Ferpi > News > Le lobby si fanno a Wall Street

Le lobby si fanno a Wall Street

27/04/2005

Le associazioni per la tutela degli interessi dei cittadini fanno pressioni più sui Ceo che sui rappresentanti del Congresso. E la cosa funziona.

Common Cause, associazione no profit a tutela degli interessi dei cittadini cui trentacinque anni fa diede vita il repubblicano John Gardner, sta modificando, o quantomeno diversificando, il teatro delle sue azioni di lobby. E così fanno anche altri gruppi di interesse collettivo come l'American Family Association (AFA) e l'US Public Interest Group. Sul Christian Science Monitor Geffrey Mac Donald ne parla in un lungo articolo dedicato all'argomento.
Mentre prima le pressioni sui decisori venivano effettuate quasi esclusivamente sui appresentanti del Congresso, oggi nel mirino ci sono altri decisori: i Ceo delle corporations. La campagna intrapresa da Common Cause recentamente mira a rendere ancora più trasparenti i finanziamenti alle campagne elettorali da parte delle grandi aziende.Visto che l'attuale governo non è molto disponibile ad aumentare il controllo sulle aziende, Common Cause prova a esercitarlo direttamente sulle aziende. La strategia a grandi linee è consolidata: si informano gli azionisti di una società della mancanza di trasparenza in qualche ambito (finanziamento ai partiti, impatto ambientale, condizione dei lavoratori etc.) e si chiede loro di fare pressione sui Ceo e sul consiglio d'amministrazione affinché le cose migliorino. Spesso così facendo si ottengono risultati insperati.Dove gli azionisti non sono abbastanza numerosi o abbastanza determinati spesso capita che le organizzazioni a tutela dei cittadini acquistino un consistente numero di azioni e passino all'azione in prima persona. E' quanto accaduto alla People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) che per sensibilizare il settore alimentare alla condizioni in cui vengono macellati gli animali, ha speso 90 mila dollari in quindici mesi per acquistare tremila azioni di 30 aziende del settore. PETA era già riuscita nell'intento di modificare in meglio i metodi di macellazione dei polli nella filiera di McDonald's, e lo aveva fatto in qualità di azionista. Insomma: se non si possono far imporre regole dall'alto, si chiedono spiegazioni dal basso. La Csr passa anche da qui.
Gabriele De Palma - Totem

COMMENTI

Eventi