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Le immagini shock possono più della spiegazione scientifica

08/11/2004

La campagna antifumo basata su immagini forti e provocanti riesce laddove hanno fallito i consigli del medico.

La terapia d'urto si è rivelata valida anche questa volta. Questo almeno è quanto affermato dallo studio condotto dalla Tobacco Education Campaign Traking (TECT), organizzazione inglese contro il consumo di tabacco, secondo cui la campagna pubblicitaria antifumo basata su immagini shock ha ottenuto risultati incoraggianti. Senz'altro migliori di quelli otteuti dalla campagna informativa portata avanti di meici di base britannici. I poster che hanno campeggiato sui muri britannici in quest'ultimo anno, raffiguranti immagini esplicitamente violente e forzate, hanno avuto un impatto sui fumatori quattro volte superiore alla campagna informativa. Spaventare è meglio che informare? Sembra proprio di sì, con buona pace della massima socratica secondo cui chi conosce il bene sceglie il bene. Secondo lo studio del TECT il vantaggio di questa campagna - realizzata dall'agenzia Abbott Mead Vickers BBDO e premiata come la campagna più efficace dell'anno dall'Institute of Practitioners in Advertising - è quello di impressionare il fumatore senza però vittimizzarlo, nel senso che il cartellone pubblicitario è considerato meno responsabilizzante e quindi vittimizzante della predica del medico perché il primo è rivolto genericamente a tutti i fumatori mentre la seconda è diretta al singolo individuo. Strani meccanismi della psiche umana.Gabriele De Palma - Totem

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