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La verità è più importante dell'immagine?

24/01/2006

Una provocazione di Edoardo Sanguineti ha guidato la giornata dedicata al Forum sulla comunicazione organizzata dal Comune di Genova in collaborazione con Ferpi Liguria. Tra i relatori la delegata regionale Sabina Alzona.

Da tempo, almeno da prima del 2004, quando è stata Capitale europea della cultura, si parla molto di comunicazione a Genova. Il Comune, in particolare, ha organizzato a varie riprese incontri, commissionato indagini e sondaggi, invitato in qualità di consulenti personaggi famosi (come Maurizio Costanzo) per uscire dal guscio e riuscire a spostare la comunicazione da un piano locale a un piano globale. In qualche modo la città c'è riuscita: più grazie a un evento come il G8, che volente o nolente ha acceso i riflettori su Genova e fatto da traino poi per il seguente 2004.Il Forum della comunicazione, svoltosi lunedì 23 gennaio nei saloni di Palazzo Tursi, sede dell'amministrazione locale, è servito per fare il punto e per immaginare una progettualità che dovrà partire da oggi in avanti, per promuovere e comunicare la città. Ma anche a prepararsi ad appuntamenti molto importanti per questa città di mare, ovvero per la conferenza strategica sulla città programmata per il mese di maggio.In mattinata, oltre agli interventi di Alberto Leiss, direttore comunicazione e portavoce del sindaco, al saluto dell'assessore alla comunicazione Anna Castellano e del sindaco stesso, agli interventi del socio Ferpi Sergio Di Paolo, che ha contribuito fornendo i dati delle presenze in città, e del professore di sociologia urbana Antida Gazzola, una prima tavola rotonda ha animato un intenso dibattito sul significato della comunicazione. La provocazione del poeta Edoardo Sanguineti, che ha sottolineato il deficit di comunicazione e di collegamenti e i problemi del traffico cittadino e che ha dichiarato: "La verità è più importante dell'immagine", ha poi fatto da traino ai lavori dell'intera giornata. Per il poeta ligure, non si può sostituire l'immagine alla realtà e soprattutto, il monito è chiaro: fate attenzione, perché la comunicazione può far male.Il pomeriggio ha sviluppato in tre diverse tavole rotonde i temi di cambiamento e comunicazione; partecipazione e dialogo; immagine e promozione. Nel corso della prima Franco Carlini, analizzando il mito della comunicazione, ha ricordato come questo sia un po' il nuovo nome della propaganda e come tutti, dalla bocciofila al gruppo politico, dovrebbero incorporare nella loro cultura la comunicazione fin dal momento della progettazione (di un prodotto, di un servizio). Legato al suo intervento, proprio perché sollecitato dallo stesso Carlini sui temi caldi in città come la costruzione di una moschea, l'assessore all'urbanistica Bruno Gabrielli ha ammesso come spesso nelle pubbliche amministrazioni non esistano le competenze in grado di valutare e assolvere i nuovi compiti della PA. Genova, per esempio, non ha professionalità formate sui temi della valutazione e anche rivolgendosi all'università non trova aiuto quando deve valutare e prevedere gli impatti di grandi opere architettoniche che tanto riguardano i cittadini.Le sue parole hanno introdotto il tema della partecipazione, ambito in cui il Comune è attivo con diversi progetti, che presto verranno coordinati all'interno di un urban center (per ora solo virtuale, in futuro forse anche reale) che aiuti i cittadini a capire, che li ascolti, che li renda partecipi e attori della decisione insieme all'amministrazione. L'obiettivo è, come ha raccontato il coordinatore del progetto di urban center virtuale Rosanna Russo, colmare il vuoto di percezione che spesso i cittadini hanno nei confronti di quel che accade in città.L'intervento di Sabina Alzona, delegata regionale Ferpi, ha ricordato come troppo spesso le rp non vengano utilizzate in maniera preventiva né programmatica. Bisogna arrivare a una istituzionalizzazione delle relazioni pubbliche e soprattutto riconoscere che questo importante settore è trasversale alle divisioni aziendali o della pubblica amministrazione. Per riassumere, le rp dovrebbero essere vissute come un ponte tra l'organizzazione e i suoi pubblici. Parole care ai relatori pubblici, ma meno scontate per l'auditorio, soprattutto quando sono stati citati i passi da compiere, partendo da una COMUNICAZIONE A, per informare e aggiornare a livello generale, a una COMUNICAZIONE CON, uno verso uno, con un rapporto simmetrico e bilaterale, che va verso la partecipazione e, ancora oltre, verso il fare sistema.Se la verità è davvero più importante dell'immagine, come ha dichiarato Edoardo Sanguineti, possiamo andare oltre e dire - come ha affermato Mario Bottaro a conclusione del dibattito che ha moderato - che "la partecipazione dei cittadini è più importante dell'immagine".Eva Perasso - Totem 

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