiche, attive nella revisione e organizzazione contabile, nel business advisory, e nei servizi fiscali e legali.


Secondo il dott. Masera, ci sono oggi due “continenti economici” con delle derive molto profonde che spingono su delle forze rilevanti. I due continenti sono da una parte il mondo occidentale che costituisce un soggetto economico unificato e dall’altra un universo in forte crescita. Queste due forze hanno ovviamente interessi differenti. Tasso di crescita, ricerca del benessere economico, scarso condizionamento da normativa, protezione del sistema Paese abbastanza rilevante caratterizzano un universo, mentre l’altro vive all’opposto. Le pressioni che nascono da questi due “blocchi” determinano quindi momenti di discontinuità. Il “terremoto” recente, ha due grandi oggetti sottostanti infatti: una crisi finanziaria degli stati uniti e una forte crescita del costo delle materie prime.


Alla luce della situazione attuale bisognerebbe adottare dei comportamenti differenti. Innanzitutto lo strano rapporto tra la FED e BCE, le due autorità monetarie che assumono comportamenti antitetici e conflittuali ma che in realtà per il “mondo occidentale” dovrebbero avere un interesse comune. Il secondo problema da sanare riguarda l’assunzione da parte degli attori interessati di un serio impegno ricostruttivo dell’Europa unita.


I non semplici problemi che si estendono su scala globale hanno fatto sì che anche la leadership politica si configuri, oggi, in un modo differente. Secondo Masera, infatti i mercati prima erano più “condizionabili” e “governabili”. Oggi invece la classe politica è cambiata e ci sono alcuni Paesi che hanno un ruolo più centrale di altri. “Le grandi decisioni strategiche vengono assunte più nelle stanze dei bottoni delle grandi multinazionali che non nelle aule dei Governi” – dice Masera – “La variabile economica è talmente rilevante oggi che rischia di essere un condizionatore della politica”. Occorre chiedersi quindi chi in realtà assume le decisioni su scala politica e globale. Molto probabilmente non sarà l’organismo politico bensì, dove si accentrano le maggiori Headquarters – punti di controllo dell’economia delle Multinazionali – tanto più è probabile che lì si accentrino i poteri decisionali.


Il concetto portato avanti dal dott. Masera, si aggancia al tema della globalizzazione con tutti i suoi aspetti positivi, ma anche negativi. La globalizzazione è stata pensata e realizzata per le aziende manifatturiere. Per quanto riguarda il terziario avanzato, invece, è più vero implementare una logica di networking intelligente che di globalizzazione (nella logica di consolidamento rigido di fusione e aggregazione) poli intelligenti e caratterizzati da localismo profondo, collegati in termini di networking.


In conclusione, Masera suggerisce ai giovani, per cogliere le opportunità nel mondo del lavoro, di sviluppare una cultura internazionale e convincersi che alcuni fenomeni distintivi del localismo apportano valore aggiunto e non perdere quindi il vantaggio competitivo della propria cultura. L’Italia è un Paese molto creativo, ogni nuovo giovane che si affaccia sul mondo del lavoro non deve abbandonare questo tessuto, cercando di fare nicchia e costruire su questa nicchia un percorso internazionale.


Ascolta l’intervista su www.themagazinepost.tv

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