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Lavoratori autonomi: un grido d’allarme

12/11/2010

Il _Manifesto sindacale dei consulenti del Terziario,_ pubblicato da ACTA, lancia un grido d’allarme sulle condizioni dei professionisti iscritti alla gestione separata INPS. Il commento di _Roberto Antonucci,_ presidente della Commissione di Ammissione e Verifica di Ferpi.

di Roberto Antonucci
La Gestione Separata INPS, alla quale sono iscritti circa un milione di persone tra professionisti con partita Iva privi di Cassa e lavoratori parasubordinati, eroga sulla base dei coefficienti attuali una pensione massima di € 5.620 lordi annui ogni 100.000 euro di versamenti effettuati; una cifra che dovrebbe ancora diminuire con l’aggiornamento dei coefficienti correlato all’allungamento della vita media.
ACTA – Associazione di rappresentanza sindacale e di categoria dei Consulenti del Terziario Avanzato che rappresenta e tutela le attività autonome “non regolamentate” sprovviste di un ordine e/o di una cassa di previdenza – ha pubblicato il Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione che lancia un vero e proprio grido dall’allarme sulla scarsa tutela sindacale dei diritti dei lavoratori professionali autonomi per anni, troppo spesso, confusi con altre categorie di … renitenti fiscali.
Ricorda il Manifesto: ”Ci muoviamo nell’universo, nel mercato, dei beni immateriali tra i mercati è quello che ha visto i maggiori cambiamenti in questi ultimi trent’anni, nell’impresa e nella società, nelle tecnologie e nelle organizzazioni, nell’educazione e nei rapporti umani. Ci vengono richieste conoscenze complesse, soggette a continui cambiamenti, che non si limitano allo specialismo ma richiedono capacità relazionali non acquisibili tramite percorsi formativi specifici. Quelli di noi che hanno la maggiore anzianità professionale hanno iniziato la loro attività verso la seconda metà degli Anni Settanta, quando c’era una voglia diffusa di “mettersi in proprio”, di sfidare il rischio del mercato, di non sottomettersi agli orari ed ai vincoli dell’azienda. I più giovani hanno iniziato la loro attività professionale sulla spinta delle promesse libertarie portate dalla diffusione delle nuove tecnologie, hanno creduto a una società aperta di lavoratori della conoscenza priva di barriere all’ingresso: lavoratori capaci di utilizzare Internet come nuova frontiera di affermazione e in grado di svolgere le proprie attività senza particolari vincoli geografici. Siamo nati con un grande desiderio di libertà e di indipendenza, fiduciosi che le nostre capacità professionali, le nostre competenze, il nostro capitale umano, fossero sufficienti ad ottenere un riconoscimento sociale e un buon portafoglio di commesse da diversi clienti. A questa idea di libertà e di indipendenza non siamo disposti a rinunciare nemmeno oggi che i tempi sono cambiati ed il mercato si è fatto molto difficile.”

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